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    Home » Economia » L’Eurozona perde slancio: crescita attesa sotto l’1 per cento

    L’Eurozona perde slancio: crescita attesa sotto l’1 per cento

    La riunione dell'Eurogruppo serve a prendere atto del rallentamento e della sua entità. Pesano le incertezze legate a dazi e sicurezza

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    10 Marzo 2025
    in Economia, In Evidenza
    Da sinistra: il commissario per l'Economia, Valdis Dombrovskis, il presidente dell'Eurogruppo, Paschal Donohoe, e il direttore generale del Mes, Pierre Gramegna, al termine della riunione dell'Eurogruppo [Bruxelles, 10 marzo 2025]

    Da sinistra: il commissario per l'Economia, Valdis Dombrovskis, il presidente dell'Eurogruppo, Paschal Donohoe, e il direttore generale del Mes, Pierre Gramegna, al termine della riunione dell'Eurogruppo [Bruxelles, 10 marzo 2025]

    Bruxelles – La crescita dell’eurozona perde slancio. Complice “un ambiente incerto e non chiaro”, contraddistinto dai rischi derivanti da “dazi e sicurezza”, la prospettive indicano un’espansione “leggermente più bassa del previsto”, ammette il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe, al termine dei lavori dei ministri economici dei Paesi Ue con la moneta unica. Non è un mistero, questo. Già la Commissione europea aveva ammesso che l’andamento economico dell’area dell’euro con ogni probabilità non avrebbe rispettare le attese, ma adesso lo scenario si fa reale. E’ Pierre Gramegna, direttore generale del Meccanismo europeo di stabilità (Mes), a quantificare: “I mercati si attendono una crescita leggermente inferiore alle previsioni, leggermente inferiore all’1 per cento“.

    L’Eurozona rischia dunque di conoscere un 2025 all’insegna della crescita ‘zero virgola’. Non certo una buona notizia, ma che può servire per serrare i ranghi e fare i compiti a casa. L’invito che arriva da Bruxelles per gli Stati membri è non indugiare con le riforme. “La crescita economica dipende da noi“, sottolinea Donohoe. Se il presidente dell’eurogruppo lega questo avviso anche alla questione relativa agli investimenti per la difesa, il commissario per l’Economia, Valdis Dombrovskis, frena: “Stiamo proponendo flessibilità per le spese della difesa non per le prospettive di contrazione, ma per ragioni di sicurezza“.

    Certo, ammette ancora il commissario per l’Economia, tra gli obiettivi dell’agenda politica europea c’è “il rafforzamento dell’industria europea delle difesa”, e questo potrebbe comunque tornare di utile beneficio per le economie dei Paesi dell’area euro e per l’eurozona nel suo complesso. Un modo per dire che l’allentamento delle regole del patto di stabilità interno proposto dall’esecutivo comunitario potrebbe anche contribuire a produrre un nuovo tipo di crescita in grado da controbilanciare quella persa nei settori tradizionali. Certo, non tutti i rischi all’orizzonte potranno essere dissipati: Dombrovskis ammette che la guerra commerciale è una possibilità quando ribadisce che “l’Ue reagirà tempestivamente e in modo deciso ai dazi statunitensi” qualora l’amministrazione Trump dovesse confermare le sue intenzioni.

    Tags: crescitadazieurozonamesPaschal DonohoePierre Gramegna

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