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    Home » Politica » Clima, Ppe e destre al Parlamento europeo affossano l’urgenza sul target al 2040

    Clima, Ppe e destre al Parlamento europeo affossano l’urgenza sul target al 2040

    La procedura era stata richiesta da Verdi, Socialisti e Liberali per tentare di mettere in cassaforte l'obiettivo di taglio di emissioni del 90 per cento in 15 anni entro la Cop30 di novembre in Brasile. Ora il risultato è a rischio

    Giulia Torbidoni di Giulia Torbidoni
    9 Luglio 2025
    in Politica, Green Economy
    convenzione

    L'Aula del Parlamento europeo

    Bruxelles – Andare spediti va bene per la difesa, per il declassamento della protezione del lupo, per la semplificazione, ma non per l’emergenza climatica. E il dibattito sull’emendamento alla Legge sul Clima che introduce il target al 2040 di riduzione delle emissioni del 90 per cento sui livelli del 1990 compatta le file delle forze politiche di destra e di quelle sinistra, delineando una frattura precisa tra i due blocchi al Parlamento europeo e mandando di nuovo in frantumi la vecchia maggioranza Ursula. Oggi (9 luglio), l’aula ha bocciato la richiesta di usare la procedura d’urgenza sulla modifica alla Legge. Una richiesta che era stata avanzata da Verdi, Socialisti (S&d) e liberali di Renew Europe per cercare di portare a casa il risultato il prima possibile, entro la prossima Conferenza delle Parti Onu sui cambiamenti climatici (Cop30) a Belém, in Brasile, a novembre. A votare contro una procedura che avrebbe velocizzato il processo – attraverso un voto in commissione Ambiente direttamente sugli emendamenti alla proposta della Commissione, senza la presentazione della relazione da parte del relatore dei Patrioti per l’Europa e i seguenti negoziati con i relatori ombra – sono state tutte le forze della destra insieme al Partito popolare europeo. Su scala italiana, in questo caso non ci sono state divisioni tra i due blocchi di maggioranza e opposizioni: contrari Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia; favorevoli, Partito democratico, Movimento 5 stelle e Alleanza Verdi Sinistra. A livello complessivo, sono stati 379 i no, 8 gli astenuti e 300 i sì.

    Il Ppe ha definito non giustificata la richiesta di una procedura più rapida e ha chiesto più tempo per “esaminare attentamente” la legge. Secondo il primo gruppo dell’Aula, devono essere gli Stati membri a decidere sulla questione, presumibilmente in una riunione dei ministri dell’Ambiente il 18 settembre prossimo. Una data che metterebbe inevitabilmente a rischio il risultato entro la Cop30. Il Ppe ha “unito le forze con l’estrema destra per mettere a repentaglio” la legge sul clima, hanno immediatamente denunciato i deputati verdi. E il liberale Pascal Canfin (Renew Europe) ha evidenziato che “il rifiuto della procedura d’urgenza sulla legge sul clima non garantisce che il Parlamento possa votare a ottobre prima” della Conferenza Onu in Brasile.

    Intanto, ieri la conferenza dei coordinatori della commissione Ambiente (Envi) ha scelto di affidare il dossier ad un relatore dei Patrioti per l’Europa. Con sgomento di sinistra e verdi. “Ciò a cui stiamo assistendo è un vero e proprio tradimento della fiducia dei cittadini europei, che chiedono un maggiore impegno per il clima. Ieri il Ppe ha consegnato la più importante legislazione climatica nelle mani di negazionisti del cambiamento climatico, e oggi ha votato contro la procedura d’urgenza chiesta dalle forze progressiste per contenere i danni”, hanno commentato oggi le eurodeputate e gli eurodeputati della delegazione italiana dei Verdi, Cristina Guarda, Ignazio Marino, Leoluca Orlando e Benedetta Scuderi. “Con questa decisione, l’Ue rischia di presentarsi alla Cop30 sostanzialmente a mani vuote. In un momento in cui gli Stati Uniti si sono ritirati dagli Accordi di Parigi, stiamo di fatto consegnando la leadership delle negoziazioni sul clima alla Cina”, hanno aggiunto.

    La proposta di inserire il target del -90 per cento di emissioni al 2040 rispetto ai livelli del 1990 è nelle linee politiche di questa Commissione europea, la seconda nelle mani di Ursula von der Leyen. Dopo vari ritardi, l’esecutivo Ue ha presentato la proposta di emendamento a inizio luglio. Ma per venire incontro ai malumori e alle critiche emerse nei mesi scorsi da alcuni Paesi membri e gruppi politici, ha inserito delle flessibilità nel metodo di calcolo nel tentativo di vincere le resistente degli Stati più restii. L’obiettivo della Commissione è di adottare l’emendamento entro l’appuntamento in Brasile, ma i tempi sembrano estremamente stretti. Certamente, il relatore dei Patrioti – gruppo presieduto dal francese Jordan Bardella (Raggruppamento Nazionale, RN) – non potrà impedire alle altre forze politiche di raggiungere un accordo sul contenuto finale della Legge sul clima. Ma l’estrema destra potrà tentare di ritardare i negoziati e avrà una concreta opportunità di combattere quella che definisce “l’ecologia punitiva”.

    Tags: climadestreleggeparlamento europeoppeueverdi

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