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    Home » Politica Estera » Sul contrasto alla droga l’UE si distanzia dagli USA: “Aumentiamo la cooperazione con gli Stati del sud America”

    Sul contrasto alla droga l’UE si distanzia dagli USA: “Aumentiamo la cooperazione con gli Stati del sud America”

    Il presidente venezuelano Maduro catturato proprio per sbandierate ragioni legate al traffico di droga. Brunner: "Traffico di stupefacenti resterà una minaccia per la sicurezza interna. Rafforzare Eurojust in Paesi terzi chiave"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    7 Gennaio 2026
    in Politica Estera
    [foto: Zxc/Wikimedia Commons]

    [foto: Zxc/Wikimedia Commons]

    Bruxelles – Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, catturato e processato dinazi a tribunali statunitensi con l’accusa, tra le altre, di ‘narcoterrorismo’. Nel momento in cui Washington offre al mondo una versione tutta propria di risoluzione delle problematiche e attuazione del diritto, l’UE ne offre un’altra: di fronte al crescente traffico di droga si intende accrescere la cooperazione, “in particolare con l’America Latina“, sottolinea il commissario per gli Affari interni e l’immigrazione, Magnus Brunner, rispondendo a un’interrogazione in materia di crescita del mercato della cocaina in Europa.

    Brunner riconosce che “la metà delle reti criminali più pericolose dell’UE è coinvolta nel traffico di droga, che è e rimarrà una minaccia fondamentale per la sicurezza interna“. Proprio per questo, spiega, “il nuovo piano d’azione dell’Unione europea contro il traffico di droga mira a rafforzare la cooperazione tra autorità di contrasto e autorità giudiziarie”. Nello specifico si intende riconoscere un maggior ruolo a Eurojust, l’Agenzia europea per la cooperazione in materia di reati penali, e in tal senso, spiega il commissario per gli Affari interni, la Commissione “ha avviato negoziati per rafforzare la cooperazione con i principali Paesi terzi”, a cominciare da quelli dell’America latina.

    La cocaina non si arresta, avanzano crack e ketamina: nell’Ue sempre più droghe

    Guardando alle tempistiche, l’interrogazione promossa dai banchi di sovranisti (PfE) ed euroscettici (ESN) è datata 28 ottobre 2025, con la risposta di Brunner offerta in data 6 gennaio. Una replica che ben si inserisce nel contesto del blitz USA in Venezuela e che segna comunque una distanza tra approccio americano e approccio europeo in materia di contrasto alla droga. Anche se, va ricordato, la Commissione ha scelto di non condannare l’operato di Washington nei confronti di Maduro. (“Non abbiamo discusso su come definire l’azione USA, non è questa la questione più rilevante”, ha saputo dire la portavoce capo dell’esecutivo comunitario, Paula Pinho, a chi chiedeva se si considera l’operato statunitense ‘aggressione’, ‘conquista’ o in altro modo).

    Quanto al traffico di droga nell’UE, Brunner ammette che ormai l’area dell’Unione europea è divenuto il principale mercato mondiale di cocaina, e annuncia per l’anno appena iniziato, “nuove norme sulla criminalità organizzata per smantellare le reti criminali in modo più efficace”. Quindi, nel rispondere a una domanda precisa sollevata nell’interrogazione, chiude le porte ad ogni tipo di correlazione tra richiedenti asilo e aumento di sostanze stupefacenti: “Non ci sono prove che evidenzino un legame specifico tra migrazione e traffico di cocaina in Europa“.

    Tags: America latinacocainadrogaEuroJustmagnus brunnernarcotrafficoue

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