- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 31 Ottobre 2026
No Result
View All Result
  • en ENG
  • it ITA
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » La destra in Polonia? Ha vinto perché ha promesso il welfare

    La destra in Polonia? Ha vinto perché ha promesso il welfare

    [di Luigi Pandolfi] Il partito PiS, vincitore alle elezioni del 25 ottobre, è clericale e ha un senso autoritario dello Stato. Ma nasce da una costola di Solidarnosc e promette quello che manca in Polonia da 20 anni: uno Stato sociale che redistribuisca la ricchezza.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    30 Ottobre 2015
    in Non categorizzato

    di Luigi Pandolfi 

    Le recenti elezioni in Polonia hanno consegnato una vittoria schiacciante al partito dei conservatori cattolici di Diritto e Giustizia (PiS). Col 37,58 per cento dei voti la formazione di Jaroslaw Kaczynki avrà, da sola, la maggioranza dei seggi in parlamento. Staccata di ben 13 punti percentuali, Piattaforma Civica, il raggruppamento liberale del primo ministro uscente Ewa Kopacz e dell’attuale presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, si ritroverà invece dopo otto anni all’opposizione, mentre nessuna forza politica di sinistra avrà propri rappresentati al Sejm, la Camera bassa del parlamento di Varsavia.

    Il terzo partito del paese è Kukiz’15, movimento anti-sistema e nazionalista del rocker Pawel Kukiz, che ottiene l’8,81 per cento, seguito dal partito Nowoczesna (Moderno) di Ryszard Petru con il 7,6 per cento e dal Partito contadino (PSL), già alleato dei liberali nel governo uscente, con il 5,13 per cento. La prima riunione del parlamento dovrà tenersi entro il prossimo 24 novembre e in quella sede il primo ministro uscente lascerà il testimone alla vincitrice delle elezioni, l’antropologa Beata Szydlo.

    Vero deus ex machina della politica polacca nei prossimi anni sarà però Jaroslaw Kaczynki, gemello del defunto presidente Lech Kaczynki, che cinque anni fa perse la vita – e insieme a lui 95 esponenti dell’élite politica, economica e militare polacca – nella sciagura aerea di Smolensk, sul suolo russo. È lui l’artefice del successo di Andrzej Duda, eletto capo di Stato nel maggio scorso, e della stessa Szydlo. Molti pensano, addirittura, che presto possa sostituire quest’ultima alla guida del governo. A specifica domanda, d’altronde, non ha fatto altro che rispondere laconicamente «in politica mai dire mai».

    In queste ore, i media europei ed internazionali, i cosiddetti commentatori politici, sono intenti a decodificare il significato di questo risultato elettorale, provando anche a fare previsioni sull’impatto che lo stesso potrebbe avere sul futuro dell’Unione Europea. Il giudizio prevalente è che la vittoria di un partito come il PiS in Polonia, favorito dall’emergenza immigrazione di questi mesi, possa rafforzare il fronte euro-scettico europeo, proprio nel momento in cui il processo di integrazione sta mostrando i sui limiti, sulla questione dei rifugiati certamente, ma anche sulla tenuta degli equilibri economici tra i vari Stati, tra centro e periferia. A conferma di questa tesi ci sarebbe, per altro, l’entusiasmo manifestato subito dopo il voto da altre forze euroscettiche ed anti-euro, nazionaliste e xenofobe, sparse per il continente, a cominciare dal partito di Viktor Orbán in Ungheria e dagli estremisti islamofobi di Pegida in Germania. Possiamo ritenere plausibile questa lettura? Per rispondere a questa domanda dobbiamo intanto capire, a grandi linee, che cos’è il PiS e, di pari passo, riassumere quello che è accaduto in Polonia negli ultimi dieci anni.

    Prawo i Sprawiedliwosc – questo il nome in polacco di Diritto e Giustizia – viene fondato nel 2001 da una costola di “Azione Elettorale Solidarnosc” e dal partito cristiano “Accordo di Centro” (Porozumienie Centrum). In Europa la sua collocazione è nell’Alleanza dei Conservatori e Riformisti Europei (AECR), dove stanno anche i Tory inglesi. Nazionalista e ultra-cattolico, fautore di politiche securitarie, ciò che lo distingue da altre formazioni conservatrici europee è, nondimeno, la sua visione statalista e “solidaristica” dell’economia. Molto usata nei suoi documenti ufficiali, nei programmi elettorali, è, non a caso, l’espressione “prawo do równosci” (diritto all’uguaglianza), qualcosa che difficilmente si riscontra le linguaggio, nella propaganda e negli atti ufficiali di altri sodalizi conservatori in Europa e non solo.

    Potrebbe risiedere qui la chiave di lettura del suo attuale successo? La Polonia, com’è noto, è stata definita, per le performance della sua economia nell’ultimo decennio, la “Tigre dell’Europa centrale”. Invero, dal 2004, anno del suo ingresso nella UE, il suo PIL è quasi raddoppiato ed il volume delle sue esportazioni nel mercato comunitario è aumentato di tre volte tanto. Diamo qualche numero. La Polonia oggi è la quinta potenza mondiale nel settore dei mobili e il terzo paese in Europa in quanto a produzione di biciclette, dopo l’Italia e la Germania. Secondo le ultime stime della Commissione Europea, la ricchezza nazionale crescerà ancora del 3,2 per cento nel 2015 e del 3,4 per cento nel 2016. La disoccupazione è al 7,9 per cento, ben al di sotto della media UE e, soprattutto, di quella dell’eurozona.

    Dunque, tutto a posto? Non proprio. Se accanto al tasso di crescita si considerano anche altri parametri, come quello che misura il livello di disuguaglianza nella società, il quadro che emerge non è poi così roseo come potrebbe sembrare di primo acchito. In effetti, ciò che ha caratterizzato la storia recente del paese è stato un alto tasso di crescita dell’economia, al quale non si è accompagnata un’equa distribuzione della ricchezza prodotta. Grandi profitti, insomma, per le imprese trainate dall’export e bassi salari e stipendi per i ceti popolari. A questo si aggiunga che la Polonia rimane tra i paesi con la più bassa spesa per protezione sociale in ambito Ue (20 per cento del PIL, dieci punti in meno della media europea). A parte la questione dei profughi siriani, quindi, e della difesa dell’identità polacca contro i pericoli insiti in processi di contaminazione con altre culture, molto hanno inciso sul successo del PiS le sue proposte in materia economica e sociale. Dio, patria e famiglia, senz’altro. Ma anche più welfare e politiche redistributive.

    Nel programma di Beata Szydlo spiccavano proposte come il bonus di 500 zloty al mese (125 euro) per ogni bambino dopo il primogenito fino ai 18 anni; medicine gratuite per i pensionati; abbassamento dell’età pensionabile a 65 anni per gli uomini e 60 per le donne dagli attuali 67; innalzamento della soglia di reddito esentasse; introduzione di un salario orario minimo, che oggi non esiste; tassazione speciale sulla grande distribuzione, sulle banche e le transazioni finanziarie; controllo statale sulle imprese strategiche. Roba “di sinistra”, potremmo dire. Ma il contraltare di questi programmi “sociali” si chiama riorganizzazione in senso autoritario dei poteri dello Stato, con l’esplicita previsione che il presidente della Repubblica possa governare per decreto, mettendo la magistratura sotto il controllo dell’esecutivo, e sterzata confessionale del Paese in materia di educazione e diritti civili.

    In politica estera, invece, il proposito di Diritto e Giustizia è quello di consolidare i rapporti di collaborazione con l’Ungheria, la Repubblica ceca e la Slovacchia per fare massa critica entro i confini dell’Unione europea sulle questioni più stringenti, dall’economia all’immigrazione. Poi c’è il nodo dei rapporti con Mosca, sempre e comunque problematici, tanto che nel programma elettorale si fa riferimento alla possibilità di chiedere una maggiore presenza militare americana sul suolo polacco e ad un aumento della spesa per armamenti fino al 2,5 per cento del PIL. Ovviamente, con la vittoria del PiS, si allontana la prospettiva di un ingresso del paese nella moneta unica, peraltro già rimandato dai precedenti governi liberali «ad almeno il 2019». Alla domanda se la prospettiva europea esca indebolita dal voto polacco, non si può quindi che rispondere affermativamente.

    Pubblicato su Linkiesta il 28 ottobre 2015.

    Ti potrebbe piacere anche

    UE e Canada verso una associazione più stretta. Lo hanno annunciato il primo ministro canadese Mark Carney e i presidenti di Consiglio europeo, Antonio Costa, e Commissione europea, Ursula von der Leyen. Source: EC - Audiovisual Service
    Politica Estera

    UE e Canada si avvicinano il più possibile, per tenere lontano Trump

    30 Ottobre 2026
    La Commissione UE ha adottato la proposta per il prestito da 45 miliardi a Kiev per il 2027. Crediti: Commissione europea
    Le Brevi

    La Commissione UE adotta la proposta per i 45 miliardi di prestito a Kiev per il 2027

    30 Ottobre 2026
    Il Belgio vince la medaglia d'oro per il miglior panettone artistico al mondo. Ma è fatto dall'italiano Antonio Santangelo.
    Le Brevi

    Il Belgio primo al mondo per il miglior panettone aristico, che è fatto però dall’italiano Santangelo

    30 Ottobre 2026
    Ghiacciai che si sciolgono. Crediti: Dave Meckler via Unsplash
    Le Brevi

    Dall’UE più di 32 miliardi ai Paesi in via di sviluppo per il clima

    30 Ottobre 2026
    Bruno Pompeo, Marcinelle, Bois du Cazier
    Le Brevi

    Ha un nome e un volto dopo 70 anni: è Bruno Pompeo, morto nella miniera di Marcinelle

    30 Ottobre 2026
    Flavio Lorenzin (Immagine: Confimi)
    Economia

    Acciaio, le fonderie italiane di Confimi contro Bruxelles: dazi e CBAM penalizzano la filiera

    30 Ottobre 2026
    Il prossimo anno ci saranno almeno 13 grandi elezioni in Europa

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    UE e Canada verso una associazione più stretta. Lo hanno annunciato il primo ministro canadese Mark Carney e i presidenti di Consiglio europeo, Antonio Costa, e Commissione europea, Ursula von der Leyen. Source: EC - Audiovisual Service

    UE e Canada si avvicinano il più possibile, per tenere lontano Trump

    di Giulia Torbidoni
    30 Ottobre 2026

    Von der Leyen chiarisce che "questa partnership non contro qualcun altro". Ma poi aggiunge che "ciò che conta oggi è...

    La Commissione UE ha adottato la proposta per il prestito da 45 miliardi a Kiev per il 2027. Crediti: Commissione europea

    La Commissione UE adotta la proposta per i 45 miliardi di prestito a Kiev per il 2027

    di Redazione eunewsit
    30 Ottobre 2026

    Bruxelles - La Commissione europea ha adottato oggi (30 ottobre) una proposta, che dovrà essere sottoposta all'approvazione del Consiglio, relativa...

    Il Belgio vince la medaglia d'oro per il miglior panettone artistico al mondo. Ma è fatto dall'italiano Antonio Santangelo.

    Il Belgio primo al mondo per il miglior panettone aristico, che è fatto però dall’italiano Santangelo

    di Redazione eunewsit
    30 Ottobre 2026

    Bruxelles - Il Belgio ha vinto la medaglia d'oro per il miglior panettone artistico al mondo. Ma le mani che...

    Ghiacciai che si sciolgono. Crediti: Dave Meckler via Unsplash

    Dall’UE più di 32 miliardi ai Paesi in via di sviluppo per il clima

    di Iolanda Cuomo
    30 Ottobre 2026

    Bruxelles - In base ai dati del Consiglio dell'Unione europea, nel 2025 l'Unione europea ha erogato 32,3 miliardi di euro...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • en ENG
    • it ITA
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • en ENG
    • it ITA
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione