Bruxelles – Non più uno sconosciuto: a settant’anni dalla tragedia di Marcinelle, viene restituita l’identità a una delle vittime ancora senza nome del disastro minerario dell’8 agosto 1956. Si tratta di Bruno Pompeo, nato il 2 aprile 1928 a Racale, in Puglia, ed emigrato in Belgio il 28 luglio 1951 in cerca di lavoro e di una vita migliore. Dopo il suo arrivo, Pompeo aveva iniziato a lavorare nel pozzo 24 delle miniere di Monceau-Fontaine, a Couillet. La sua carriera lo aveva poi portato per la prima volta al Bois du Cazier il 5 novembre 1952. Dopo una parentesi in altri charbonnages, era tornato nella miniera il 17 giugno 1955, dove è rimasto fino al giorno della tragedia.
L’8 agosto 1956, l’incendio scoppiato nelle gallerie sotterranee del Bois du Cazier, a Marcinelle, provocò una delle più gravi catastrofi minerarie della storia europea. Le fiamme e il fumo si propagarono rapidamente nei pozzi, intrappolando centinaia di lavoratori a grande profondità. Il bilancio fu di 262 morti, provenienti da dodici Paesi, tra cui 136 italiani. Una tragedia che segnò profondamente la comunità italiana emigrata in Belgio e i rapporti tra i due Paesi. Per decenni, alcune vittime sono rimaste senza un’identità certa.
Il riconoscimento di Bruno Pompeo è stato possibile grazie al lavoro avviato nel 2021 dall’Istituto nazionale di criminalistica e criminologia (INCC), con il contributo di antropologi, odontologi, medici legali e della squadra DVI (Disaster Victim Identification), attraverso l’analisi dei resti e il confronto del DNA con i campioni forniti dai familiari.
Il Bois du Cazier ha ringraziato la famiglia Pompeo per aver accettato di contribuire alle procedure di identificazione, oltre a tutti gli esperti e gli enti coinvolti. Un lavoro che, a settant’anni dalla catastrofe, può restituire un nome e una storia agli uomini che avevano lasciato i propri Paesi per costruirsi un futuro nelle miniere belghe. Dove invece troppo spesso hanno trovato la morte.




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