Bruxelles – La data del referendum per la modifica di alcuni articoli della Costituzione (che riguarda la cosiddetta “separazione delle carriere”) è stata fissata nei giorni 22 e 23 marzo 2026, su proposta del governo e con decreto del Presidente della Repubblica del 13/01/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14/01/2026.
Il voto è un diritto che si può esercitare anche dall’estero per i cittadini italiani residenti o temporaneamente all’estero, iscritti nelle liste elettorali, che possono votare per posta, ricevendo il plico elettorale al proprio indirizzo di residenza. Per questo il Consolato italiano a Bruxelles raccomanda di controllare ed eventualmente regolarizzare immediatamente la propria situazione anagrafica e di indirizzo presso l’Ufficio consolare competente, utilizzando il portale online dei servizi consolari Fast It.
In alternativa al voto per corrispondenza, gli elettori iscritti all’AIRE possono scegliere di votare in Italia presso il proprio comune di iscrizione elettorale, comunicando per iscritto la propria scelta al Consolato entro il 10° giorno successivo alla indizione della consultazione.
Bisogna far presto, perché l’opzione deve pervenire all’Ufficio consolare non oltre i dieci giorni successivi a quello dell’indizione della consultazione, ovvero entro il 24 gennaio 2026.
L’apposito modulo compilato, firmato e accompagnato da un documento d’identità, può essere consegnato a mano o inviato al Consolato, per posta elettronica ordinaria a bruxelles.elezioni@esteri.it o per posta elettronica certificata con.bruxelles.anagrafe@cert.esteri.it.
La comunicazione dell’opzione può anche essere scritta su carta semplice; in ogni caso per essere valida deve contenere nome, cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza e firma dell’elettore, ed è obbligatorio inviarla insieme a copia di un documento di identità del dichiarante.
La scelta di votare in Italia può essere successivamente revocata con una comunicazione scritta da inviare o consegnare all’Ufficio consolare con le stesse modalità ed entro la stessa data prevista per l’esercizio dell’opzione (24 gennaio)
La Legge non prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute per il rientro in Italia in occasione del voto, ma solo agevolazioni tariffarie all’interno del territorio italiano.

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