Dall’inviato a Strasburgo – In attesa del vertice straordinario dei leader UE convocato da Antonio Costa per giovedì 22 gennaio, il primo segnale a Donald Trump arriva dal cuore della democrazia europea. L’Eurocamera ha deciso di sospendere i lavori sull’implementazione del logorante accordo sui dazi commerciali raggiunto in estate tra Bruxelles e Washington: “Se vuole accesso al mercato unico a dazi zero, sia affidabile“, intima Manfred Weber, presidente del Partito Popolare europeo.
Il Parlamento europeo gioca le sue carte. I gruppi della bistrattata ‘piattaforma’ europeista, popolari, socialisti, liberali e verdi, sono d’accordo: il voto sull’attuazione di una serie di regolamenti UE volti ad attuare gli impegni sulle tariffe definiti nell’accordo quadro UE-USA, previsto per la settimana prossima in commissione per il Commercio internazionale (INTA), salterà. La decisione – conferma la leader S&d, Iratxe Garcia Perez, verrà formalizzata già domani.
“È lo strumento più potente che abbiamo in questo momento – afferma Weber – perché significa che non ci sarà accesso a dazi zero al mercato unico europeo. Questo è il messaggio che inviamo dal punto di vista del Parlamento. Qui in quest’aula c’e’ una comprensione comune. Questo è, in un certo senso, il primo passo”. La famiglia socialista ha già bene in mente quale dovrà essere il secondo: “Dobbiamo attivare lo strumento anti-coercizione“, insiste Garcia Perez, che chiede alle istituzioni europee di “parlare con l’unica lingua che Trump capisce, quella del potere”.

Il ‘bazooka‘ anti-coercizione, un ventaglio di misure a disposizione dell’UE in caso di gravi minacce commerciali da Paesi terzi, non è l’unica strada percorribile. Per Terry Reintke, copresidente dei Verdi, la risposta a Trump potrebbe passare ad esempio per l’introduzione di una tasse digitale. “Sappiamo che i grandi oligarchi negli Stati Uniti ne sono molto spaventati”, sottolinea la capogruppo.
Le minacce trumpiane alla Groenlandia e all’Unione restituiscono vigore insomma ad un alleanza europeista che sembrava agonizzante, e mettono contemporaneamente all’angolo i principali alleati europei dell’universo MAGA, i conservatori di Giorgia Meloni, i Patrioti di Viktor Orban, i Sovranisti dell’AfD tedesca. “L’estrema destra non ha detto nulla sugli attacchi di Trump all’Europa, e questo dimostra quanto poco sia pronta a difendere l’UE”, attacca Garcia Perez. Che immediatamente rilancia verso il PPE: “Vuole difendere un’Europa forte, autonoma e indipendente? Vuole difendere il multilateralismo? Allora smetta di negoziare con l’estrema destra, che non dice una parola contro chi vuole distruggere l’Europa”.
Mentre la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dal palco del World Economic Forum definisce le tariffe aggiuntive a chi ha inviato contingenti militari in Groenlandia “un errore, soprattutto tra alleati di lunga data” e ricorda che “quando gli amici si stringono la mano, questo deve significare qualcosa“. Il capodelegazione del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, sottolinea che “non si può dialogare sotto inaccettabili minacce e mostrando subalternità” e chiede ai governi europei – i cui leader si riuniranno d’urgenza giovedì sera – di “raccogliere la sfida” lanciata dal Parlamento europeo.




![[foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/03/euco_mar25-350x250.jpg)







![La commissaria per la Gestione delle crisi, Hadja Labib [Strasburgo, 9 luglio 2025. Foto: Parlamento europeo]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/07/lahbib-250709-120x86.png)
