- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 27 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica Estera » Erdogan è tornato più forte che mai

    Erdogan è tornato più forte che mai

    Dopo la battuta di arresto alle elezioni dello scorso giugno, il presidente turco riguadagna la maggioranza assoluta. Curdi ancora in parlamento ma con un milione di voti in meno. Ue: "Collaboreremo con il nuovo governo"

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    2 Novembre 2015
    in Politica Estera
    Powered by powered by evolution group

    Bruxelles – Recep Tayyp Erdogan è tornato, ancora più forte di prima. Il verdetto delle urne riconsegna la Turchia nelle mani dell’attuale presidente che, dopo avere perso alle elezioni di giugno la maggioranza assoluta, ora ha riguadagnato il pieno controllo del Paese e anzi è tornato alle percentuali record del 2011. Il suo partito Giustizia e Sviluppo (Akp) ha superato anche i sondaggi più favorevoli, conquistando il 49,4% dei voti e 316 seggi in Parlamento su 550: un risultato che gli consente di formare un governo monocolore anche se non di modificare direttamente la Costituzione in senso presidenziale, vero obiettivo di Erdogan, per cui sarebbero stati necessari i tre quinti dei seggi (330).

    Un risultato ottenuto nonostante il partito filo-curdo Hdp sia riuscito, come a giugno, ad entrare in Parlamento superando (di poco) la soglia di sbarramento record del 10% e consolidandosi come forza che sembra destinata a rimanere sulla scena politica turca: il partito di Selattin Demirtas ha però perso, rispetto alle elezioni dello scorso giugno, in cui aveva guadagnato il 13% delle preferenze, un milione di voti. “Non sono state elezioni corrette”, ha subito denunciato Demirtas, secondo cui la sua forza politica non ha potuto fare campagna elettorale come avrebbe voluto poiché ha dovuto “salvare la gente dai massacri”. La manifestazione durante la quale è avvenuto l’attentato che, appena 20 giorni fa, ha ucciso oltre cento persone, aveva tra i suoi promotori proprio l’Hdp. Il vero tracollo è però stato quello dei nazionalisti dell’Mhp che hanno perso per strada quasi due milioni di voti e la metà dei propri seggi. Regge, invece, il socialdemocratico Chp, che si conferma secondo partito in Parlamento con il 25,4% delle preferenze e due seggi guadagnati rispetto a giugno (134).

    Sembra insomma avere pagato la strategia di guerra totale in cui il presidente turco si è lanciato dopo il duro colpo di giugno che aveva segnato per lui la prima battuta d’arresto in 13 anni. Una guerra aperta tanto contro i curdi, contro cui il governo ha ripreso pesanti bombardamenti, violando la tregua siglata nel 2013, quanto contro la stampa critica, con giornali ed emittenti indipendenti costretti a chiudere. Giocandosi tutto sulla paura degli attentati che hanno sconvolto il Paese, Erdogan si è presentato come l’unico baluardo contro il caos e ha chiesto ai cittadini di restituirgli il pieno controllo del Paese per recuperare la stabilità perduta. I turchi hanno deciso di farlo, in massa: rispetto a giugno il presidente in carica ha guadagnato quasi tre milioni e mezzo di voti, sfondando quota 23 milioni.

    Ma nel sud-est del Paese a maggioranza curda è subito esplosa la rabbia per un risultato inatteso che spezza il sogno di fermare il cammino di Erdogan. Mentre ancora il conteggio dei voti era in corso, a Diyarbakir manifestanti curdi hanno appiccato incendi ed eretto barricate, scontrandosi con la polizia che ha risposto con gas lacrimogeni e una decisa repressione delle proteste. Un assaggio di quello che potrebbe succedere nei prossimi mesi se Erdogan proseguirà nel muro contro muro con i curdi. In tre mesi di guerra al Pkk, oltre 150 soldati e duemila combattenti curdi sono già morti. E ora il timore è che la guerriglia possa spostarsi stabilmente nei centri urbani.

    Ora “il mondo intero deve rispettare questo risultato”, rivendica Erdogan forte del consenso ricevuto nelle urne, lamentando: “Non ho visto molto rispetto in giro”. Da Bruxelles, che segue con particolare attenzione le elezioni che si svolgono in piena trattativa per un piano comune di azione sui rifugiati con Ankara, arriva per il momento solo il messaggio congiunto dell’Alto rappresentante per gli Affari esteri Ue, Federica Mogherini e del commissario per le politiche di vicinato, Johannes Hahn: “L’Ue – assicurano – lavorerà insieme al futuro governo per rafforzare la partnership tra Ue e Trchia e per continuare a fare progredire la nostra cooperazione in tutte le aree a beneficio dei tutti cittadini”. I rappresentanti delle istituzioni Ue sottolineano soprattutto l’alta affluenza alle urne, complimentandosi con il popolo turco per “il forte impegno nel processo democratico”.

    Tags: AkpbruxellescurdielezioniErdoganHdpturchiaue

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Photo de max bushuevsur Unsplash
    Ambiente

    Diritto alla riparazione: Italia e altri 17 non hanno recepito la direttiva, parte l’infrazione UE

    25 Settembre 2026
    Photo de Matthew Sichkaruksur Unsplash
    Diritti

    Al ritmo attuale la parità di genere ci sarà solo nel 2197, il ‘tetto di cristallo’ è ancora intatto

    25 Settembre 2026
    Photo de Ehud Neuhaussur Unsplash
    Ambiente

    La Commissione avvia l’infrazione contro tutti i Paesi UE sulle emissioni industriali e di allevamenti

    25 Settembre 2026
    La neoeletta presidente del Consiglio economico, sociale e ambientale francese, Claire Thoury, con il presidente del CESE, Séamus Boland. Source: EESC
    Diritti

    La presidente del Cese francese: “Non dobbiamo mai aver paura di parlare con le persone”

    24 Settembre 2026
    Carburanti
    Energia

    Carburanti, nell’UE diesel oltre il massimo storico a 2,23 euro al litro

    24 Settembre 2026
    ARMENIA DAZI PRODOTTI
    Politica Estera

    L’UE apre il mercato unico ai prodotti armeni, Yerevan e Bruxelles più vicine

    24 Settembre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Photo de max bushuevsur Unsplash

    Diritto alla riparazione: Italia e altri 17 non hanno recepito la direttiva, parte l’infrazione UE

    di Redazione eunewsit
    25 Settembre 2026

    Gli Stati interessati ora hanno due mesi per rispondere e porre rimedio alle carenze segnalate dalla Commissione

    Photo de Matthew Sichkaruksur Unsplash

    Al ritmo attuale la parità di genere ci sarà solo nel 2197, il ‘tetto di cristallo’ è ancora intatto

    di Giulia Torbidoni
    25 Settembre 2026

    In una relazione il CESE denuncia e richiama alla necessità di accelerare i progressi su lavoro dignitoso, retribuzione, protezione sociale,...

    Idrogeno Procedura d'infrazione

    Italia prima della classe a recepire le norme su gas e idrogeno, infrazione UE agli altri 26

    di Annachiara Magenta annacmag
    25 Settembre 2026

    Gli Stati interessati hanno ora due mesi per rispondere alla Commissione, completare il recepimento e comunicarne l'avvenuta attuazione

    Kaja Kallas

    Accordo tra i Paesi UE sulle condizioni per rilasciare a Kiev 6,6 miliardi di euro

    di Annachiara Magenta annacmag
    25 Settembre 2026

    Si tratta di risorse dello Strumento europeo per la pace (EPF). Kallas: "È una buona notizia per l'Ucraina e una...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione