Bruxelles – Un nuovo strascico del Qatargate, lo scandalo di presunta corruzione che investì le istituzioni europee – in particolare il Parlamento – nel dicembre del 2022. Questa volta, a fare notizia è la decisione presa qualche strada più in là, nella sede della Commissione europea: al termine di un lungo procedimento disciplinare, il collegio dei Commissari ha deciso di licenziare un alto funzionario, Henrik Hololei, che al tempo – tra il 2020 e il 2022 – era direttore generale del dipartimento dei trasporti dell’esecutivo UE.
Ieri (29 gennaio), la vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Henna Virkkunen, aveva annunciato la conclusione di un procedimento disciplinare nei confronti di un funzionario, senza però indicarne il nome e precisarne l’esito. Fonti UE hanno confermato, nel corso della giornata, che si trattava proprio di Hololei, su cui l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) aveva portato a termine un’indagine già nel luglio del 2024, e passato il dossier all’esecutivo UE.

La Commissione, quand’era scoppiato il caso nel marzo 2023, era corsa immediatamente ai ripari annunciando regole più stringenti per le missioni pagate da soggetti terzi. Non solo: Hololei – che ha lavorato nelle istituzioni UE per oltre vent’anni – era già stato sollevato in via precauzionale dal suo incarico in seguito all’indagine di OLAF, e inquadrato come consulente politico presso la direzione generale dei partenariati internazionali, mantenendo il suo stipendio. La decisione presa ieri dalla Commissione non inficerà invece, ha confermato una fonte, la pensione di anzianità che i dipendenti di palazzo Berlaymont maturano dopo dieci anni di servizio. È la prima volta che un funzionario di tale livello viene allontanato dalla Commissione europea.












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