Bruxelles – Il governo italiano ha 12 settimane di tempo, all’incirca 3 mesi, per presentare a Bruxelles la richiesta di accesso al Fondo europeo di solidarietà in seguito al passaggio del ciclone Harry in Sicilia, Sardegna e Calabria. La Commissione europea conferma di essere “pronta ad assistere e ad aiutare“. In Italia, così come in Spagna e Portogallo, flagellate nelle ultime settimane dalla tempesta Kristin.
Già ieri (29 gennaio), il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, aveva annunciato l’intenzione del governo di chiedere l’intervento di Bruxelles per far fronte all’impatto devastante e ai danni provocati dal ciclone sui territori delle tre regioni colpite. “La protezione civile dovrà preparare le analisi, i dati, è un procedura abbastanza lunga perché bisogna aspettare la conclusione dell’evento”, ha spiegato Tajani. Anche Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea, dopo un confronto con il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, e i presidenti di Sicilia, Sardegna e Calabria, ha sottolineato che “gli strumenti che la Commissione mette a disposizione sono diversi, a partire dal Fondo di solidarietà”.
Le prime stime, che arrivano dalla Sicilia, indicano almeno un miliardo di euro di danni. A questi, bisognerà sommare la conta dei danni in Calabria e Sardegna. Il governo finora ha stanziato 100 milioni di euro da suddividere per le tre regioni. Per fare un paragone, i danni delle alluvioni in Emilia Romagna e Toscana nella primavera del 2023 erano stati quantificati in circa 10 miliardi di euro. Dopo quasi un anno e mezzo, la Commissione europea mobilitò quasi 450 milioni di euro, di cui 94 milioni come anticipo.
Tajani ha affermato ieri che l’Europa “è sempre stata generosa”. Dalla sua attivazione nel 2002 e fino al 2022 il Fondo di solidarietà ha mobilitato oltre 8,6 miliardi di euro complessivi. Di questi fondi quasi un terzo (poco più di 3 miliardi) è stato destinato all’Italia. Non solo per le alluvioni in Emilia Romagna, ma anche per i terremoti del Centro Italia del 2016-2017 e in Emilia Romagna del 2012. Attraverso tale strumento, è possibile effettuare interventi d’emergenza come il ripristino immediato del funzionamento delle infrastrutture essenziali (energia, telecomunicazioni, trasporti, sanità, istruzione), la fornitura di alloggi temporanei alla popolazione, le operazioni di pulizia e la protezione del patrimonio culturale, mentre i danni privati non sono ammissibili.

Le risorse annuali disponibili non sono però illimitate. Il Fondo di solidarietà permette di mobilitare fino a 500 milioni di euro all’anno, oltre ai fondi non spesi dell’anno precedente. Nel 2023 ad esempio, il fondo è stato quasi completamente assorbito da tre disastri naturali verificatisi tra la fine del 2022 e l’inizio dell’anno. Per questo motivo, nel febbraio del 2024 – nell’ambito della revisione del quadro finanziario pluriennale 2021-27 – il budget del Fondo di solidarietà è stato aumentato di 1,5 miliardi euro per i tre anni rimanenti.
La procedura di assegnazione di una sovvenzione può durare diversi mesi. Gli Stati membri hanno tuttavia la possibilità di chiedere il versamento di un anticipo, il cui importo massimo è pari al 25 per cento dell’importo totale del contributo finanziario previsto, con un limite massimo di 100 milioni di euro.
Oltre al Fondo di solidarietà, c’è un’altra possibilità che permetterebbe al governo italiano di mobilitare risorse europee in tempi più rapidi. Come ricordato dalla portavoce dell’esecutivo UE, possono essere attivati anche “gli strumenti della politica di coesione”. In sostanza, “i fondi già assegnati a uno Stato membro possono essere riprogrammati per sostenere gli interventi di ricostruzione, previa approvazione della Commissione europea”.


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