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    Home » Editoriali » Un pericoloso incapace alla testa del Mondo. Va lasciato solo

    Un pericoloso incapace alla testa del Mondo. Va lasciato solo

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    13 Marzo 2026
    in Editoriali
    Donald Trump

    Il presidente statunitense Donald Trump (foto via Imagoeconomica)

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    Non è che tra i leader europei si possa dire di trovare dei fenomeni che saranno ricordati per la loro abilità, rettitudine (istituzionale), lungimiranza, è però certo, e lo si dimostra ogni giorno di più, che c’è qualcuno che come uomo di Stato è un vero disastro, e che il solo avvicinarlo facilita enormemente la corsa verso il baratro politico.

    Quest’uomo è Donald Trump, persona assolutamente disinteressata ai destini del suo Paese, del mondo che lo circonda e di qualsiasi cosa che non sia il suo tornaconto strettamente personale e familiare. Un uomo che nulla sa di quello che accade al di fuori della sua ristrettissima cerchia di interesse, che non riesce a immaginare gli esiti ultimi delle sue azioni, che sta danneggiando il proprio Paese ed il resto del mondo, forte della potenza che i suoi predecessori hanno costruito nei secoli e che lui sta usando per tentare di imporsi dentro e fuori gli Usa senza alcun interesse a capire cosa le sue scelte possano significare per chi non è nella sua cerchia. E, alla fin fine, danneggiando anche loro.

    Grazie alla sua fenomenale idea di seguire e sostenere Israele nello sconsiderato attacco all’Iran (ripeto, non è che quel regime meriti, minimamente, di esistere, ma non è questo il tema qui) gli Usa nei primi sei giorni hanno speso, secondo calcoli in buona parte pubblici, oltre 11 miliardi, senza, apparentemente, scalfire la capacità di reazione degli iraniani, che Trump già nel giugno del 2025 aveva dichiarato militarmente annichiliti. In questi pochi giorni il prezzo del petrolio è cresciuto del 20 per cento, superando i 110 dollari al barile, secondo Goldman Sachs, come riporta “Alieno Gentile” il petrolio “potrebbe continuare a salire e persino superare il picco del 2008 oltre i 140 dollari al barile se le spedizioni energetiche non riprenderanno attraverso lo Stretto di Hormuz, il passaggio marittimo da cui transita circa un quinto delle forniture petrolifere mondiali”.

    Sempre Alieno riassume che negli USA “l’aumento dei prezzi del petrolio ha fatto salire il costo del pieno di benzina. Per il cittadino americano, che da mesi è in crisi per la crescita del costo della vita, la mazzata è forte e duplice, perché si aggiunge a quella dei dazi: a dispetto della retorica trumpiana, secondo la Fed i dazi sono stati pagati al 90 per cento dagli americani, e ora dopo la sentenza della Corte Suprema i dazi dovranno essere rimborsati, ma formalmente chi ha avuto la trattenuta fiscale sono le imprese importatrici e quindi è probabile che il rimborso andrà a loro, anche se nei fatti hanno scaricato a valle sui consumatori gli aumenti”.

    La situazione è ulteriormente complicata dal rallentamento del mercato del lavoro statunitense. I dati della scorsa settimana indicano una contrazione dell’occupazione in febbraio, “segno – scrive sempre Alieno – che il mercato del lavoro si sta indebolendo rispetto alla fase molto robusta seguita alla pandemia”.

    Il commento del presidente Usa è immaginabile, ma vergognoso: “Noi siamo i più grandi produttori mondiali di petrolio – ha detto in sintesi – e quindi da questa situazione abbiamo solo da guadagnarci”.  Forse come sembra abbiano fatto alcune persone in Usa, che hanno magicamente comprato milioni di dollari di petrolio appena prima che scoppiasse la guerra. Chissà come hanno saputo le date con quella precisione…

    In Europa invece non abbiamo nulla da guadagnarci, ed anzi stiamo pagando di tasca nostra l’arroganza di Trump e l’ebetismo di chi lo ha sostenuto e seguito in questo primo anno, abbondante, di presidenza. Lasciamo perdere il sostanziale sostegno che Trump sta dando alla Russia nella sua invasione dell’Ucraina (rafforzato in queste ultime ore nelle quali il presidente Usa ha tolto l’embargo al petrolio di Mosca) che danneggia in maniera evidente l’Unione europea e i sui Stati membri.

    Chi ha seguito Trump in questo suo primo scellerato anno di presidenza ora ne sta pagando il prezzo. Non è un visionario, non è uno che sta cambiando il mondo con una vincente visione nazionalista, conservatrice e razzista, vincente sul piano economico che in tanti, come ad esempio il suo valvassino Orban, condividono (e anche tanti italiani, diciamo la verità). No, è solo un brutale uomo di affari di mezza tacca, che sa poco, capisce poco, e, soprattutto, se ne fotte di tutto ciò che non è suo diretto interesse personale, che ha usato strumenti propagandistici facili per raccogliere voti, che ha espresso ricette economiche risibili (e spesso illegali) che utilizza rozzamente le potenti e raffinate armi statunitensi come clave, come se uno usasse il fucile prendendolo per la canna e ci bastonasse la gente, anziché per quello per cui è stato inventato, che non ascolta i consigli dei militari, che non ha alcun rispetto per la vita di nessuno. Che non è in grado di prevedere gli effetti di ciò che fa come presidente, che aspetta probabilmente con gioia gli attentati terroristici che di sicuro seguiranno questa fase per poter realizzare una nuova stretta di polizia contro tutti quelli che non sono “veri americani”.

    Ed è, Trump, soprattutto, un uomo che fa danni, nel suo Paese e fuori da esso, che i nostri governanti farebbero bene a isolare, proprio nel nostro primario interesse di non essere trascinati nel baratro insieme a lui.

    Tags: IranTrump

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