- L'Europa come non l'avete mai letta -
lunedì, 7 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Di Paola: In Europa manca una cultura politica della Sicurezza

    Di Paola: In Europa manca una cultura politica della Sicurezza

    Intervista all'ex presidente del Comitato militare Nato ed ex ministro: L’idea di un esercito unico europeo è oggi un’utopia keneysiana, purtroppo!

    Caterina Tani</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/CTBRX" target="_blank">CTBRX</a> di Caterina Tani CTBRX
    11 Novembre 2015
    in Politica
    Di paola, difesa

    L'ammiraglio Di Paola

    Powered by powered by evolution group

    Bruxelles – Sta all’Ue decidere quale significato attribuire alla Difesa europea. Ne è convinto Giampaolo Di Paola, ex ministro della Difesa del governo di Mario Monti e già presidente del Comitato militare Nato che, in un’intervista con Eunews, ha spiegato che gli stati dell’Unione hanno preferito finora una cooperazione multinazionale tra paesi – sia nel campo delle operazioni che del procurement – a una vera e propria politica di difesa europea. Secondo Di Paola, che è stato anche capo di Stato Maggiore della Difesa tra il 2004 e il 2008, un primo passo verso una più stretta collaborazione è stato compiuto per fronteggiare la questione dei migranti anche se la strada sembra ancora impervia, dal momento il raggiungimento di un consenso completo e condiviso sembra ancora un miraggio. A suo avviso, un ruolo di rilievo potrebbe essere giocato in futuro dall’Agenzia per la difesa europea (Eda), ma solo se vi sarà una precisa volontà degli stati a dotarla di maggiori poteri. Non basta un parziale disimpegno della Nato in Europa (come quello che si sta verificando negli ultimi anni), ci vuole un progetto comune e condiviso.

    Eunews: Come ritiene sia andato definendosi il ruolo della Nato e della Ue nel contesto dei nuovi scenari post 11 settembre, post revanche russa e post Primavere arabe? Mi riferisco in particolare alle crisi in Ucraina, Siria e Libia ma anche alla questione dei migranti.

    Di Paola: La Nato ha cominciato a risentire di una mission fatigue e quindi già prima della crisi ucraina si andava orientando da una Nato deployed (schierata) ad una Nato prepared (preparata). La crisi ucraina ha accelerato questo processo riportando in auge la collective defence e diminuendo l’attenzione verso la collective security e la cooperative security (cooperazione collettiva). L’Ue in quanto tale non ha ancora sviluppato policies coerenti verso le crisi del fronte sud, dimostrando ancora una grande difficoltà a definire tali policies e a trovare consenso su di esse. La crisi dell’immigrazione è stata la vera prima crisi in cui la Ue sta sviluppando una sua politica per affrontare il problema, ma al momento l’Unione incontra grosse difficoltà a trovare un vero consenso tra i suoi membri.

    Eunews: Come vede, in generale, il ruolo dell’Eda e dei sui programmi e progetti?  Potrebbe esserci, in futuro, un incremento del suo peso e delle sue attività? Quali sono, secondo Lei, le condizioni che devono sussistere perché questo accada?

    di paola difesa
    Di Paola quando era ministro della Difesa

    Di Paola: L’Eda certamente può giocare un ruolo importante in futuro, ma al momento essa ha un bilancio operativo insignificante perché alcuni stati membri – Regno Unito in testa – si oppongono ad un ruolo più rilevante e preferiscono la cooperazione tra paesi. Vi è poi un problema di fondo che è legato alla mancanza di cultura politica dell’Ue verso le tematiche di Sicurezza. Mi sembra che il ruolo dell’Eda in questa fase sia molto esagerato. In realtà è abbastanza modesto e i tanti programmi che vanno sotto l’egida Eda sono in realtà programmi multinazionali ancora limitati e comunque avviati sotto la spinta di un gruppo di nazioni che volontariamente partecipano e li finanziano.

    Eunews: E’ vero che i programmi di cooperazione europea nel campo degli armamenti sono ormai prevalenti rispetto a quelli Nato e per certi versi anche rispetto a quelli nazionali dei paesi meno assertivi e “protagonisti”?

    Di Paola: No, non e’ vero; i cosiddetti programmi europei sono in realtà programmi multinazionali di alcuni paesi europei. Anche in ambito Nato le spese di difesa sono nazionali o multinazionali ma i programmi Nato propriamente detti sono di grande spessore (Air Command and Control System, Air Ground Surveillance, Missile Defence) e di un ordine di grandezza molte volte superiore a quelli europei.

    Eunews: Secondo lei sono stati fatti dei passi avanti nel decision-making europeo nell’ambito della Difesa & Sicurezza rispetto a qualche anno fa – diciamo un decennio fa?

    Di Paola: Passi in avanti sì,  ma decisivi no, e questo per il semplice motivo che i paesi europei e la Ue al di là delle lip services (belle parole) debbono ancora decidere su cosa sia la difesa europea e se veramente la vogliono.

    Eunews: L’idea di un esercito unico europeo resta un’utopia di alcuni ottimisti o è una possibilità concreta e reale in tempi non keynesiani (o biblici, se si preferisce)?

    Di Paola: E’ chiaro che alla luce della precedente risposta l’idea di un esercito unico europeo è oggi un’utopia keneysiana, purtroppo!

    Eunews: A Suo giudizio, come vedono gli Stati Uniti il progresso di responsabilizzazione della Ue in termini di Difesa & Sicurezza, ammesso che sia reale e consapevole? 

    Di Paola: Smettiamo di prenderci in giro. Gli Usa sono favorevoli a una dimensione seria di Difesa europea. Il problema non sono gli Usa, sono gli Europei.

    Eunews: Prospettive da Brexit: il possibile successo di chi chiede l’uscita del Regno Unito dall’Ue potrebbe comportare scenari pericolosi in termini di Difesa & Sicurezza europea, oppure no?

    Di Paola: Il Brexit, dal punto di vista militare e di Difesa, priverebbe l’Ue di una componente fondamentale. Per contro potrebbe spingere gli altri stati a procedere più speditamente verso un’integrazione senza la forte resistenza del Regno Unito.

    Eunews: Ritiene che per affrontare l’Isis e il fondamentalismo islamico la Ue e la Nato siano complementari o  l’Alleanza atlantica è comunque  più attrezzata in termini operativi, culturali e anche “storici” di Bruxelles?

    Di Paola: Certamente vi sarebbe una forte complementarietà Nato – Ue e sarebbe fondamentale nella lotta all’Isis. Il punto è che al di là delle chiacchiere, Nato ed Ue non si parlano seriamente, ad oggi.

    Eunews:  La Turchia fa parte della Nato ma non dell’Eda. Questo fatto può essere considerato un vantaggio (la Ue non si trova coinvolta in possibili situazioni provocate dal comportamento a volte discutibile di Ankara) o un problema (la Ue non può contare sull’agguerrito esercito turco)?

    Di Paola: Con le tematiche sollevate nella domanda la partecipazione o meno della Turchia all’Eda è del tutto indifferente. Non è l’Eda il problema ma la volontà politica degli stati europei di sviluppare una seria politica di Difesa e di investire in essa di conseguenza. Questo ad oggi,  tomorrow, who knows?

    ***

    L’ammiraglio Giampaolo Di Paola è stato Segretario generale e Direttore nazionale degli Armamenti, Capo di Stato Maggiore della Difesa e presidente del Comitato Militare della Nato per ben quattro anni. E’ stato anche  ministro della difesa nel governo Monti dal 2011 al 2013, varando in tale incarico un’importante ristrutturazione della difesa che ha anticipato di qualche anno la politica di riforme in atto. Nel corso della sua carriera militare Di Paola è stato prima l’ispiratore e poi l’autore diretto della politica di rivalutazione del ruolo dello strumento militare italiano nelle operazioni internazionali di peace enforcing e peace keeping del dopo Guerra Fredda. Nel 2015 è diventato uno dei membri italiani della Commissione Trilaterale.

     

    Tags: Di Paoladifesa uesicurezza

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in visita in Estonia nell'agosto 2025, davanti a un carro armato. Source: EU Commission
    Difesa e Sicurezza

    ‘Essere pronti al 2030’ in difesa? Per la Corte del Conti UE sarà “difficile”

    4 Settembre 2026
    Soldati. Crediti: Mostafa Meraji via Unsplash
    Difesa e Sicurezza

    Cercasi riservisti: l’Unione europea tenta di sedurre i giovani con il servizio militare volontario

    28 Agosto 2026
    Distretto di polizia alla base militare britannica di Krotiri, a Cipro [foto: Dickelbers/Wikimedia Commons, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Souvereign_Base_Areas_Police_station_on_Cyprus.JPG]
    Politica Estera

    Iran ed Europa della difesa, per l’UE il nodo delle basi militari britanniche a Cipro

    27 Luglio 2026
    IRIS², Polonia, Kubilius, difesa, comunicazioni satellitari
    Difesa e Sicurezza

    La Polonia diventa il polo orientale UE per le comunicazioni satellitari: investimento da 656 milioni al programma IRIS²

    21 Luglio 2026
    Nella foto da sinistra in senso orario Centemero, Carmela Auriemma, Francesca Ghirra e Pino Bicchielli
    Cronaca

    Il forum del CNPR: “Truffe informatiche, quanto siamo protetti?”

    20 Luglio 2026
    Coalizione dei Volenterosi Kiev
    Politica Estera

    Difesa, i ‘volenterosi’ danno vita alla Coalizione antimissile balistico

    14 Luglio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Rimpatri migranti Frontex

    33 mila rimpatri nei primi sei mesi del 2026, ma non basta. Frontex chiede di rafforzare ancora il sistema

    di Annachiara Magenta annacmag
    7 Settembre 2026

    La gestione della migrazione in UE sta andando secondo i piani voluti da Palazzo Berlaymont: rispetto alla prima metà del...

    Sede centrale di Eurojust a L'Aja (Paesi Bassi). Crediti: Eurojust

    Lotta alla criminalità transnazionale, l’UE valuta nuovi partnenariati tra Eurojust e i Paesi terzi

    di Iolanda Cuomo
    7 Settembre 2026

    Bruxelles - Favorire una maggiore cooperazione tra tribunali e pubblici ministeri nella lotta contro la criminalità organizzata. È questo l'obiettivo...

    Da sinistra a destra il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, la prima ministra della Danimarca, Mette Frederiksen. Crediti: Commissione europea

    Groenlandia, dall’UE una partnership rinnovata e 200 milioni di euro in investimenti

    di Iolanda Cuomo
    7 Settembre 2026

    Connettività, energia pulita e materie prime critiche sono al centro della relazione. Ma la presidente della Commissione europea ne approfitta...

    Gli inviati USA Steve Witkoff e Jared Kushner con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Source: Imagoeconomica

    Ucraina, UE: “Viaggio inviati USA a Kiev? Sosteniamo ogni sforzo verso una pace giusta”

    di Redazione eunewsit
    7 Settembre 2026

    Bruxelles - L'Unione europea accoglie la visita a Kiev degli inviati speciali USA, Jared Kushner e Steve Witkoff - dopo...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione