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    Home » Difesa e Sicurezza » Rutte da Trump, il faccia a faccia dopo le minacce di ritiro USA dalla NATO

    Rutte da Trump, il faccia a faccia dopo le minacce di ritiro USA dalla NATO

    Il segretario generale incontrerà il presidente statunitense il prossimo 8 aprile dopo che il tycoon ha dichiarato di considerare l'uscita dall'Alleanza Atlantica a seguito della freddezza degli alleati nel sostenerlo nella guerra all'Iran

    Giulia Torbidoni di Giulia Torbidoni
    3 Aprile 2026
    in Difesa e Sicurezza
    Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in visita dal presidente USA, Donald Trump, nell'ottobre 2025. Fonte: NATO via Imagoeconomica

    Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in visita dal presidente USA, Donald Trump, nell'ottobre 2025. Fonte: NATO via Imagoeconomica

    Bruxelles – La prossima settimana sarà quella del faccia a faccia tra il segretario generale della Nato e il presidente USA: come annunciato dall’Alleanza Atlantica dall’8 al 12 aprile, Mark Rutte, sarà in visita a Washington D.C., dove incontrerà (l’8 aprile) Donald Trump, il segretario di Stato, Marco Rubio, e il segretario alla Guerra, Pete Hegseth; terrà un discorso e parteciperà (il 9 aprile) a una discussione organizzata dal Ronald Reagan Presidential Foundation Institute; e dal 10 al 12 parteciperà alla riunione del Gruppo Bilderberg.

    L’incontro avverrà nel contesto di una pesante crisi per l’Alleanza Atlantica dopo le dichiarazioni di Trump sulla valutazione di un ritiro degli Stati Uniti dalla NATO. Il motivo? La ritrosia degli alleati di unirsi alla guerra scatenata insieme a Israele contro l’Iran il 28 febbraio. Mercoledì scorso (primo aprile), all’agenzia di stampa Reuters, Trump ha annunciato di “stare considerando seriamente il ritiro dalla NATO” che aveva già definito una “tigre di carta” in un’intervista al Telegraph. “Non sono mai stato convinto dalla Nato. Ho sempre saputo che erano una tigre di carta“, ha affermato. E non ha usato mezzi termini nel precisare che la valutazione del ritiro di Washington è una questione “irrevocabile” per via del rifiuto degli alleati di unirsi alla guerra israelo-americana contro l’Iran. “L’Ucraina non era un nostro problema eppure noi ci siamo stati per loro, ma loro non ci sono stati per noi”, ha affermato. E il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, rispondendo in conferenza stampa a una domanda sul possibile ritiro USA dall’NATO ha ricordato che per Mosca si tratta di “un’alleanza ostile”. “Per quanto riguarda la Nato, è un’alleanza ostile per noi. Un’alleanza che ci considera suoi nemici e adotta di conseguenza misure ostili”, ha dettagliato.

    Nonostante fonti dell’Alleanza predichino calma, ricordando che Trump non è nuovo a provocazioni simili, sta di fatto che le sue minacce e i suoi attacchi – da quelli al premier britannico, Keir Starmer, sulla Royal Navy (“Non avete nemmeno una marina. Siete troppo vecchi e avevate portaerei che non funzionavano”) a quelli personali contro il presidente francese, Emmanuel Macron (“La moglie lo tratta malissimo si sta ancora riprendendo dal pugno che ha ricevuto in faccia”) – stanno già fratturando l’Alleanza Atlantica e portando a risposte e reazioni dai suoi omologhi di qua dell’Atlantico. E anche di questo Rutte dovrà tenere conto nel suo faccia a faccia con il tycoon.

    Alle accuse di Trump, Starmer ha risposto ricordando che la Nato è “l’alleanza militare più efficace che il mondo abbia mai visto”. E ha aggiunto: “Ci ha tenuti al sicuro per molti decenni e siamo pienamente impegnati nella Nato”. Mentre Macron ha sottolineato che “se si creano dubbi sul suo impegno ogni giorno, se ne svuota la sostanza“. E ha puntato il dito alla Casa Bianca: “È una responsabilità che le autorità americane si assumono oggi dicendo ogni mattina che faremo questo, che non faremo quello, o qualsiasi altra cosa”. Per il presidente francese, “si parla troppo, e si è confusi”, mentre “abbiamo tutti bisogno di stabilità, calma, un ritorno alla pace; non è uno spettacolo”. In particolare, “dobbiamo essere seri, e quando si vuole essere seri non si dice ogni giorno il contrario di quello che si è detto il giorno prima“.

    Ad ogni modo, per Trump uscire dalla NATO potrebbe essere più complesso di quanto immagini, dato che, nonostante resti un margine di incertezza rispetto ai poteri costituzionali del presidente in materia di politica estera, per lasciare l’Alleanza Atlantica gli servirebbe una maggioranza di due terzi del Senato USA. Il Trattato NATO del 1949, comunque, prevede all’articolo 13, la possibilità per ogni Stato membro di recedere dopo i primi vent’anni dall’entrata in vigore. A livello pratico, ogni Paese alleato può notificare formalmente agli Stati Uniti – che sono i depositari del Trattato – la propria intenzione di uscire, che avverrà un anno dopo la notifica. Nonostante l’articolo 13, e nonostante critiche interne, tensioni o addirittura partiti politici che chiedano l’uscita dalla NATO, nessun Paese ha mai completato il ritiro dall’Alleanza. Almeno fino ad ora.

    Tags: incontronatoritirorutteTrump

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