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    Home » Politica Estera » Iran, von der Leyen dà la colpa della crisi a Teheran. L’Italia: “Corridoio umanitario ONU a Hormuz”

    Iran, von der Leyen dà la colpa della crisi a Teheran. L’Italia: “Corridoio umanitario ONU a Hormuz”

    La videoconferenza coordinata dal Regno Unito vede l'impegno per soluzioni diplomatiche, ma i tweet della presidente della Commissione UE, non aiutano. Tajani: "Valutiamo di attivarci. Il Paese rischia ripercussioni sulla competitività portuale"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    2 Aprile 2026
    in Politica Estera
    [foto: Wikimedia Commons]

    [foto: Wikimedia Commons]

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    Bruxelles – Per Ursula von der Leyen la crisi energetica ed economica in atto è tutta colpa dell’Iran. Perché, parole sue, “le azioni dell’Iran stanno mettendo a rischio la stabilità economica globale”. Una dichiarazione, quella della presidente della Commissione europea, che dimostra una presa di posizione “univoca” a fianco agli USA, di fronte ad una questione complessa che meriterebbe considerazioni e azioni di diversa natura. Il premier britannico Keir Starmer, senza accenni di propaganda lancia invece un’iniziativa per discutere con i partner di misure pratiche per riaprire lo stretto di Hormuz: cosa che vede l’Italia pronta a dare il proprio contributo. 

    Nella videoconferenza coordinata dal Regno Unito per discutere della guerra in atto e della crisi che ne deriva, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sostiene la necessità di un percorso con l’Onu per creare al più presto un ‘corridoio umanitario’ per il transito delle merci, innanzitutto per i fertilizzanti e per tutto quando servirà ad evitare un nuova crisi alimentare nelle nazioni africane, temuta in modo particolare dagli europei. Una linea che ha trovato il sostegno di Paesi Bassi ed Emirati Arabi. Si tratterebbe di una prima mossa, utile a evitare paralisi e rilanciare un’azione diplomatica quanto mai auspicata visto che – è il messaggio di Tajani – il blocco nello Stretto di Hormuz ha impatti diretti sulla sicurezza delle rotte marittime, sugli approvvigionamenti energetici globali e sulla sicurezza alimentare.

    Ucraina, Iran e le relazioni con gli Stati Uniti: l’UE fatica a trovare una posizione in politica estera

    Proprio per questo la Farnesina lavora con i partner europei a un’immediata de-escalation e al ritorno al dialogo diplomatico, insistendo sulla centralità di un pieno coordinamento con i partner europei e internazionali e sulla necessità di fornire sostegno a ogni soluzione negoziale capace di garantire stabilità nella regione. L’Italia è pronta ad attivarsi, giocare un ruolo attivo e costruttivo per garantire il passaggio sicuro delle navi nello Stretto, purché sotto “mandato chiaro delle Nazioni Unite”.

    Non c’è solo la questione energetica. Attraverso Hormuz passa circa il 20 per cento dell’offerta di petrolio via mare, GNL, e jetfuel mondiale: una sua chiusura genera effetti sistemici sui prezzi, già in forte aumento. Per l’Italia, in questo contesto, una paralisi prolungata nello stretto di Hormuz, che si aggiunge alle criticità nel Mar Rosso, rischia di acuire la crisi logistica con effetti sulla competitività del sistema portuale e dei trasporti marittimi. Da qui il senso di urgenza per una soluzione pragmatica da contrapporre a dichiarazioni frettolose e scomposte, che non aiutano a convincere Teheran a sedersi al tavolo.

    Le “azioni” dell’Iran non sono azioni, sono semmai reazioni ad attacchi militari subiti e ricevuti. E questo va detto, pur senza salvare minimamente un regime dispotico e sanguinario. Von der Leyen, sembra invece scaricare sul regime iraniano le colpe per gli effetti di una guerra sconsiderata innescata da Stati Uniti e Israele, contro cui non ha ancora mai detto una parola. Se Medio Oriente e stretto di Hormuz sono instabili, almeno questa volta, motivo e responsabilità andrebbero cercare altrove. L’Unione europea sembra dunque guidata da una leader che leader non è più, che pur di ingraziarsi i favori di partner che partner più non sono, prosegue nelle umiliazioni (si veda l’accordo sui dazi) e nell’auto-umiliazione (si veda il disutibile tweet di oggi).

    Fortunatamente gli Stati riescono ad arginare la signora del Berlaymont per provare a cercare soluzioni vere.

    Tags: antonio tajanienergiaIranueursula von der leyen

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