Bruxelles – L’Italia impedisca alla Russia di partecipare alla Biennale di Venezia, “credo che dovremmo avere una posizione comune su una messa al bando” di Mosca alla 61esima esposizione internazionale al via dal 9 maggio. Dalla Lettonia e dal suo ministro degli Esteri, Artjoms Ursulskjs, arriva una presa di posizione netta ed inequivocabile, che espone il collega italiano, Antonio Tajani, a pressioni dei partner europei. La riunione del consiglio Affari esteri dell’UE di Lussemburgo è condizionata anche dal governo di Riga, che alla voce ‘varie ed eventuali’ inserisce un tema ritenuto degno di discussione.
“La Russia uccide civili ogni giorno, e sta distruggendo il patrimonio culturale europeo che si trova lì, e crediamo che sia necessaria un’azione collettiva“, tuona il ministro degli Esteri lettone al suo arrivo, che critica apertamente gli attacchi contro la città ucraina di Lviv (Leopoli), sito UNESCO che tutela in particolare il monastero dei Bernardini. “I russi non hanno intenzione di porre fine alla guerra, e questo non è il momento di concedere loro credibilità internazionale“. L’esclusione dalla Biennale di Venezia “è un modo” per garantire proprio la continuità di delegittimazione, e quindi “chiediamo ai nostri colleghi di sostenerci” nella richiesta apposta all’ordine del giorno.
Più in generale per Ursulskjs e il governo lettone “dobbiamo continuare a mettere pressione alla Russia” per indebolirla sempre di più. Soprattutto adesso, visto che “dopo le elezioni in Ungheria c’è una finestra di opportunità” tutta nuova per isolare Mosca. Dopo la sconfitta elettorale di Viktor Orban e la prossima scomparsa dell’alleato del Cremlino in seno all’Ue, dunque, ora si chiede all’Italia e al suo ministro degli Esteri di evitare concessioni alla Federazione russa.
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