Bruxelles – Nel giorno in cui il mondo celebra la Giornata Internazionale della Terra (22 aprile), Eurostat – l’Istituto di statistica dell’Unione Europea – ha reso noti gli ultimi dati su uno dei fenomeni climatici più pericolosi per la biodiversità del nostro ecosistema: la siccità. Secondo un report pubblicato oggi, 156.702 chilometri quadrati di superficie UE sono stati colpiti da siccità nel 2024, un dato sostanzialmente stabile rispetto a quello relativo al 2023 (155.432 chilometri quadrati). Si tratta di numeri che, nonostante siano ben lontani dai picchi registrati nel 2018 (520.818 chilometri quadrati) e nel 2022 (558.313 chilometri quadrati), risultano assai superiori a quelli registrati soltanto dieci anni fa: nel 2014, ad aver fatto i conti con fenomeni siccitosi erano stati ‘soltanto’ 49.034 chilometri quadrati di terreno in tutta Europa.
L’aumento complessivo della frequenza del fenomeno è ulteriormente dimostrato da valore della media mobile calcolata sui dieci anni, un indicatore utilizzato in statistica per ridurre l’effetto ‘ingannevole’ delle singole oscillazioni annuali e evidenziare più correttamente la tendenza di lungo periodo. Secondo i numeri di Eurostat, in un decennio la media mobile è aumentata di circa un terzo: nel 2014 si attestava introno a 150mila chilometri quadrati, mentre nel 2024 ha toccato la cifra record di 200mila chilometri quadrati.
I dati contenuti nel report odierno – che si basano su un meccanismo di monitoraggio delle aree in cui si verificano deficit di umidità del suolo durante le stagioni di crescita della vegetazione – hanno implicazioni concrete. Più la siccità aumenta, più la biodiversità dell’ecosistema e la produttività della flora ne risentono negativamente e l’UE si allontana dal raggiungimento entro il 2030 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) stabiliti dall’ONU per proteggere gli ecosistemi terrestri e promuovere l’utilizzo sostenibile delle risorse.
In particolare, secondo Eurostat, “l’estensione del territorio UE colpito da siccità è un indicatore chiave dei progressi compiuti rispetto all’SDG numero 15“. Questo obiettivo – denominato ‘Vita sulla Terra’ – mira a “proteggere, ripstrinare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire in modo sostenibile le foreste, combattere la desertificazione e fermare e invertire la degradazione del suolo e la perdita di biodiversità“.
L’indagine di oggi si focalizza anche su un altro indicatore usato da Eurostat per monitorare il livello di avanzamento dell’UE nel raggiungimento di questo obiettivo: l’estensione delle aree forestali. Nel 2023, le foreste coprivano il 39 per cento del suolo europeo, arrivando ad occupare più della metà del territorio nazionale in cinque Stati membri: Finlandia (66,5 per cento), Svezia (62,4 per cento), Slovenia (58,2 per cento), Estonia (54,1 per cento) e Lettonia (53,4 per cento). Le percentuali più basse, invece, sono state registrate a Malta (4,3 per cento), nei Paesi Bassi (9,7 per cento) e in Irlanda (11,8 per cento). Infine, i tre principali Paesi UE si collocavano tutti sotto la media comunitaria nel 2023: le aree forestali coprivano il 31,1 per cento della superficie nazionale in Italia, mentre in Germania ammontavano al 32,1 per cento e in Francia al 32,3.

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