Bruxelles – L’oleodotto Druzbha, che porta petrolio russo via Ucraina all’Ungheria e alla Slovacchia, e il cui danneggiamento a gennaio aveva provocato lo stop delle forniture e il conseguente scontro tra Budapest e Kiev, ha ripreso a funzionare questa mattina (22 aprile) poco dopo le 11.30. E a Bruxelles, sollevato il veto magiaro, gli ambasciatori dei Ventisette Paesi membri dell’Unione Europea hanno approvato il prestito da 90 miliardi di euro per l’Ucraina e il ventesimo pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia.
Ad annunciare il ritorno in funzione dell’oleodotto, è stato il ministro ungherese per gli Affari europei, Janos Boka. “Abbiamo ottenuto la ripresa del trasporto di petrolio greggio attraverso l’oleodotto Druzhba. Secondo le informazioni a nostra disposizione, oggi alle 11.35 è ripreso il trasporto di petrolio greggio lungo l’oleodotto Druzhba dalla Bielorussia in direzione dell’Ucraina. In base ai calcoli, il petrolio potrebbe arrivare sul territorio dell’Ungheria già oggi, ma al più tardi domani mattina”, ha spiegato il ministro. Ma già ieri il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, aveva annunciato che, “come concordato nella comunicazione con l’Unione Europea, l’Ucraina ha completato i lavori di riparazione sul tratto dell’oleodotto Druzhba danneggiato da un attacco russo” e che “l’oleodotto può riprendere l’operatività”.
Il via libera era atteso e nell’aria, già ieri l’Alta rappresentante dell’UE per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, aveva affermato di attendersi notizie positive dalla riunione del Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) – appunto gli ambasciatori dei Paesi presso l’UE – di oggi. E così è stato. Poco dopo l’annuncio di Boka, alle 13, la presidenza cipriota del Consiglio dell’UE ha annunciato il semaforo verde, aggiungendo che entrambi i provvedimenti saranno ora approvati tramite procedura scritta con scadenza domani pomeriggio. “Oggi sia il prestito di 90 miliardi di euro per l’Ucraina, sia il ventesimo pacchetto di sanzioni sono stati inseriti all’ordine del giorno degli ambasciatori dell’Ue e sono stati approvati a livello di Coreper“, ha affermato un portavoce della presidenza. Le misure “passeranno ora a una procedura scritta per la loro adozione finale da parte del Consiglio”. Di fatto, senza obiezioni da parte di uno Stato entro domani la chiusura della procedura scritta – domani pomeriggio – entrambe le misure potranno considerarsi approvate.
E il primo a celebrare il risultato è stato Zelensky. “L’attuazione del nostro accordo con l’Unione Europea per sbloccare un pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro per l’Ucraina in due anni è ora effettivamente in corso, così come un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia per questa guerra. Lo sblocco è il segnale giusto nelle attuali circostanze. La Russia deve porre fine alla sua guerra. E gli incentivi per questo possono sorgere solo quando sia il sostegno all’Ucraina sia la pressione sulla Russia sono sufficienti”, ha commentato il presidente ucraino.
![Antonio Costa, Volodymyr Zelensky e Ursula von der Leyen a Kiev, 24/02/26 [Eu Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/02/61019efc-f9a1-46b3-8f59-48b03a2a0868-750x375.jpg)








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