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    Home » Economia » Gli esperti della BCE: “I cambiamenti climatici aumentano il costo del debito”

    Gli esperti della BCE: “I cambiamenti climatici aumentano il costo del debito”

    Gli effetti meteorologici estremi influiscono negativamente sui rendimenti dei titoli e spesa pubblica. Un problema per Paesi come l'Italia. L'invito alla politica per evitare il peggio

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    19 Febbraio 2026
    in Economia
    [Credits: Jam Press/Mohammad Ataei/Siena awards festival 2025 / IPA agency]

    [Credits: Jam Press/Mohammad Ataei/Siena awards festival 2025 / IPA agency]

    Bruxelles – I cambiamenti climatici, con fenomeni meteorologici estremi quali siccità o alluvioni, pesano sempre più sui conti pubblici. “Possono spingere al rialzo il costo del debito“, avvertono i tecnici della Banca centrale europea (BCE), per quello che rischia di essere un problema “soprattutto per i Paesi altamente indebitati” come l’Italia e quelli “in via di sviluppo”. Vuol dire che chi fatica a crescere e a diventare ricco rischia di non diventarlo mai, e chi fatica a tenere in ordine di conti pubblici va incontro all’eventualità sempre più probabile di averli sempre in disordine.

    “Il cambiamento climatico pone rischi per le finanze pubbliche“, taglia corto la speciale relazione pubblicata sul blog della BCE. Ci sono “vari canali” di trasmissione del rischio: innanzitutto, viene spiegato, le misure di adattamento e mitigazione possono richiedere “una maggiore spesa pubblica“. Oppure, i governi potrebbero “dover dirottare le risorse dagli investimenti produttivi” alle nuove tecnologie che mitigano il cambiamento climatico. Inoltre, “gli effetti del cambiamento climatico possono pesare sui prezzi delle obbligazioni sovrane“. Vuol dire che acquistare in titoli di Stato può diventare meno attraente se il prezzo scende, e con meno acquirenti il Paese fa fatica a coprire il proprio debito con meno titoli venduti, o che aumenta il rendimento, vale a dire che lo Stato deve restituire di più al compratore allo scadere dei titoli. È qui, in sostanza, che si registra una pressione maggiore diretta per il debito sovrano.

    A titolo di esempio, spiega ancora la relazione della BCE, in caso di alluvioni, i Paesi ad alto debito come l’Italia potrebbero persino registrare inizialmente rendimenti inferiori, riflettendo le aspettative di sostegno esterno e finanziamenti di emergenza a breve termine. Tuttavia, “con l’accumularsi delle pressioni di bilancio, i rendimenti iniziano ad aumentare e rimangono elevati, segnalando un aumento dei premi al rischio“, e quindi un rimborso più cospicuo al compratore da parte dello Stato, con le conseguenze negative per l’Erario.

    Il nodo dei ‘rifugiati climatici’ in aumento, un problema politico per l’Ue

    La pressione sul debito viene illustrata nei casi di risposte alle tempeste. Qui i Paesi ad alto debito registrano gli aumenti di rendimento più ampi e persistenti del campione di riferimento della BCE, con un aumento dei rendimenti dei titoli sovrani di debito di circa il 22 per cento, pari a circa 66 punti base per una tipica economia avanzata con un rendimento medio decennale del 3 per cento e oltre 140 punti base per una tipica economia emergente con un rendimento medio decennale del 6,4 per cento.

    Non solo: in caso di disastri naturali il costo dell’assistenza di emergenza e della ricostruzione post-disastro possono avere un impatto di bilancio diretto nella misura di più spesa pubblica, mentre gli effetti indiretti possono includere minori entrate fiscali causate da interruzioni della produzione o da una spesa aggiuntiva per sistemi di sostegno alimentare ed energetico a seguito delle variazioni dei prezzi delle materie prime.

    Da tutto questo emerge che “i Paesi ad alto debito sono meno attrezzati per gestire gli impatti dei gravi eventi meteorologici” accanto alle richieste finanziarie e fiscali della transizione verde. Ne deriva che i responsabili politici, a livello nazionale e UE, “devono approfondire la loro comprensione di come gli sforzi di transizione influenzano i costi di indebitamento e intensificare i loro sforzi internazionali per affrontare sia le sfide climatiche che quelle del debito sovrano“.

    Tags: Banca Centrale europeabcecambiamenti climaticiclimaconti pubblicidebitofinanza pubblicaitalia

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