Bruxelles – Portare avanti il programma di riforme per promuovere una crescita diffusa e ridurre il debito pubblico: dall’organizzazione internazionale per cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) un nuovo invito per l’Italia e il governo Meloni. Lo studio economico mirato realizzato proprio sul Belpaese, rinnova l’attenzione su sfide ormai strutturali: sulle prospettive di crescita a medio termine dell’Italia “pesano l’elevato debito pubblico, l’invecchiamento demografico e la crescente incertezza legata alla politica commerciale mondiale, alle tensioni geopolitiche e all’intensificarsi della concorrenza internazionale”, rileva la scheda tematica diffusa oggi (23 aprile).
Viene riconosciuto all’Italia e alla sua economia di aver “dato prova di capacità di resistenza di fronte ai recenti shock mondiali”, e si dà atto del sostegno dell’Unione europea: “Le riforme e gli investimenti previsti dal Piano nazionale per la ripresa (PNRR) stanno contribuendo ad affrontare le debolezze strutturali di lunga data e a sostenere il risanamento di bilancio”, continua l’OCSE, in quello che suona da nota di merito innanzitutto per l’UE e il suo Recovery Fund, che finanzia i PNRR. Si riconosce implicitamente il merito al governo Meloni di aver saputo attuare fin qui riforme, e proprio per questo nel caso italiano risulta “fondamentale portare avanti il programma” di interventi previsti.
Poiché “l’incertezza rimane elevata” a causa del conflitto in Iran e le ripercussioni che questo sta già producendo, è convinzione dell’OCSE che nel caso italiano “per garantire una riduzione duratura del debito pubblico occorrerà migliorare l’efficienza della spesa, contenere le pressioni derivanti dalle pensioni, rafforzare l’adempimento degli obblighi fiscali e rendere il mix fiscale più favorevole alla crescita”. Inoltre l’invecchiamento demografico accresce la necessità di “migliorare i risultati del mercato del lavoro per i giovani, molti dei quali non seguono percorsi formativi né lavorano, oppure decidono di emigrare”.
In sostanza vengono chieste riforma del mercato del lavoro, riforma delle pensioni, lotta all’evasione fiscale, correzione degli squilibri macro-economici: l’OCSE in pratica si trova a scrivere le stesse cose di due anni fa, quando realizzò sempre uno studio sull’Italia, e finisce col raccomandare al governo di Roma di seguire le raccomandazioni, sempre le stesse, che la Commissione europea rivolge da anni al Paese, e che vedono per l’appunto riforma delle pensioni, del mercato del lavoro, del fisco, oltre a riforma della giustizia, della pubblica amministrazione e l’aggiornamento del catasto.
La stoccata finale è sul taglio delle accise sui carburanti e le scelte compiute dal governo Meloni per rispondere all’aumento dei prezzi dell’energia a seguito della guerra in Iran: più che la proroga sulla riduzione delle imposte indirette sul consumo di benzina e diesel voluta dai partiti di maggioranza, il governo Meloni dovrebbe lavorare per “la riduzione dei costi energetici e della volatilità attraverso una più rapida diffusione della generazione, della trasmissione e dello stoccaggio di energia rinnovabile“. Questo, secondo l’OCSE, “rafforzerebbe la competitività e migliorerebbe il benessere delle famiglie” senza incidere negativamente sull’Erario.

![Il commissario per l'Economia, Valdis Dombrovskis [Atene, 23 aprile 2026]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/dombro-260423-350x250.png)


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![Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti (destra), con il commissario per l'Econonia, Valdis Dombrovskis [Bruxelles, 9 marzo 2026. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/03/giorgetti-dombrovskis-120x86.jpg)

