- L'Europa come non l'avete mai letta -
lunedì, 15 Giugno 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » La fratellanza del terrore

    La fratellanza del terrore

    Diego Marani di Diego Marani
    16 Novembre 2015
    in Editoriali

    Si delinea ormai una fratellanza franco-belga nell’islam del terrore che ha colpito Parigi venerdì scorso. Anche nei recenti casi dell’attacco sul treno Amsterdam-Parigi e della strage di Charlie Hebdo, le commistioni transfrontaliere sono accertate e fanno riflettere. Ragazzi giovani, nati in Europa, pronti a farsi saltare per aria in nome di Allah e a tirare nella fossa assieme a loro decine di innocenti. Che cosa hanno in comune i disperati mussulmani francesi con i loro vicini belgi? Forse una cosa: la perdita di identità. L’universalismo repubblicano da decenni non seduce più. La macchina assimilatrice francese si è inceppata quando la Francia ha smesso di pensare al mondo e si è ritirata dentro le sue frontiere senza più alcuna ambizione di influenza. Quando, in altre parole, ha perso il suo cosmopolitismo in una svolta di ripiegamento su se stessa che si può far coincidere con la fine del regno di Mitterrand. Da allora la Francia non ha più quell’arroganza culturale, quella pretesa di essere unica che le rimproveravamo ma di cui avevamo anche bisogno. Perché in qualche modo ci ricordava che con i diritti dell’uomo è Oltralpe che è nato il primo progetto moderno di rifondazione dell’umanità, l’unico in fondo che non è stato mai smentito dalla storia. È passato inosservato e assolutamente incompreso il motivo che ha spinto la Francia, da sola, ad opporsi con accanimento nel giugno 2015 a una celebrazione europea della battaglia di Waterloo. Non fu un rigurgito di sciovinismo nazionale e di orgoglio giacobino. Davvero non c’era un bel nulla da celebrare. Semmai c’era da riflettere. Napoleone fu certo un dittatore, ma portò in tutta Europa lo stato di diritto e le libertà fondamentali che ci sono tanto care. Scardinò i totalitarismi religiosi e aprì la via alla democrazia elettiva e al modello di separazione fra Chiesa e Stato che ha liberato l’Europa da quell’oscurantismo religioso che oggi invece affligge tanti paesi islamici. Significativo che, contro la Francia, l’Europa intera, quella in fondo del congresso di Vienna, volesse a tutti i costi celebrare l’anniversario di Waterloo addirittura con una moneta.

    Invece appare sempre più vero che a trascurare e a isolare la Francia l’Europa ci rimette sempre. L’abbiamo messa da parte, abbagliati dal miraggio di una superpotenza tedesca che non ha testa ma solo muscolo economico. Abbiamo avuto paura del suo statalismo accentratore, dando ascolto agli ultraliberisti dell’economia globalizzata, che sono un’uguale e più subdola minaccia allo stato di diritto e ai diritti dell’uomo. Anche i mercati sono potenti negatori di identità. Quando l’unico criterio è il profitto economico non c’è valore non commerciale che possa sopravvivere. Oggi ci accorgiamo che il modello francese, con tutti i suoi difetti, aveva una forza inestimabile proprio nella capacità di creare appartenenza. Quella che è mancata ai tanti giovani dell’emigrazione islamica ora abbindolati dal califfato del terrore.

    Altra ma simile analisi vale per il Belgio, che in fondo non è mai esistito e che oggi si è polverizzato nella sua miriade di identità locali e linguistiche. Facciamo un breve inventario: le Fiandre non sono una ma almeno tre, il Brabante brussellese, l’occidente ostendese e l’oriente mosano. Liegi è una Vallonia a sé stante, enclavata e diversa da Namur, Bruxelles propria è un artificio, una città-stato abitata da non residenti. Quanto al sud ardennese, era lussemburghese e fu annesso al collage belga dal congresso di Vienna, assieme a tutto il resto. Che identità può dare una simile costellazione di localismi? Qui non c’è neppure un modello da imitare per integrarsi. Ci sono mille tribù già costituite e impenetrabili, chiuse su se stesse come la Padania che ha in mente Salvini. La settimana scorsa la copertina del più importante settimanale fiammingo titolava: “Le pensioni dei fiamminghi”. Questo è l’orizzonte del paese.

    In questo quadro al giovane dell’immigrazione non resta nessun appiglio per integrarsi, nessuna possibilità di redenzione dalla sua non appartenenza. La religione, intesa in senso esclusivo e divisivo, diventa così l’unico riparo.

    Qual è dunque la via d’uscita? Come infondere appartenenza a una massa di giovani extra-europei e anche ai nostri giovani, smarriti dalla deriva dello Stato? Resuscitare le nostre ormai impraticabili mitologie nazionali sarebbe assurdo. Andate a spiegare Garibaldi a un bambino siriano. E inventare un Risorgimento europeo sarebbe altrettanto ridicolo. Alla fine, quel che tiene insieme una comunità è una storia, nel senso di narrazione e di identificazione. Il multiculturalismo può funzionare solo così, incastonato in un progetto di vivere comune dove le nostre differenze si accettano senza cancellarsi. Scriveva Elémire Zolla: “Chiunque ribadisca la comunanza che unisce gli uomini li sta separando dallo spirito che li individua”. La narrazione comune scaturisce da sé quando c’è un progetto etico condiviso. Ma non c’è nessuna etica nella dilagante logica attuale del mercato sopra ogni cosa. Anche questo disorienta i giovani e non solo gli islamici, anche questo dissipa ogni appartenenza. Lo vediamo nell’America del melting-pot, dove il mito del successo personale è naufragato sotto i colpi della disuguaglianza sociale e ora l’individualismo armato trionfa. Oltre a fare la guerra al radicalismo religioso, oggi l’Europa dovrebbe avere il coraggio di attaccare anche quell’altro radicalismo, quello economico degli Standard & Poors e ridare nuova autorità allo Stato. Il vecchio, tanto denigrato Stato del modello francese di cui essere un servitore era motivo d’orgoglio e di considerazione sociale perché ogni funzionario rappresentava molto di più del suo mestiere, un valore che nessun mercato può comperare, ed esprimeva la giusta presunzione di tutto un popolo di avere inventato una cosa non da niente: la libertà.

     

    Tags: belgioforeign fightersfranciaterrorismo

    Ti potrebbe piacere anche

    Preparazione della foto di famiglia all'ultimo Summit del G7, nel giugno 2025, ad Alberta, in Canada. Source: EU Council
    Politica Estera

    Squilibri macroeconomici, Ucraina e Medio Oriente: i temi al Summit del G7 ad Evian

    12 Giugno 2026
    Il porto di Calais, Francia [Foto: Unsplash]
    Diritti

    Dal Regno Unito 767 milioni di euro alla Francia per contrastare le migrazioni

    21 Maggio 2026
    An Israeli soldier tries to prevent Palestinians from reaching their houses in Nur Shams refugee camp in the West Bank city of Tulkarm, Nov. 18, 2025. Palestinians took part in a demonstration demanding the right to return to their houses at the entrance of Nur Shams refugee camp, while Israeli soldiers assaulted the crowd and forced them to leave the area. [Photo by Nidal Eshtayeh/Xinhua/ABACAPRESS.COM, via IPA agency]
    Politica Estera

    Francia e Svezia chiedono sanzioni UE contro le colonie di Israele in Cisgiordania

    21 Aprile 2026
    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]
    Politica Estera

    Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    17 Aprile 2026
    I vigili del fuoco lavorano tra le macerie di una sezione di un condominio di nove piani nel quartiere di Sviatoshynskyi, distrutto dall'attacco missilistico e con droni russi a Kiev, il 31 luglio 2025. Sei persone sono morte nella capitale, tra cui un bambino di sei anni e sua madre, e decine sono rimaste ferite. Fonte: Ipa Agency (Foto di Danylo Antoniuk/Ukrinform) (Foto di Ukrinform/Ukrinform/Sipa USA)
    Politica Estera

    L’UE dopo gli attacchi russi alle città ucraine: “Aumenteremo la pressione su Mosca”

    16 Aprile 2026
    Nicotine Pouches SVEZIA FRANCIA TABACCO OMS
    Salute

    Le nicotine pouches svedesi accendono lo scontro europeo su tasse e libertà di circolazione

    13 Aprile 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    La presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, e il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa durante la conferenza stampa del G7 ad Evian, in Francia. Crediti: Commissione europea

    Il deficit commerciale con la Cina, le guerre in Ucraina e Medio Oriente: l’UE ribadisce le sue priorità al G7 di Evian

    di Iolanda Cuomo
    15 Giugno 2026

    Von der Leyen: “Il nostro obiettivo principale è affrontare le sfide strutturali dell'economia globale, ma anche concentrarci sulle crisi che...

    Source: Photo by Sergio Oliverio via Imagoeconomica

    Risarcimento con tre ore di ritardo: Consiglio e Parlamento aggiornano le norme sui diritti dei passeggeri aerei

    di Giulia Torbidoni
    15 Giugno 2026

    Tra gli elementi principali, la soglia di 3 ore di ritardo per ottenere il rimborso; istruzioni chiare per i passeggeri...

    Source: Imagoeconomica

    La revisione sui prodotti del tabacco mobilita l’UE: oltre 80mila feedback alla Commissione europea

    di Annachiara Magenta annacmag
    15 Giugno 2026

    La revisione delle norme UE accende lo scontro tra industria, associazioni e mondo della salute pubblica, tra accuse di influenza...

    La sala riunioni del consiglio di associazione UE-Egitto [Lussemburgo, 15 giugno 2026. Foto: European Council]

    L’UE cerca la collaborazione dell’Egitto contro la Russia, il Cairo pensa agli investimenti

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    15 Giugno 2026

    A Lussemburgo l'11esimo consiglio di associazione tra le due parti. Kallas chiede la stretta contro le navi fantasma di Mosca...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione