Bruxelles – Secondo il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia, la crisi dei prezzi energetici che stiamo vivendo “è più grave degli shock petroliferi degli anni ’70 e della crisi innescata dalla guerra in Ucraina messi insieme”, ha scritto l’eurodeputato socialista Mihai Tudose in un’interrogazione parlamentare destinata alla Commissione europea. Un’emergenza che non ha colpito soltanto l’approvvigionamento di risorse energetiche, ma anche “le principali capacità produttive nella regione del Golfo, che sono state distrutte”. In vista dell’implementazione del nuovo sistema di scambio di quote di emissione ETS2, che riguarderà le emissioni di CO2 derivanti dalla combustione di carburanti negli edifici, nel trasporto su strada e nella piccola industria, Tudose ha chiesto quali siano le intenzioni dell’esecutivo comunitario per affrontare la situazione.
Nella sua risposta, il commissario europeo Wopke Hoekstra ha sottolineato che “l’ETS2 contribuisce a ridurre l’esposizione dell’UE agli shock energetici globali”, poiché “riduce la vulnerabilità dell’Europa alla volatilità delle importazioni di combustibili fossili”. Hoekstra ha inoltre ricordato che il sistema prevedeva già la possibilità di posticiparne l’entrata in vigore di un anno, al 2028, in caso di prezzi eccezionalmente elevati di gas o petrolio nel 2026. I colegislatori europei, ha spiegato, “hanno già recentemente concordato di adeguare l’inizio al 2028 nell’ambito della modifica della legge europea sul clima”.
Per rendere la decarbonizzazione accessibile a tutti, la Commissione ha messo in campo diversi strumenti per accompagnare la transizione. “Abbiamo proposto modifiche mirate alla Riserva di Stabilità del Mercato (MSR) per consentire un intervento più tempestivo ed efficace, così da garantire prezzi stabili e accessibili”, ha spiegato il commissario.
A questo si aggiunge il Fondo sociale per il clima, che mobiliterà 86,7 miliardi di euro per sostenere il riscaldamento pulito degli edifici e il trasporto stradale delle famiglie più vulnerabili, con particolare attenzione agli Stati membri a basso reddito. Inoltre, tutti i ricavi nazionali derivanti dall’ETS2 dovranno essere destinati al sostegno della transizione energetica. La Commissione incoraggia anche l’anticipo degli investimenti attraverso uno strumento della Banca europea per gli investimenti da 3 miliardi di euro.
L’obiettivo della Commissione europea di accelerare la decarbonizzazione e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili resta dunque centrale nell’azione di Bruxelles. “L’attuale instabilità geopolitica sottolinea la rilevanza di questo obiettivo”, ha concluso Hoekstra. “Nel 2025 le importazioni di combustibili fossili sono costate ai contribuenti dell’UE quasi 30 miliardi di euro al mese. Nei 44 giorni del conflitto iraniano, i picchi dei prezzi di gas e petrolio hanno aggiunto altri 22 miliardi di euro”.









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