Bruxelles – Il tira e molla tra Iran e Stati Uniti non si ferma. “Non c’è fretta, il tempo è dalla nostra parte”, ha dichiarato il presidente USA Donald Trump parlando degli accordi con la Repubblica islamica. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, sembra più ottimista: “Un accordo con Teheran è possibile già oggi (25 maggio)”, ha detto. Il portavoce del ministro degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha dichiarato che i due Paesi hanno raggiunto ”un accordo di massima”, ma la sua firma ”non è imminente”. Secondo un funzionario statunitense, la bozza prevederebbe la riapertura dello stretto di Hormuz e la consegna, da parte di Teheran, delle proprie scorte di uranio arricchito.
Esmaeil Baqaei, però, è stato molto più cauto. Questa mattina, durante una conferenza stampa, ha affermato che l’obiettivo principale dei colloqui “rimane la fine della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, e che il possibile memorandum d’intesa non include dettagli specifici sulla gestione dello Stretto di Hormuz”. Il portavoce ha affermato che “la gestione dello Stretto spetta ai Paesi costieri” e che “l’obiettivo attuale dei negoziati è porre fine alla guerra, non i dettagli della questione nucleare”.
Intanto, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha scritto su X che accoglie “con favore i progressi compiuti. Abbiamo bisogno – ha aggiunto – di un accordo che allenti realmente la tensione del conflitto, riapra lo Stretto di Hormuz e garantisca la piena libertà di navigazione senza ostacoli”. Secondo la presidente “non si deve permettere all’Iran di sviluppare un’arma nucleare e si deve porre fine alle sue azioni destabilizzanti nella regione e ai suoi attacchi ingiustificati e ripetuti contro i Paesi vicini”. Per questo, ha scritto, “l’Europa continuerà a collaborare con i partner internazionali per cogliere questa occasione e giungere a una soluzione diplomatica duratura e per contenere le ripercussioni di questo conflitto, in particolare sulle catene di approvvigionamento e sui prezzi dell’energia”.
I welcome the progress towards an agreement between the US and Iran.
We need a deal that truly de-escalates the conflict, reopens the Strait of Hormuz and guarantees toll free full freedom of navigation.
Iran must not be allowed to develop a nuclear weapon.
It must also end…
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) May 24, 2026
Baquei durante la conferenza stampa si è rivolto proprio all’Unione europea. Per rispondere a una domanda sulle possibili sanzioni UE, il portavoce ha dichiarato che “qualsiasi azione ostile incontrerà una risposta reciproca da parte dell’Iran. Non si possono imporre unilateralmente misure illegali contro un Paese senza aspettarsi una reazione”. Se l’UE “avesse adottato un atteggiamento responsabile nei confronti degli sviluppi internazionali molto tempo fa – ha aggiunto -, forse alcune delle conseguenze che la nostra regione e la comunità internazionale stanno affrontando oggi non si sarebbero verificate. Purtroppo, l’Unione Europea ha adottato politiche sbagliate per molto tempo”. Baquei non si è fermato qui. “Se l’Unione si attenesse ai principi sanciti dal suo slogan, ovvero il principio dello stato di diritto e il principio del rispetto della Carta delle Nazioni Unite, avrebbe dovuto sanzionare gli Stati Uniti e il regime sionista”, ha detto. Gli europei dovrebbero “ricordare che lo Stretto di Hormuz era aperto prima del 29 marzo, e che si è arrivati a questa situazione unicamente a causa dell’aggressione degli USA e di Israele contro l’Iran”, ha concluso.
Rubio, invece, ha sottolineato che il presidente Donald Trump non ha fretta di raggiungere un accordo e ha insistito sul fatto che Washington avrebbe respinto qualsiasi intesa ritenuta debole. “Il presidente non concluderà un cattivo affare”, ha detto. Washington, ha dichiarato Rubio, raggiungerà un buon accordo con l’Iran o affronterà la questione “in un altro modo”. Il segretario di Stato ha affermato, poi, che il rallentamento dei lavori è dovuto alla reazione dell’Iran e ai processi decisionali iraniani.
La smentita iraniana non ha tardato ad arrivare. Esmaeil Baqaei ha dichiarato che “i frequenti cambiamenti di posizione dei funzionari americani rendono problematico qualsiasi dialogo”. Inoltre, ha precisato che l’Iran “non cederà alla forza né alle minacce durante i colloqui con gli Stati Uniti” e che le minacce statunitensi non dovrebbero essere prese sul serio perché “il tempo non gioca più a favore di Washington”.
Il presidente Masoud Pezeshkian, invece, ha voluto mandare una rassicurazione alla comunità internazionale, a margine di un incontro con il capo dell’emittente radiotelevisiva della Repubblica islamica (IRIB). Secondo quanto riporta il Teheran Times, Pezeshkian ha precisato che il Paese “non intende dotarsi di armi nucleari”. L’Iran “non desidera l’instabilità regionale. È Israele – ha aggiunto – che sta cercando di destabilizzare l’area”. In ogni caso, ha ribadito che “i negoziatori iraniani non scenderanno in alcun modo a compromessi sulla dignità e sull’onore del Paese”.
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