Bruxelles – Faccia a faccia della Commissione europea e della Georgia per affrontare la questione della sospensione dei visti. Si terrà giovedì 11 giugno e si tratta del primo incontro tra l’esecutivo comunitario e una delegazione di rappresentanti del Paese caucasico dopo che Bruxelles ha sospeso il regime di esenzione dei visti per personale diplomatico e i funzionari pubblici di Tbilisi fino marzo 2027. Ad annunciarlo il portavoce della Commissione europea, Markus Lammert, durante il briefing quotidiano con la stampa di oggi (8 giugno).
Lo scorso 6 marzo 2026, la Commissione europea ha attivato per la prima volta il nuovo meccanismo rafforzato di sospensione dei visti in risposta alla violazione deliberata e persistente della democrazia e dei diritti fondamentali da parte del governo georgiano. Ciò significa che i cittadini georgiani in possesso di passaporti diplomatici o di servizio hanno bisogno di un visto per poter entrare nello spazio Schengen. Quando si verifica una sospensione di un accordo di esenzione dal visto, “la Commissione avvia quello che viene definito un dialogo rafforzato con il Paese terzo interessato, con l’obiettivo di porre rimedio alle circostanze che l’hanno causata” ha spiegato Lammert e questo sarà “l’oggetto del prossimo incontro”, ha spiegato il portavoce.
Le cause che hanno spinto l’esecutivo ad attivare il meccanismo risalgono a ottobre 2024 e riguardano “la repressione dei manifestanti, dei politici dell’opposizione e dei media indipendenti”. Nonostante la riunione di giugno punti al “dialogo”, il portavoce ha ribadito che le azioni delle autorità georgiane minano i principi su cui si fonda la liberalizzazione dei visti, compreso il rispetto dei diritti umani e dei principi democratici, e sono incompatibili con le norme e i valori dell’Unione. Non solo: per Bruxelles queste mosse ostacolano il regolare sviluppo dei legami economici, umanitari, culturali, scientifici e di altro tipo tra l’Unione e la Georgia. “La Commissione ritiene che le azioni delle autorità georgiane minino i principi su cui si fonda l’esenzione dal visto, tra cui il rispetto dei diritti umani e dei principi democratici. Tali azioni sono incompatibili con le norme e i valori dell’Unione e ostacolano il regolare sviluppo dei legami economici, umanitari, culturali, scientifici e di altro tipo tra l’Unione e la Georgia”, ha precisato Lammert.
La Georgia è un Paese candidato all’ingresso nell’Unione europea da dicembre 2023. Ma nel 2024, a causa della linea d’azione adottata dal governo di Tbilisi che Bruxelles giudica “in contrasto con i valori e i principi fondanti dell’UE”, il processo di adesione del Paese si è di fatto interrotto. In quell’anno, il partito populista e filorusso Sogno Georgiano, che governa il Paese dal 2012, è uscito vittorioso dalle elezioni legislative. Secondo quanto riportato da Amnesty International, nel corso del tempo l’esecutivo georgiano ha represso sempre più duramente diritti e libertà.

![La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente francese Emmanuel Macron in Montenegro [Foto: EC - Audiovisual Service]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/06/P-069862_00-12_02-HIGH-766933-350x250.jpg)
![Il primo ministro ungherese, Péter Magyar, con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen [Foto: European Union, 2026]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/06/P-069610_00-06_02-HIGH-976602-350x250.jpg)






![[Foto: Unsplash]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/06/glenn-carstens-peters-npxXWgQ33ZQ-unsplash-120x86.jpg)


