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    Home » Politica Estera » L’UE sospende l’esenzione dai visti per diplomatici e funzionari della Georgia

    L’UE sospende l’esenzione dai visti per diplomatici e funzionari della Georgia

    Restrizioni in vigore per un anno, fino al 6 marzo 2027, ma la Commissione può estenderlo fino a 24 mesi. Virkkunen: "Risposta alla violenta repressione contro manifestanti pacifici, oppositori politici e media indipendenti"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    6 Marzo 2026
    in Politica Estera
    [foto: European Council]

    [foto: European Council]

    Bruxelles – Georgia, adesso l’Unione europea si fa davvero lontana. La Commissione europea ha deciso di sospendere il regime di esenzione dei visti per personale diplomatico e funzionari pubblici, con effetto immediato e per un anno, fino al 6 marzo 2027. La mossa dell’esecutivo comunitario si spiega con il deterioramento della situazione nella repubblica caucasica, e segna di fatto la fine del processo di adesione all’UE che il Paese aveva conosciuto fin qui. Alla luce della decisione adottata a Bruxelles diventa obbligatorio essere in possesso di un visto per entrare nell’area Schengen anche per motivi ufficiali.

    Per la Commissione europea la pazienza è finita. Si contestano le azioni intraprese “a partire dall’ottobre 2024″, tra cui la repressione dei manifestanti, dei politici dell’opposizione e dei mezzi d’informazione indipendenti. Tutti avvenimenti che “hanno avuto un impatto negativo” sulla situazione in Georgia e hanno comportato “violazioni di numerosi diritti fondamentali” e di standard giuridici internazionali. Una vera e propria deriva autoritaria già censurata dal Parlamento europeo, a cui adesso si aggiungono le scelte della Commissione, che opera una vera e propria stretta nei confronti della Georgia e del suo governo. 

    Il team von der Leyen ha adottato linee guida per le autorità consolari e le guardie di frontiera degli Stati membri, al fine di sostenere gli Stati membri dell’UE nell’attuazione efficace della decisione di sospendere l’esenzione dal visto. Le linee guida raccomandano un controllo più rigoroso di tutti i cittadini georgiani che attraversano le frontiere esterne dell’UE: nello specifico i rappresentanti delle autorità georgiane devono utilizzare il passaporto diplomatico o di servizio quando si recano nell’UE per scopi ufficiali e diplomatici. La mancata osservanza di tale obbligo può comportare l’emissione di un divieto d’ingresso.

    La sospensione temporanea di un anno del regime di esenzione dall’obbligo di visto è un segnale al governo georgiano: “Se le autorità georgiane non affrontano le questioni relative alla governance e allo stato di diritto, la Commissione può prorogare la sospensione per un periodo massimo di 24 mesi“, e dunque fino al 6 marzo 2028, avverte la Commissione europea.

    “La decisione è una risposta alla violenta repressione contro manifestanti pacifici, oppositori politici e media indipendenti, iniziata in seguito all’annuncio delle autorità georgiane di non aprire i negoziati con l’UE prima del 2028″, chiarisce Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia. La liberalizzazione dei visti, ricorda, “è fondamentale per facilitare la mobilità tra l’UE e i paesi partner in tutto il mondo”. Ma, avverte, “chi non rispetta i diritti fondamentali non dovrebbe beneficiare di questa libertà”.

    Tags: adesioneGeorgiahenna virkkunenuevisti

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