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    Home » Diritti » Il 52 per cento dei cittadini UE è favorevole alla creazione di centri per il rimpatrio in Paesi terzi. E l’idea piace anche a sinistra

    Il 52 per cento dei cittadini UE è favorevole alla creazione di centri per il rimpatrio in Paesi terzi. E l’idea piace anche a sinistra

    Secondo il nuovo sondaggio di Polling Europe Euroscope, il nuovo regolamento UE sui rimpatri - su cui si sono recentemente accordati Parlamento e Consiglio - ha un sostegno trasversale: oltre il 60 per cento tra gli elettori di destra è favorevole, ma lo è anche più del 40 per cento di quelli di centro-sinistra

    Giorgio Dell'Omodarme di Giorgio Dell'Omodarme
    9 Giugno 2026
    in Diritti
    Centro per migranti a Gjader, il 22 ottobre 2024, a Gjader (Albania). Foto di Antonio Sempere / Europa Press/ABACAPRESS.COM. Fonte: IPA Agency

    Centro per migranti a Gjader, il 22 ottobre 2024, a Gjader (Albania). Foto di Antonio Sempere / Europa Press/ABACAPRESS.COM. Fonte: IPA Agency

    Bruxelles – La maggioranza assoluta dei cittadini dell’Unione europea sembra accogliere con favore la nuova stretta all’immigrazione irregolare pianificata da Bruxelles a partire dalla firma del nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo nel maggio del 2024. E a trovare ampio consenso – persino tra l’elettorato di centro-sinistra – è proprio una delle proposte più controverse di questa strategia: la creazione di centri per il rimpatrio per migranti irregolari collocati sul territorio di Stati extra-europei, prossima ad entrare ufficialmente in vigore all’interno di un regolamento UE ad hoc dopo l’accordo tra il Parlamento e il Consiglio UE raggiunto lo scorso 1 giugno.

    A certificare questo marcato e trasversale sentimento anti-immigrazione tra i cittadini UE è l’ultima indagine di Polling Europe Euroscope – istituto di ricerche di mercato e sondaggi con sede a Bruxelles, frutto della joint venture tra SWG e OpinionWay – visionato in anteprima esclusiva da Eunews.

    Secondo i risultati della rilevazione, il 52 per cento degli intervistati si è dichiarato ‘favorevole’ alla possibilità che l’UE concluda accordi con Stati terzi affinchè questi ospitino centri per il rimpatrio per tutti quei migranti la cui domanda di asilo sul suolo europeo è stata rigettata. Soltanto il 25 per cento del campione, invece, si è espresso in senso contrario, mentre il restante 23 per cento ha affermato di non saper rispondere.

    Polling Europe fornisce anche i risultati specifici del sondaggio nei cinque Paesi più popolosi dell’Unione: Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia. Tra i cittadini di questi Stati, le percentuali più alte di favorevoli alla costruzione dei cosiddetti return hubs si registrano tra i tedeschi – con il 58 per cento di opinioni positive e il 22 per cento di giudizi negativi – seguiti dagli spagnoli (54 per cento contro 30 per cento), dai francesi (51 contro 18) e dai polacchi (49 per cento contro 22). L’Italia è invece il Paese in cui lo scarto tra i favorevoli e i contrari è più contenuto, con il 42 per cento degli intervistati che sostiene la proposta di Bruxelles e il 36 per cento che la disapprova.

     

     

    Si tratta di risultati oggettivamente sorprendenti. Lo Stato in cui la retorica anti-immigrazione sembra fare più presa è la Spagna: lo stesso Paese guidato da uno dei governi più progressisti dell’intera UE, che ha fatto della politica di regolarizzazione di migranti una delle principali leve della crescita economica da record registrata da Madrid negli ultimi anni. Al contrario, l’idea dei centri per il rimpatrio viene accolta in maniera più fredda proprio in Italia, dove il governo di destra di Giorgia Meloni ha già provato a mettere in pratica il modello degli accordi con Paesi terzi con la creazione di due centri per migranti nelle città albanesi di Shengjin e Gjader. Secondo i numeri contenuti nel report del Garante Nazionale delle persone private della libertà personale – pubblicato lo scorso ottobre – solo 56 persone sono state effettivamente rimpatriate nei loro Paesi di origine dall’apertura dei centri nell’ottobre 2024. Un sostanziale fallimento che può contribuire a spiegare i risultati del sondaggio relativi all’Italia.

    I numeri della rilevazione di Polling Europe portano a conclusioni ancora più interessanti quando si leggono dal punto di vista dell’orientamento politico del campione intervistato. La proposta dei centri per il rimpatrio trova prevedibilmente ampio supporto tra gli elettori dei partiti europei di centro-destra e di destra: il 70 per cento di favorevoli tra i sostenitori di Europa Sovrana delle Nazioni (ESN), il 63 per cento tra chi supporta i Conservatori e Riformisti (ECR, la formazione a cui appartiene il partito della premier Meloni, Fratelli d’Italia), il 61 per cento tra chi vota Patrioti per l’Europa (PfE, la famiglia di riferimento della Lega) e il 58 per cento tra gli elettori del Partito Popolare Europeo (PPE, il partito di cui fa parte Forza Italia).

    Meno prevedibilmente, le percentuali di consenso risultano piuttosto elevate anche tra i cittadini europei di sinistra e di centro-sinistra. L’idea dei centri per il rimpatrio in Paesi terzi è accolta favorevolmente dal 43 per cento dei sostenitori de La Sinistra (The Left, a cui appartengono il Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana) e degli elettori dei Verdi (Greens/EFA). La quota sale addirittura al 49 per cento tra chi si riconosce nella famiglia dei Socialisti e Democratici (S&D, rappresentati in Italia dal Partito Democratico) e al 57 per cento tra coloro che si definiscono elettori della formazione liberale Renew Europe.

    Per quanto soprendenti, questi numeri riflettono una tendenza che è possibile osservare anche all’interno del Parlamento europeo. Quando i legislatori sono stati chiamati a votare la posizione dell’Eurocamera sul nuovo regolamento per i rimpatri lo scorso 26 marzo, il testo è passato a larga maggioranza anche grazie al contributo di frange minoritarie dei gruppi di centro-sinistra.

    Consultando i verbali di quella seduta, si scopre che 13 deputati di Renew e 7 di S&D hanno espresso un voto favorevole e che altri 22 parlamentari liberali, 7 socialisti e un esponente dei Verdi hanno scelto di astenersi.

    Tags: centri in Albaniacentri per il rimpatrioimmigrazioneregolamento rimpatri

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