Bruxelles – Causa tensioni in Medio Oriente e in Iran “le previsioni di crescita sono state riviste al ribasso e le insolvenze aziendali sono aumentate“, esponendo le banche a rischi da tenere sotto controllo. Claudia Buch, presidente del Consiglio di vigilanza della Banca centrale europea, suona l’allarme: la situazione è più delicata di quanto si pensi. “I rischi geopolitici si sono concretizzati sotto forma di conflitti militari e dazi più elevati”, denuncia nel corso dell’audizione in commissione Affari economici del Parlamento europeo, dove invita alla massima attenzione. In questo momento, “è troppo presto per raccontare come i rischi geopolitici influenzino i bilanci delle banche”, ma proprio per questo “i rischi di credito legati agli sviluppi geopolitici devono essere monitorati attentamente“.
La verità, ammette Buch, è che “non sappiamo quali siano le correlazioni” tra le conseguenze delle tensioni geopolitiche e il sistema bancario. Per questo “le banche devono valutare in che modo gli shock recenti e i cambiamenti strutturali potrebbero influenzare i mutuatari, i valori collaterali e la propria capacità di assorbire le perdite nel tempo”. Anche perché i governi non hanno la capacità di intervenire in caso di crisi. Le banche, insiste Buch, “devono considerare che uno spazio di bilancio più circoscritto può limitare la capacità delle autorità pubbliche di tamponare gli shock“.
La presidente della Consiglio di vigilanza della BCE comunque rassicura: “Il settore bancario dispone di un margine di capitale sufficiente” per rispondere a pressioni esterne, e a partire dalla fine della pandemia di COVID-19 i requisiti patrimoniali delle banche “sono aumentati” attraverso la “costituzione di riserve macro-prudenziali che possono essere rilasciate in periodi di stress”.
Ad ogni modo le banche dell’eurozona restano esposte a pressioni esterne di diversa natura. Sul sistema bancario non pesano solo le tensioni geopolitiche: “Il 90 per cento delle banche ci dice che considera i rischi climatici come rilevanti” nello svolgimento delle proprie attività, riconosce Buch, che conferma una volta di più attenzioni sempre più forti a livello di BCE in materia di clima. Inoltre, avverte ancora, “l’infrastruttura critica da cui dipendono le banche – tra cui servizi cloud, reti di telecomunicazione, sistemi di pagamento e forniture di energia elettrica – potrebbe diventare il bersaglio degli attacchi informatici“.
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