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    Home » Le Brevi » ClientEarth contro il Belgio: “Il Paese con più PFAS in Europa, lo sa e non agisce”

    ClientEarth contro il Belgio: “Il Paese con più PFAS in Europa, lo sa e non agisce”

    Iolanda Cuomo di Iolanda Cuomo
    9 Luglio 2026
    in Le Brevi, Salute
    Campo di Mollem nelle Fiandre in Belgio, 2020. Crediti: Hugo Kruip via Unsplash

    Campo di Mollem nelle Fiandre in Belgio, 2020. Crediti: Hugo Kruip via Unsplash

    Bruxelles – “Il Belgio è la patria del livelli più alti di inquinamento da PFAS in Europa e sta avvelenando intere comunità e luoghi di lavoro”. È la denuncia di ClientEarth – un’organizzazione no-profit di esperti legali che difendono l’ambiente – contro il governo belga, ritenuto colpevole di non aver saputo contrastrare l’inquinamento. “Abbiamo presentato un ricorso legale di fondamentale importanza per la tutela dei diritti umani contro il governo belga per la sua incapacità di affrontare questo problema di inquinamento e di proteggere il diritto alla salute dei cittadini. Vogliamo costringere il Belgio ad adottare misure più incisive per fermare l’inquinamento in corso e proteggere meglio le comunità in tutto il paese”, scrive la no-profit. 

    Tra i siti più inquinati del Belgio figurano: l’area circoscritta alla Fabbrica 3M nelle Fiandre dove i PFAS sarebbero stati prodotti dagli anni Settanta fino al 2024 e dove nel 2001 erano migliaia di volte al di sopra dei livelli di sicurezza, un altro stabilimento nelle Fiandre e una base aeronautica in Vallonia. Perfino l’acqua del rubinetto a Bruxelles è risultata contaminata. Secondo quanto emerso da alcune indagini investigative, nel 2017 l’esercito degli Stati Uniti aveva già identificato la contaminazione nella rete idrica locale e aveva allertato le autorità belga che, però, non diedero comunicazioni ai cittadini. Dunque, i residenti non vennero informati e lo scoprirono solo anni dopo grazie alle indagini dei media.

    Gli avvocati sostengono che il Paese abbia violato il diritto alla salute sancito dalla Carta sociale europea (articolo 11) in quanto “il fallimento sistemico del governo ha portato a danneggiare la salute pubblica, l’ambiente e i bambini in modo sproporzionato“. Pertanto, hanno presentato una denuncia al Comitato europeo dei diritti sociali (CEDS), uno strumento giuridico che permette a sindacati, datori di lavoro e organizzazioni non governative di segnalare se uno Stato viola i principi della ⁠Carta. “Sebbene il Comitato europeo per i diritti sociali non possa imporre multe, le sue decisioni hanno un peso politico e giuridico significativo e hanno precedentemente portato i governi di tutta Europa a cambiare le leggi e le politiche pubbliche”, hanno dichiarato gli avvocati di ClientEarth. “La soluzione è semplice: il governo deve vietare tutti i PFAS il prima possibile”, ha specificato l’avvocata di Clientearth, Hélène Duguy.

    I PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) sono una famiglia di oltre 10.000 composti chimici di sintesi usati dagli anni ’50 per rendere i prodotti resistenti all’acqua, ai grassi e alle alte temperature. Sono noti come “inquinanti eterni” perché non si degradano in natura e si accumulano nell’ambiente e nel corpo umano. Le continue ricerche scientifiche dimostrano che l’esposizione a determinati PFAS può causare gravi condizioni di salute, tra cui cancro, infertilità, malattie del fegato, obesità e diabete. 

    Tags: ambientebambiniBelgiobruxellesClientEarthcontaminazioneeuropafabbricheFiandreinquinamentoPfasSalutestati unitiVallonia

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