Bruxelles – Aperte le urne in Islanda per decidere se far ripartire o meno i negoziati sull’adesione del Paese all’Unione europea. La commissione elettorale oggi (27 luglio) ha dato il via alle votazioni anticipate (early voting) per il referendum che chiederà al popolo di decidere se Reykjavík potrà riprendere il dialogo con Bruxelles in vista di una sua possibile adesione all’UE. Del voto anticipato potranno usufruire tutti coloro che hanno diritto al voto – circa 400mila – e che, nel giorno prestabilito del referendum, cioè il prossimo 29 agosto, non potranno recarsi a votare. Si tratta di una misura che riguarda, quindi, soprattutto i residenti all’estero e alcuni distretti del Paese. Secondo quanto riportato dai media locali, mediamente in passato il voto anticipato ha coinvolto tra il 15 per cento e il 20 per cento degli aventi diritto.
Secondo un sondaggio pubblicato lo scorso giugno dall’emittente televisiva islandese Rúv, il 53,1 per cento degli elettori si è dichiarato favorevole alla riapertura dei negoziati di adesione, mentre il 46,9 contrario. Un report pubblicato a gennaio 2026 dal Parlamento europeo mostra inoltre che sono i gruppi di interesse della pesca e dell’agricoltura a preoccuparsi dell’impatto di una possibile adesione dell’Islanda all’UE, in quanto temono che le regole comunitarie siano più restrittive rispetto alle nazionali. Al contrario, altri vedono l’adesione all’UE in modo positivo, per via dei benefici percepiti, come ad esempio, l’adozione dell’euro.
I negoziati per l’accesso all’Unione erano stati avviati nel 2009 in risposta alla crisi finanziaria globale, ma poi sospesi nel 2013 e ufficialmente interrotti nel 2015 su richiesta di Reykjavík. A seguito delle elezioni parlamentari di novembre 2024, il nuovo governo di coalizione guidato da Kristún Frostadóttir ha concordato di indire un referendum nazionale sull’opportunità di avviare i negoziati entro il 2027. Sullo sfondo del referendum, figurano le minacce del presidente USA Donald Trump di prendere la Groenlandia, così come la guerra in Ucraina e la necessità di aumentare la cooperazione energetica. Motivi che, negli ultimi mesi, hanno avvicinato di nuovo l’Islanda a Bruxelles.
Ad oggi il Paese ha già accesso al mercato unico europeo attraverso la sua adesione allo Spazio economico europeo, che gli impone di adottare gran parte della legislazione comunitaria. È anche membro della zona di libera circolazione Schengen, anche se non fa parte dell’Unione doganale dell’UE. La domanda che gli elettori si troveranno nella scheda sarà: “L’Islanda dovrebbe riprendere i negoziati di adesione all’Unione europea?”. La risposta è “si” o “no”. Se il risultato del referendum sarà a favore della riapertura dei colloqui, sarà necessaria una seconda votazione sulla questione dell’adesione stessa.

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