Bruxelles – Infiltrarsi per colpire il nemico dall’interno. È la strategia della disinformazione, una forma di guerra ibrida in cui la Russia continua a primeggiare. Essa viene sfruttata per destabilizzare i Paesi occidentali, indebolire la fiducia nelle istituzioni democratiche e polarizzare l’opinione pubblica. La prossima vittima? La Germania.
Il 6 settembre si terranno le elezioni regionali nello Stato federale tedesco della Sassonia-Anhalt. A meno di un mese dal voto, il partito di estrema destra tedesco Alternative für Deutschland (Afd) detiene un vantaggio di 20 punti. Secondo l’Istituto tedesco di ricerche di mercato e sondaggi d’opinione INSA, al momento il partito si attesta al 42 per cento, in netto vantaggio rispetto all’Unione Cristiano-Democratica. Tra l’Afd e il Cremlino ci sono molti interessi in comune, come l’opposizione alla NATO e all’Unione europea, nonché le critiche per il sostengo all’Ucraina. Non sorprende quindi che l’ex spia dell’KGB vorrebbe una loro vittoria.
Di recente il governo tedesco ha iniziato a indagare sui tentativi di influenzare le elezioni da parte di Mosca, in particolare attraverso l’operazione Matryoshka. Non si tratta di una novità: l’operazione era già stata attivata durante le elezioni federali del 2025, ma sembra che ora abbia cambiato strategia. I social media tedeschi sono inondati di contenuti falsi che puntano a screditare i candidati in gara – ad eccezione di Afd – e a far apparire la Germania come un Paese diviso. Il Cremlino aveva già lanciato due attività del genere, attraverso dei troll informatici, cioè utenti in rete che pubblicano messaggi provocatori e/o notizie false: Doppelgänger, che creava falsi siti web identici a quelli di veri giornali occidentali (come Der Spiegel) per dare credibilità alle notizie false; Storm-1516, che inventava video e storie grazie ad attori amatoriali e/o all’intelligenza artificiale generativa.
La campagna incentrata sulla Germania è stata scoperta per la prima volta da Antibot4Navalny, un collettivo di attivisti anonimi che ha monitorato a lungo campagne di disinformazione, soprattutto russe. In origine, è stato istituito per contrastare la disinformazione che prendeva di mira il politico dell’opposizione russa Alexei Navalny. Gli attivisti hanno scelto il nome Matryoshka per le tradizionali bambole di legno russe, in quanto la disinformazione è diffusa su più livelli: un account pubblica contenuti, che vengono poi diffusi in massa da altri bot sui principali social media.
A differenza di Storm-1516, che è stato attribuito all’Agenzia di intelligence militare russa (GRU), l’operazione Matryoshka non è stata ancora definitivamente collegata ad alcuna istituzione russa. Il media Euobserver riporta che secondo l’FBI, l’operazione è gestita dalla Social Design Agency (SDA) russa, un’agenzia finanziata dal Cremlino, che funge da centro di comando per la guerra ibrida globale, le operazioni di disinformazione e il sabotaggio. Essa avrebbe stretti legami sia con la GRU sia con l’amministrazione presidenziale. Per tenere sotto controllo la situazione, a giugno, la Germania ha istituito un nuovo Centro di difesa congiunto per le minacce ibride (GAZ Hybrid). Nonostante il ministero dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt, abbia confermato che il governo sta monitorando la situazione, non sono state ancora attivate delle misure per contrastarla.









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