Bruxelles – Francia, ancor più Grecia, e poi ancora il Belgio. L’Unione europea continua a essere preda di caldo e siccità, e degli incendi che in queste condizioni proliferano. Le ultime ventiquattro ore sono state all’insegna dell’emergenza probabilmente massima, con due vittime per i roghi sull’isola greca di Salamina e il più grande incendio che abbia mai interessato il Belgio, nella riserva naturale di Hautes Fagnes, alla frontiera con la Germania.
L’Unione europea, tramite il meccanismo di protezione civile dell’UE, ha mobilitato tre elicotteri (uno messo a disposizione dalla Repubblica ceca e due dai Paesi Bassi) più due aerei canadair (offerti dalla Svezia). Una dimostrazione di “solidarietà europea incrollabile”, sottolinea la commissaria per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib, ma pure la prova di un’Europa in difficoltà. Perché “mentre Svezia e Paesi Bassi stanno sostenendo il Belgio nell’affrontare un vasto incendio, il Meccanismo di Protezione Civile dell’Unione è stato attivato anche per la Spagna”, rileva la stessa commissaria. “Squadre di vigili del fuoco provenienti dalla Francia sono in viaggio per contribuire a domare l’incendio in Aragona”.
Spagna e Francia in fiamme, Lahbib: “Una corsa contro il tempo, lavoriamo senza sosta”
L’estate 2026 è “un’intensa stagione degli incendi” per l’UE, riconosce la commissaria per la Gestione delle crisi, che piange la morte di una coppia di anziani sull’isola greca di Salamina, dove circa 600 persone sono state evacuate a causa delle fiamme che hanno lasciato ferite dieci persone, rileva il ministro per la Salute ellenico, Adonis Georgiadis.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, assicura che l’UE è in massima allerta e che “con il suo Centro di emergenza, l’Europa sta monitorando attentamente gli incendi in tutto il continente“. In particolare, sottolinea, “il nostro sistema satellitare Copernicus sta già sostenendo le operazioni di mappatura in Spagna, Grecia, Francia, Germania, Albania e Serbia”.
Già, perché la stagione degli incendi varca i confini dell’Unione europea e minaccia anche Paesi extra-UE. “La pressione sta aumentando in Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia”, avverte von der Leyen. È l’UE che fa fatica a superare questa estate e che spera nell’arrivo di piogge, quanto mai preziose data la situazione.
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