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    Home » Difesa e Sicurezza » Difesa, gli Stati bocciano (di nuovo) Kallas: salta il Gruppo di alto livello per il ‘no’ delle capitali

    Difesa, gli Stati bocciano (di nuovo) Kallas: salta il Gruppo di alto livello per il ‘no’ delle capitali

    Annunciata dall'Alta rappresentante il primo 1 settembre, per alcuni Stati membri l'idea non rappresenta "la strada giusta da percorrere in questo momento". Soppresso l'incontro previsto per la mattina del 7 settembre. La Commissione: "Paesi non hanno sostenuto, spieghino loro perché"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    7 Settembre 2026
    in Difesa e Sicurezza, Politica
    L'Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'UE, Kaja Kallas, sullo sfondo [foto: European Council

    L'Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'UE, Kaja Kallas, sullo sfondo [foto: European Council

    Bruxelles – Il gruppo di alto livello sulla difesa è morto ancor prima di essere istituito. È bastato l’annuncio dell’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, per indurre le capitali a ribadire una volta di più che la politica estera resta com’è. Una bocciatura chiara, forte, e non la prima per l’estone che tanto spinge per ritagliarsi peso e ruolo che i governi nazionali non intendono riconoscerle: era già successo con il piano per l’Ucraina, con la proposta poi ridimensionata dai leader appena tre giorni dopo. Ora la storia si ripete.

    “Alcuni Stati membri ritenevano che questa non fosse la strada giusta da percorrere in questo momento”, fa sapere Christian Wigand, portavoce di Kallas, nel corso del briefing consueto con la stampa. Gli Stati dicono ‘no’ all’ipotesi di coordinamento a livello europeo. Un ‘no’ di quelli difficili da superare, tanto è vero che “dopo aver discusso con i ministri, abbiamo deciso di non dare seguito all’iniziativa”, taglia corto il portavoce di Kallas.

    Alta rappresentante, dunque, rimessa a posto in meno di una settimana. L’annuncio dell’iniziativa di questo gruppo speciale è stato dato al termine della riunione informale dei ministri degli Esteri dell’1 settembre, con il primo incontro teoricamente fissato, nei piani di Kallas, per la mattinata di oggi (7 settembre), ma alla fine saltato per il contrordine partito e impartito dai partner. Francia e Germania avrebbero fatto mancare l’appoggio, e neppure l’Italia avrebbe fatto barricate per salvare la faccia di Kallas e la sua iniziativa.

    A Bruxelles si tenta di minimizzare. “L’Alta rappresentante sta esplorando nuove strade per impegnarsi con gli Stati membri“, assicura il suo portavoce. Kallas in sostanza non si dà per vinta nonostante il nuovo schiaffo dei partner. Il motivo, spiega Wigand, è che “la diagnosi non è cambiata: nella difesa l’Europa ha bisogno muoversi più rapidamente” in termini di decisioni e politiche. Ma non cambia neppure lo strappo consumato. Paula Pinho, portavoce capo della Commissione europea, si lascia scappare che i Paesi dell’UE “non hanno sostenuto” l’iniziativa, e sul motivo “loro sono in una posizione migliore per spiegare il perché”.

    Avanti come sempre, dunque. Sicuramente non nel modo in cui aveva in mente l’Alta rappresentante, lasciata dalle capitali nella non certo confortevole posizione di persona ad agire in rappresentanza di sé stessa. Non per colpe sue, visto che a minare mandato e prerogative dell’Alto rappresentante è la stessa Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea che nelle sue smanie accentratrici ha di fatto già svuotato il ruolo ricoperto da Kallas, rendendola ancora più debole persino agli occhi dei partner.

    Tags: difesakaja kallasue

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