Bruxelles – Guerra della Russia in Ucraina, Roman Abramovich perde ancora in Tribunale. I giudici di Lussemburgo respingono i ricorsi dell’oligarca russo, ex presidente del Chelsea, e considerato vicino al presidente delle Federazione Russa, Vladimir Putin, in quanto azionista principale di Evraz, uno dei principali gruppi siderurgici del Paese. Investito da sanzioni dell’Unione europea nel 2022, Abramovich si è opposto perdendo però, già una prima volta nel 2023. Per il suo ruolo il Consiglio dell’UE ha deciso di estendere le sanzioni a suo carico, e Abramovich ha fatto ricorso anche contro questa decisione. Anche in questo caso, con sentenza, il Tribunale dell’UE respinge le istanze dell’oligarca russo.
I criteri per l’applicazione delle sanzioni “sono oggettivi, sufficientemente precisi e proporzionati”, rilevano i giudici di Lussemburgo. Tali criteri, si ricorda, “da un lato si rivolgono specificamente agli imprenditori di spicco che operano in Russia, in un contesto in cui i principali attori economici sono strettamente legati allo Stato”, e dall’altro lato “riguardano coloro che intervengono in settori che generano notevoli redditi per il governo russo, facendo chiaramente riferimento ad attività di non trascurabile importanza, fonti di finanziamento delle sue azioni e della sua politica”. Motivo per cui le sanzioni a carico di Abramovich restano.
![Roman Abramovich nel 2008, quando era ancora presidente del Chelsea [Foto: John Dobson/WikimediaCommons]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/09/Roman_Abramovich_Chelsea-750x375.jpg)
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