Bruxelles – Sono ufficiali le elezioni politiche anticipate in Serbia: si voterà il 25 ottobre, a distanza di 46 giorni dall’annuncio dato in diretta tv oggi a mezzogiorno dal presidente Aleksandar Vučić, che ha firmato i decreti di scioglimento dell’Assemblea nazionale. Le prossime tappe attese sono le dimissioni dello stesso Vučić dalla presidenza, necessarie per potersi candidare, e la convocazione di elezioni presidenziali anticipate, verosimilmente entro fine anno.
Il voto arriva dopo mesi in cui il presidente aveva lasciato intendere di voler raccogliere la sfida lanciata dal movimento studentesco e dalle opposizioni parlamentari, che da oltre un anno chiedevano elezioni anticipate. Vučić, dopo aver favorito un bagno di folla ai funerali per il boia di Srebrenica Ratko Mladić, criminale di guerra condannato all’ergastolo dal Tribunale Internazionale per la ex Jugoslavia, scenderà ora direttamente in campo alla guida della coalizione Serbia Unita, correndo per la carica di primo ministro.
Nel discorso alla nazione, il presidente ha motivato la scelta con la necessità di un mandato chiaro: “La Serbia necessita di risultati elettorali capaci di definire e mostrare chiaramente la volontà dei cittadini riguardo alla direzione e al percorso che il Paese intende seguire. Ho creduto, e credo tuttora, che la Serbia abbia scelto una valida strada europea, preservando al contempo le amicizie tradizionali, l’orgoglio nazionale e la dignità.”
Non sono mancati gli affondi verso il movimento studentesco, protagonista delle proteste degli ultimi mesi: “È impossibile dialogare con qualcuno contro cui si sta conducendo una campagna di disumanizzazione e che ti definisce non umano. Ecco perché abbiamo bisogno di risultati elettorali che mostrino chiaramente la volontà dei cittadini”.







![Cantiere ferroviario [foto: Sara Minelli/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/09/Imagoeconomica_2782912-120x86.jpg)

