dall’inviata a Strasburgo – Gli obiettivi sono due e vanno di pari passo: “Proteggere i giovani e i bambini online senza impedire loro di accedere ai vantaggi offerti da Internet”. Lo ha spiegato ieri (15 settembre) in conferenza stampa l’eurodeputato del PD (S&D), Sandro Ruotolo, in vista della giornata di domani (17 settembre) quando i deputati, riuniti in sessione plenaria, chiederanno alle piattaforme social di vietare pratiche che creano dipendenza e di attenuare l’impatto del cosiddetto “design persuasivo” e, nella stessa giornata, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e la vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, presenteranno la cosiddetta “legge UE sui bambini“.
Ruotolo ha presentato i risultati del rapporto, di cui è relatore, sull’impatto dei social media e degli ambienti digitali sui giovani, promosso dalla commissione Cultura del Parlamento europeo. La fotografia è quella di una Unione frammentata, dove gli “Stati membri stanno intervenendo già”, ma dove non è accettabile “avere 27 limiti di età, 27 sistemi di verifica, 27 regole diverse“.
L’approccio che Ruotolo auspica di ritrovare nella nuova legge UE si basa sullo spostare la responsabilità dalle “famiglie e dagli insegnanti” alle “piattaforme” – definite “le prime responsabili della sicurezza dell’ambiente che hanno costruito”. Con “il nostro rapporto vogliamo spezzare i meccanismi che trasformano l’attenzione dei ragazzi in un prodotto da vendere, vogliamo che i sistemi di raccomandazione non spingano automaticamente un minore verso contenuti sempre più estremi o nervosi, vogliamo proteggere i ragazzi dall’adescamento, dal cyberbullismo, dalla futilità manipolativa”, ha descritto. Mentre per quanto riguarda i limiti d’età per l’utilizzo dei social media, per Ruotolo è necessario attendere “le conclusioni degli esperti” della Commissione europea per affidare “alla scienza” le giuste raccomandazioni in merito. Ma è ovvio che “la politica deve assumersi la responsabilità di decidere”.
“Il 13 luglio la presidente von der Leyen aveva annunciato che dopo l’estate sarebbero arrivate le proposte concrete”, ha ricordato Ruotolo, evidenziando di attendere “un segnale politico forte, perché oggi l’Europa ha davanti una scelta che riguarda milioni di bambini e adolescenti, che riguarda in fondo il modello di società nel quale vogliamo farli crescere, la loro salute, i loro diritti, il loro benessere”.
Nel dettagliare la realtà, il dem ha riportato alcuni numeri e dati. I ragazzi “tra gli 11 e i 14 anni arrivano a trascorrere fino a 9 ore davanti uno schermo” e, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, “un adolescente su 10 mostra un uso problematico dei social media con sintomi assimilabili alla dipendenza“. Più specificamente sull’intelligenza artificiale, tra il 2023 al 2025 “le segnalazioni di materiale di agguato sessuale su minore generato con l’intelligenza artificiale sono passate da circa 5mila” a più di un milione. In questo contesto, i danni sono sulla salute mentale, ma anche su quella fisica. La “miopia è in fortissima crescita”, ha evidenziato il socialista, al punto che potrebbe colpire “metà della popolazione mondiale entro il 2050”. Infine, il rapporto degli esperti incaricati dall’inquilina di Palazzo Berlaymont, mostra un altro dato allarmante: “Il 97 per cento dei siti e delle applicazioni più popolari nell’Unione europea utilizza almeno un meccanismo di progettazione capace di condizionare le scelte dell’utente”.


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