dall’inviata a Strasburgo – Malumori trasversali. Sono quelli che si registrano dopo che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha pronunciato, stamattina (16 settembre), il discorso sullo stato dell’Unione – il cosiddetto SOTEU, dall’inglese State of the Union. Sono stati numerosi i malcontenti, nei confronti sia delle priorità che dell’operato dell’inquilina di Palazzo Berlaymont nell’ultimo anno, e non conta troppo il colore politico: le critiche si sono registrate sia a destra che a sinistra.
Nel dibattito successivo al SOTEU, il presidente del Partito popolare europeo (PPE), Manfred Weber, è forse l’unico a ritenersi soddisfatto. Sarà che condivide con von der Leyen la famiglia politica di appartenenza, oltre che la nazionalità tedesca, fatto sta che tra i temi per cui ha ringraziato la presidente dell’esecutivo figurano l’intelligenza artificiale, una tecnologia a cui “dobbiamo dare una risposta” e “la Legge sui bambini UE” – volta a proteggere i minori dai rischi online – che sarà presentata domani. “Ad Elon Musk non piacerà, ma probabilmente è proprio questo un buon motivo per farlo“, ha sottolineato Weber. Il presidente ha poi annunciato che si “batterà per una riforma ragionevole dell’ETS e per fermare il divieto sui motori a combustione”, perché ritiene che “abbiamo bisogno di innovazione, non di divieti”.
Alcune delle critiche più aspre sono arrivate dai Patrioti per l’Europa (PfE). L’eurodeputo eletto con la Lega, Paolo Borchia, ha definito il discorso uno “scollamento totale dalla realtà”, nonchè “una lunga serie di promesse non mantenute”, soprattutto in ambito industriale. Come Weber, anche Borchia teme una “sovraregolementazione” e ha dipinto la situazione odierna come quella del “Titanic che sta affondando mentre i partecipanti continuano a ballare, in questo caso ad applaudire“.
L’accusa di promesse irrealizzate è forte anche tra i Conservatori e riformisti (ECR). Il co-presidente del gruppo, Patrick Jaky, ha ricordato che era stata promessa “la riduzione della burocrazia”, mentre invece “il numero dei funzionari è aumentato e ora vengono annunciate nuove assunzioni”. Erano state promesse anche “una nuova strategia industriale e prezzi dell’energia più bassi”, ma il risultato è che “l’industria sta crollando e i prezzi dell’energia sono aumentati del 100 per cento durante il suo mandato”. Jaky ha evidenziato che invece del cambiamento climatico, il problema da affrontare è la disoccupazione giovanile. E poi la migrazione. “L’Europa non è mai stata così debole come ora”, ha affermato, precisando che se “von der Leyen intende fare qualcosa per i giovani, deve smetterla “di censurare Internet e offrire alle persone lavoro e sicurezza, soprattutto alle donne”.
Toni simili li ha avuti anche il gruppo dell’Europa delle nazioni sovrane (ESN). “Lo stato dell’Unione può essere descritto come una situazione caratterizzata dalla perdita di confini e dalla perdita di competitività anche sul fronte economico”, ha dichiarato il co-presidente del gruppo, René Aust. Il francese si è concentrato sopratutto sul passaggio dedicato alla crisi migratoria di Ceuta, definendo la situazione “davvero drammatica” e commentando che “non si sta facendo nulla per risolverla”.
Sulla questione migrazione, la presidente di Renew Europe (RE), Valeriè Hayer, ha denunciato che gli europei hanno “fallito nella solidarietà anche a causa dell’ipocrisia della signora Meloni”. Per la presidente del gruppo liberale, la priorità assoluta ora deve essere una legge europea sulla resilienza climatica e sulla gestione dei rischi, nonchè investire sulla “nostra capacità di innovare in tecnologie dirompenti: tecnologie verdi, IA, data center, biotecnologie, informatica quantistica”, in quanto “è in gioco la nostra sovranità”. Ciò include anche difendere “le nostre imprese innovative dalla concorrenza sleale” e trasformare “gli appalti pubblici europei in una vera e propria arma strategica, come fanno Cina e Stati Uniti”, ha aggiunto. Guardando al Canada e al primo ministro, Mark Carney, presente alla sessione plenaria, Hayer ha esortato a “un patto di sicurezza economica contro le coercizioni commerciali”. Così, “se Trump impone dazi, rispondiamo collettivamente con dazi; lo stesso vale per la Cina e per chiunque altro”, ha chiarito.
Secondo l’eurodeputata dei Verdi, Benedetta Scuderi – eletta con Alleanza Verdi e Sinistra -, il discorso “è stato molto ampio e molto generoso”, ma “mancano i fatti, perché dopo quasi due anni e mezzo di mandato la presidente sta facendo tutto l’opposto di quello che ha detto oggi”. Nonostante la tedesca abbia “parlato delle vittime del caldo estremo (35.000 morti quest’estate)”, sono “il suo gruppo parlamentare e il suo partito che continuano a opporsi a ogni elemento di transizione e fanno accordi con l’estrema destra”, ha denunciato l’eurodeputata. Le ha fatto eco la co-presidente dei Verdi, Thierry Reitke, che ha annunciato che il gruppo punta a promuovere un’indagine per indagare le inadempienze della Commissione europea rispetto al Green Deal, soprattutto dopo gli incendi scoppiati quest’estate in tutta Europa.
La presidente del gruppo S&D, Iratxe García Pérez, ha esortato alla promozione della “competitività basata su energia pulita, sicura e accessibile” e ha invitato a tassare coloro che stanno “traendo profitto da questa specifica crisi” energetica perchè “il progetto europeo non sopravviverà se i nostri cittadini non potranno permettersi di vivere dignitosamente”. A ciò bisogna aggiungere il rafforzamento della “normativa europea sull’edilizia abitativa” e l’approvazione di “una legge per lavori di qualità, con regole eque per l’intelligenza artificiale sul posto di lavoro e per la contrattazione collettiva”. La socialista ha ricordato che un anno fa la Commissione aveva “chiesto di sospendere la componente commerciale dell’accordo di associazione con Israele e di imporre sanzioni” e poiché a distanza di un anno non c’è alcuna misura al riguardo adesso “serve immediatamente un embargo sulle armi”. L’Unione, poi, deve continuare a difendere l’Ucraina anche attraverso “la confisca dei beni russi congelati”, tema che per la spagnola, bisogna “rimettere sul tavolo”.

![La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen [Strasburgo, 16 settembre 2026. Foto: Fred MARVAUX Copyright: © European Union 2026 - Source : EP]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/09/soteu26-350x250.png)










