Bruxelles – Dalle infrastrutture alle competenze, l’Unione europea prova a costruire una nuova risposta alle sfide dell’acqua. È stata lanciata oggi (21 settembre) al Comitato europeo delle Regioni a Bruxelles la European Water Academy (EUWA), una delle iniziative della European Water Resilience Strategy della Commissione europea. Guidata operativamente dal Joint Research Centre (JRC), l’Academy intende “colmare il divario di competenze nel settore idrico, sostenere l’innovazione e favorire il trasferimento tecnologico e la collaborazione tra istituzioni, imprese, università e ricerca“.
L’Academy nasce in un momento in cui la pressione sulle risorse idriche europee è aumentata per effetto di siccità, ondate di calore, alluvioni, inquinamento e infrastrutture obsolete. Il tema è così urgente che ne ha parlato anche Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione a Strasburgo. L’obiettivo è creare un’offerta europea di programmi di formazione e sviluppo delle competenze, attraverso percorsi certificati e una rete di soggetti pubblici e privati. Il progetto si articola in tre dimensioni: Blue Training, per raccogliere programmi di formazione qualificati; Blue Skills, dedicata allo sviluppo di competenze professionali; e Blue Bubble, una rete europea di formatori, professionisti e organizzazioni.
All’evento di lancio è intervenuta la commissaria per l’Ambiente e la resilienza idrica Jessika Roswall, secondo cui “l’acqua gioca un ruolo critico nella vita di tutti i giorni, ma essa si interfaccia quotidianamente con minacce crescenti”. Per Roswall, con una forza lavoro del settore idrico che invecchia e una crescente competizione per i talenti, l’Europa ha bisogno di “costruire conoscenze, abilità ed expertise, fattori di cui abbiamo bisogno per garantire un continente resiliente all’acqua”.
Una necessità resa ancora più urgente dall’estate appena trascorsa, segnata da caldo estremo e siccità. “Quest’estate ci ha ricordato chiaramente che è giunto il momento di agire”, ha spiegato Roswall durante il lancio. “Abbiamo bisogno di un approccio più proattivo all’acqua. Abbiamo bisogno di una migliore comprensione della resilienza idrica e dei sistemi idrici in tutta la loro complessità”, ha concluso la commissaria.
Tra i primi EUWA Champions c’è anche ACEA, primo operatore idrico in Italia e secondo in Europa, secondo i dati pubblicati dalla stessa azienda. “È una giornata storica per il settore idrico e ACEA è orgogliosa di essere tra i Champions della European Water Academy“, ha detto a Bruxelles Enrico Pezzoli, amministratore delegato di ACEA Acqua. “La resilienza dell’acqua non è soltanto una sfida infrastrutturale o tecnologica: è soprattutto una sfida di competenze e di persone“, ha aggiunto, sottolineando la necessità di rendere il settore più “attrattivo per i giovani” e investire nella formazione.
Per Pezzoli, la partecipazione all’Academy permetterà ad ACEA di portare a livello europeo il proprio patrimonio di competenze. “Pensiamo fortemente che la sfida delle infrastrutture nel mondo idrico sia una sfida che parta inizialmente dalla cultura delle persone”, ha spiegato. Si guarda dunque all’innovazione, ha dettagliato il CEO. Innovazione delle “infrastrutture tradizionali”, perché per troppo tempo “il settore dell’acqua è stato messo un po’ da parte a causa del cambiamento climatico e di tutte le sfide che ci aspettano”. Ma innovazione anche delle persone. “Come Acea investiamo da anni nello sviluppo professionale e nella collaborazione con università, business school e istituzioni di ricerca, considerando la formazione una leva strategica della trasformazione” e “vogliamo condividere il nostro patrimonio di conoscenze anche in ambito europeo per contribuire alla nascita di una vera comunità europea dell’acqua e costruire sistemi idrici più resilienti, sostenibili e innovativi”, ha concluso.











