Bruxelles – Sviluppare un’infrastruttura europea dedicata alle materie prime critiche, così che l’UE possa svincolarsi dalle sue dipendenze pericolose con Paesi terzi, e farla in Veneto. Un’ambizione, quella italiana esplicitata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che si fa sempre più concreta. A Bruxelles per il Consiglio Competitività, il ministro ha oggi (24 settembre) “annunciato la candidatura italiana al bando europeo per l’hub di stoccaggio strategico di materie critiche” al vicepresidente esecutivo responsabile per la Strategia industriale, Stéphane Séjourné. Un elemento, questo, che si lega anche all’autonomia e al rafforzamento del tessuto industriale europea. “Dobbiamo difendere capacità produttiva e occupazione, riducendo al tempo stesso le nostre dipendenze strategiche”, ha sottolineato.
L’hub di stoccaggio è un progetto strategico per cui la Regione Veneto e il governo italiano hanno candidato l’area industriale di Porto Marghera (Venezia) – insieme all’Interporto Quadrante Europa di Verona e alla rete logistica del Nord-Est – affinché diventi uno dei primi poli europei per lo stoccaggio e la gestione strategica di materiali essenziali come le terre rare
L’iniziativa era stata annunciata già il 12 giugno 2026, quando Séjourné era stato in Italia per un sopralluogo nell’area portuale veneta. Allora il commissario francese aveva dichiarato che “la candidatura italiana con il progetto pilota” rappresenta “un’iniziativa particolarmente interessante, perché mette infrastrutture e competenze nazionali al servizio dell’intera Europa”. Il ministro aveva ribadito che “Porto Marghera, insieme agli altri siti, rappresenta una piattaforma logistica e industriale naturale, inserita in un ecosistema già attivo nel riciclo, nella trasformazione e nelle nuove filiere tecnologiche“. Ed è “su questa capacità di sistema che l’Italia intende contribuire alla sicurezza degli approvvigionamenti e all’autonomia industriale europea”, aveva aggiunto.
L’Unione europea sta valutando la creazione di hub e siti di stoccaggio strategico per le materie prime critiche in virtù delle iniziative collegate al Critical Raw Materials Act (CRMA), un regolamento comunitario entrato ufficialmente in vigore a maggio 2024. Le norme puntano a garantire all’Europa un approvvigionamento sicuro di materie prime critiche (come litio, cobalto, nichel e terre rare), fondamentali soprattutto per la transizione verde. Attualmente, l’Unione dipende fortemente dalle importazioni da Paesi terzi, in particolare la Cina.











