Bruxelles – L’Unione europea adotta altre sanzioni contro la Russia. Quelle decise oggi (28 settembre) colpiscono 10 individui e 17 entità per il loro coinvolgimento nella deportazione e nel trasferimento forzato di bambini ucraini in Russia, mentre altre 10 persone vengono inserite nella lista nera europea per il ruolo nella repressione dell’opposizione democratica russa.
Il primo pacchetto riguarda persone e organizzazioni accusate di contribuire alla deportazione e al trasferimento forzato di minori ucraini verso la Russia e all’interno dei territori temporaneamente occupati, oltre che alla loro assimilazione forzata attraverso programmi di indottrinamento e di educazione militarizzata.
Tra i soggetti colpiti dalle misure figura Rustam Minnikhanov, presidente della Repubblica del Tatarstan, accusato di aver facilitato il trasferimento illegale di bambini ucraini verso campi situati nella regione. Nella lista entrano inoltre il ministro e i viceministri dell’Istruzione e della Scienza di alcuni territori occupati, il ministro dello Sport e del Turismo dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk e i responsabili di diversi campi e scuole per bambini.
Nel mirino anche strutture che, secondo il Consiglio, hanno contribuito alla riorientazione culturale e all’educazione patriottico-militare dei minori. Tra le 17 entità sanzionate figurano il Comitato per il turismo della città di Mosca, due società russe attive nei servizi ricreativi e turistici per bambini, oltre a campi e centri sportivi in Russia e nei territori occupati.
Nell’elenco compare anche il Songdowon International Children’s Camp, struttura statale nordcoreana coinvolta, secondo l’UE, in programmi organizzati per il trasferimento di bambini ucraini dai territori occupati in coordinamento con la Russia e nella promozione di narrative filorusse. Secondo le stime riportate dal Consiglio, dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina oltre 20.500 bambini ucraini sarebbero stati deportati o trasferiti con la forza.
Il secondo pacchetto riguarda invece dieci persone coinvolte nella repressione dell’opposizione democratica in Russia, con particolare riferimento al partito Yabloko. Tra i sanzionati figurano tre giudici della Corte Suprema russa e un funzionario della Procura generale, coinvolti nella decisione di escludere Yabloko dalle elezioni della Duma del settembre 2026.
La vicenda si inserisce nel quadro delle elezioni parlamentari russe per la Duma: il voto si è svolto in un contesto di forte limitazione dello spazio per l’opposizione, mentre Yabloko, unico partito apertamente contrario alla guerra in Ucraina, è stato fatto fuori dalla competizione sulla lista federale. L’esclusione del partito aveva privato gli elettori russi di “una possibilità, seppur limitata, di esprimere il proprio dissenso rispetto alla guerra in Ucraina”.
Tra i nuovi sanzionati anche il giudice che ha condannato a 11 anni e un mese Lev Shlosberg, esponente di Yabloko, e il procuratore che aveva chiesto la condanna, oltre ai magistrati coinvolti nei procedimenti contro altri dirigenti del partito, tra cui Maxim Kruglov e Nikolai Rybakov.
Con queste nuove misure, la lista UE per le violazioni dei diritti umani in Russia comprende complessivamente 108 individui e 7 entità. Per i soggetti colpiti sono previsti il congelamento dei beni e il divieto per cittadini e imprese europee di mettere a loro disposizione fondi o risorse economiche; per le persone fisiche si aggiunge il divieto di ingresso e transito nell’UE.











