Bruxelles – Stop all’ideologia del governo Meloni e procedere con il sistema ETS, il meccanismo europeo di scambio quote di carbonio. Questo l’appello degli eurodeputati del Partito Democratico che hanno organizzato una audizione al Parlamento europeo di oltre venti realtà del Sistema Italia “per dimostrare nei fatti che “esiste un punto d’incontro tra obiettivi di decarbonizzazione e tutela del tessuto industriale e occupazionale del Paese“.
Il governo italiano, insieme ad altri nove Stati membri, ha chiesto a gran voce una revisione “pragmatica ed equa” sul sistema di scambio emissioni, allo stesso tempo “chiara e realistica”. E la revisione è arrivata a metà luglio. Il nuovo testo introduce una maggiore flessibilità degli obiettivi climatici per il 2040: il tetto alle emissioni sarà ridotto in modo più graduale, con un fattore di riduzione lineare del 3,7 per cento tra il 2031 e il 2035 e dell’1,7 per cento tra il 2036 e il 2040.
Il sistema ETS sta già portando “risultati concreti”, hanno proseguito gli eurodeputati. “La riforma della Market Stability Reserve, uno strumento indispensabile per contenere i prezzi delle quote nei momenti di picco e gestire le fasi di crisi, approvata con un primo voto dal Parlamento a settembre e su cui ora serve un accordo rapido. In parallelo, lavoriamo per tutelare i settori hard-to-abate – come l’intervento che stiamo portando avanti sulla ceramica – per salvaguardare la competitività di comparti chiave per l’economia nazionale.”
Ma non solo: “Un esempio tangibile è l’impegno sul dossier CBAM, il dazio europeo sul carbone”. Dopo aver ascoltato le istanze del mondo produttivo italiano, gli eurodeputati hanno dichiarato di aver “sostenuto l’estensione del sistema a nuove categorie di prodotti lavorati per tutelare le nostre imprese dalla concorrenza sleale dei Paesi terzi. Questi sono fatti chiari e indicano il metodo di lavoro che il Partito Democratico continuerà a seguire nella partita strategica sulla revisione dell’ETS”, concludono gli eurodeputati PD.










