Bruxelles – La disoccupazione resta stabile nell’UE, ma in un anno i cittadini senza lavoro aumentano di quasi 350mila unità. Ad agosto il tasso di disoccupazione nell’Unione europea si è attestato al 6,1 per cento, invariato rispetto a luglio ma in aumento rispetto al 6 per cento di agosto 2025. Nell’area euro il dato è rimasto al 6,4 per cento, contro il 6,3 per cento di un anno fa, secondo gli ultimi dati pubblicati da Eurostat.
In termini assoluti, ad agosto erano 13,6 milioni le persone senza lavoro nell’UE, 348mila in più rispetto allo stesso mese del 2025. Nell’area euro i disoccupati erano 11,36 milioni, con un aumento di 267mila unità in un anno. Rispetto a luglio, invece, l’incremento è stato contenuto: 12mila persone in più nell’UE e 26mila nell’area euro. A pesare è la situazione dei più giovani. Nell’UE il tasso di disoccupazione tra gli under 25 è salito al 15,4 per cento, dal 15,3 per cento di luglio, per un totale di quasi 3 milioni di giovani senza lavoro. Nell’area euro il dato è invece sceso lievemente, dal 15,1 per cento al 15 per cento. Rispetto ad agosto 2025, tuttavia, i giovani disoccupati sono aumentati di 19mila unità nell’UE e di 38mila nell’area euro.
Il quadro cambia sensibilmente da Paese a Paese. In Italia il tasso di disoccupazione è cresciuto al 6,2 per cento ad agosto, dal 6 per cento di luglio e dal 5,7 per cento di agosto 2025, per un totale di circa 1,59 milioni di persone senza lavoro. Ancora più marcato il dato tra i giovani: il tasso è passato dal 19,7 per cento di luglio al 20,3 per cento, con circa 253mila under 25 disoccupati.
Il mercato del lavoro europeo, però, non racconta soltanto di persone che escono dall’occupazione. Nel 2024 nell’UE sono state create 3,5 milioni di nuove imprese, a fronte di 3,1 milioni di cessazioni, con un tasso di nascita delle imprese del 10,4 per cento. In 19 dei 27 Stati membri sono emerse più aziende di quante ne siano state chiuse. E una parte di queste realtà cresce rapidamente: 180.200 imprese europee sono state classificate da Eurostat come “high-growth”, dando lavoro complessivamente a 14,1 milioni di persone. Un altro pezzo della fotografia di un mercato del lavoro che, accanto alle difficoltà, continua a trasformarsi e a generare nuove attività.




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