Bruxelles – “È finito il tempo delle parole, dei ‘deploriamo’ e dei ‘condanniamo ma in questa fase preferiamo il dialogo'”, dichiara l’eurodeputata Cecilia Strada (PD / S&D) dopo l’annuncio delle nuove sanzioni USA contro la Corte Penale Internazionale. “Se la Commissione europea vede davvero la gravità dell’attacco sconsiderato che è in corso sulla CPI, deve attivare immediatamente il regolamento di blocco – e tutti gli altri mezzi a sua disposizione – per proteggere la Corte e chi collabora con lei come, insieme ad altre deputate e deputati, stiamo chiedendo da quasi due anni. Finora le sanzioni erano contro singoli giudici e procuratori, e hanno reso la loro vita impossibile, ma ora questa designazione – se non li fermiamo – porterà alla chiusura della Corte”, aggiunge.
“Difficile non vedere in questa mossa USA una ritorsione per il Nobel per la Pace conferito a chi ha denunciato il genocidio a Gaza”, prosegue l’eurodeputata. “Proteggere la CPI è un dovere e la Commissione doveva agire tempo fa. Agisca ora, senza perdere altro tempo”, conclude. All’appello di Strada si uniscono i colleghi Annalisa Corrado e Alessandro Zan, eurodeputati PD. “È in gioco l’indipendenza della giustizia internazionale. Se lasciamo che gli Stati Uniti mettano ginocchio la Corte penale internazionale con le sanzioni, svuotiamo di significato il diritto internazionale. L’Europa non può accettarlo: deve passare ai fatti e difendere concretamente la Cpi”, sottolineano.










