- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 17 Ottobre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica Estera » Brexit, Londra dovrà trovar lavoro a 2.000 funzionari europei

    Brexit, Londra dovrà trovar lavoro a 2.000 funzionari europei

    Nelle istituzioni Ue i funzionari britannici saranno progressivamente emarginati e demotivati, ma Londra non potrà abbandonare i suoi "civil servant"

    Ezio Baldari</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@eziobaldari" target="_blank">@eziobaldari</a> di Ezio Baldari @eziobaldari
    11 Dicembre 2015
    in Politica Estera
    brexit, funzionari, ue

    Aggiornato al 24 giugno 2016

    Bruxelles – Tra i circa 2.000 britannici che lavorano nelle istituzioni europee alcuni forse perderanno il posto di lavoro, ma di centro tanti il loro ruolo molto ridimensionato a Bruxelles visto che il Regno Unito lascerà l’Unione Europea. E’ uno degli “effetti collaterali” della Brexit decisa con il referendum indetto dal governo di David Cameron.

    Nelle istituzioni europee da anni le “quote” nazionali sono state abolite, chi ci entra ora come dipendente è semplicemente un cittadino dell’Unione che ha vinto un concorso pubblico. Dunque con il progressivo esaurimento, per pensionamento, dei lavoratori che erano stati assunti con criteri sempre selettivi ma in base a “riserve nazionali”, sono saltate tutte le quote, vinca il migliore. Basta che  sia cittadino dell’Unione, “occorre essere cittadini di un paese dell’Ue”, spiega la Commissione europea nel suo sito, (a parte rarissimi casi di personale di staff dei commissari, chi scrive ne conosce solo uno, e rare aperture per funzionari di nuovi Paesi che hanno terminato il processo di adesione). Però si tratta in realtà di una prescrizione che vale solo per essere ammessi al concorso, dopo il posto di lavoro si mantiene anche se si perde la nazionalità comunitaria. Nessuno dunque perderà lo stipendio, ma di certo le possibilità di mantenere posizioni elevate e di fare carriera si riducono al lumicino. E di certo non ci saranno nuove entrate. Sarà una sorta di ‘ruolo ad esaurimento’. Non è mai successo prima, ci saranno dei tempi non brevissimi per tutti, ma non si potrà evitare di ricollocare i sudditi della regina Elisabetta negli uffici di Bruxelles, Lussemburgo, Strasburgo e tutte le altre città in Europa e nel Mondo dove ci sono istituzioni dell’Unione europea.

    Più rapida sarà la partenza degli assistenti degli eurodeputati britannici (che non sono tutti sudditi dell regina Elisabetta II) poiché alle prossime elezioni, nel 2019, la Gran Bretagna non avrà più i suoi rappresentanti in Parlamento europeo.

    Ci saranno grandi vantaggi, presumibilmente, per gli aspiranti interpreti irlandesi, dato che ne servono molti di madre lingua inglese, e non essendoci più britannici in questo servizio (per altro già in preoccupante calo da anni) Dublino avrà la possibilità di inviare numerosi suoi cittadini a Bruxelles.

    Londra dunque perderà progressivamente ogni influenza nel lavoro interno dell’Unione, mentre negli ultimi anni governo e Parlamento hanno fatto numerosi sforzi per aumentare invece il suo peso, che può essere determinante nel lavoro burocratico e politico che si svolge a Bruxelles. “I cittadini britannici dipendenti dell’Unione europea sono una delle potenziali fonti di influenza britannica nell’Unione” affermava un documento del 2013 elaborato da un comitato speciale della Camera di Comuni, che riprendeva un’affermazione del governo Cameron. Il comitato lavorava sul fatto che nel corso degli anni i britannici sono diventati sempre meno presenti negli uffici dell’Unione europea. I pensionamenti dei vecchi dipendenti non sono stati compensati dalle nuove entrate. Oltremanica non si ama tanto l’idea di vivere “in Europa”, come molti definiscono ‘il continente’, quasi fosse cosa estranea al Regno Unito. E poi molti giovani brillanti preferiscono i migliori salari offerti in patria o in altri Paesi. “E’ un problema serio”, affermava il comitato parlamentare, che chiedeva al governo “di lanciare uno sforzo per aumentare la presenza britannica nello staff delle istituzioni Ue”.

    In relazione alla popolazione (12% del totale Ue) il Regno è “significativamente sotto rappresentato”, tra i funzionari dell’Unione, dicono i parlamentari. Negli ultimi anni il crollo delle presenze (generalizzato in tutti gli uffici, un po’ meno al Consiglio) è stato del 24%, ed ora è ad un misero 4,6% del totale, mentre la Francia, con una popolazione simile per numeri, è al 9,7%.

    Nelle maggiori istituzioni dell’Unione i numeri sono questi (più o meno, il dato è variabile di giorno in giorno), per i dipendenti britannici: Commissione 1.126 (4,6%), Servizio di azione esterna 150 (4,5%), Parlamento europeo 301 (4,4%), Consiglio europeo 88 (3,2%). Totale 1.633. Ai quali vanno aggiunto i dipendenti di altre istituzioni, come il Comitato delle Regioni o il Comitato economico e sociale, più altre posizioni. Possiamo dire che si tratta di almeno 2.000 persone, con famiglie e un certo indotto che si perderà inevitabilmente. Londra perderà anche la decina di ambasciatori dell’Unione nelle 141 Rappresentanze di Bruxelles in giro per il Mondo.

    2.000 persone, dipendenti pubblici anche se non certo del Governo britannico, ai quali Londra non potrà dire solo “arrivederci e grazie”. Chissà come la prenderà l’Ukip di Nigel Farage.

    Tags: brexitbritannicicameroncommissione europeafunzionariparlamento europeoreferendumue

    Ti potrebbe piacere anche

    Da sinistra: il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa; il presidente dell'Ucraina, Volodymir Zelensky: la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen [Bruxelles, 18 giugno 2024. Foto: European Council]
    Politica Estera

    Kiev chiede e l’UE risponde: pronti a lavorare sui bisogni finanziari aggiuntivi

    16 Ottobre 2026
    [foto: Saverio De Giglio/imagoeconomica]
    Politica

    Crollano gli arrivi di migranti, ma l’UE non abbassa la guardia. E la Danimarca attacca la Spagna

    16 Ottobre 2026
    Il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, e la commissaria europea per l'Allargamento, Marta Kos
    Le Brevi

    Elezioni in Serbia, sette eurodeputati osservatori al voto del 25 ottobre

    16 Ottobre 2026
    [foto: European Council]
    Industria e Mercati

    Misure comuni contro il caro-energia, ‘spallata’ al Green Deal, legislazione veloce: la ricetta dei leader UE per la competitività

    16 Ottobre 2026
    [foto: Emilian Robert Vicol/Wikimedia Commons]
    Politica

    Bilancio 2028-2034, leader UE d’accordo a trovare l’intesa per dicembre. La chiave sono le risorse proprie

    16 Ottobre 2026
    Riunione del Consiglio europeo del 15 ottobre 2026. Crediti: Consiglio europeo
    Economia

    I Ventisette in stallo sull’ETS, contro il caro-energia solo aiuti di Stato

    15 Ottobre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Commercio, von der Leyen, DiversifyEU, Antònio Costa, Consiglio europeo

    Von der Leyen: “Basta dipendenze da un unico fornitore”. A dicembre il piano DiversifyEU

    di Annachiara Magenta annacmag
    16 Ottobre 2026

    Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha annunciato una nuova riunione informale dei leader il 4 febbraio 2027 ad...

    Da sinistra: il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa; il presidente dell'Ucraina, Volodymir Zelensky: la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen [Bruxelles, 18 giugno 2024. Foto: European Council]

    Kiev chiede e l’UE risponde: pronti a lavorare sui bisogni finanziari aggiuntivi

    di Giulia Torbidoni
    16 Ottobre 2026

    La presidente dell'esecutivo europeo von der Leyen: "Il nostro sostegno conta più che mai, mentre la Russia mette alla prova...

    [foto: Saverio De Giglio/imagoeconomica]

    Crollano gli arrivi di migranti, ma l’UE non abbassa la guardia. E la Danimarca attacca la Spagna

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Ottobre 2026

    Soddisfatta la premier Meloni per "l'annuncio da parte della Commissione europea di nuove misure" e sui fatti di Ceuta spiega...

    Caro bollette [foto: Marco Cremonesi/imagoeconomica]

    DL Bollette, Meloni: intesa con Bruxelles sulle misure contro il caro energia

    di Redazione eunewsit
    16 Ottobre 2026

    "Ci permetterà di intervenire per abbassare i costi"

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione