La giustizia belga è quel che è: lenta, oscura, violenta, e forse neanche il nuovo codice di procedura penale potrà risollevarla, almeno non nei prossimi anni.
La giustizia dell’Unione europea invece è populista, crudele, smemorata, senza dignità. Il Parlamento europeo, per precisa richiesta della sua presidente Roberta Metsola, decise di non avere alcun rispetto dei suoi membri, di ignorare il diritto degli elettori a vedere protetto il loro deputato da incursioni di altri poteri, e con grande leggerezza permise, con un voto d’Aula, l’arresto di parlamentari colpiti da vaghe accuse della magistratura belga. Dimise una vice presidente prima ancora che una qualsiasi accusa fosse formulata nei suoi confronti. Ipocritamente proibì ai lobbisti di alcune aziende di entrare nei suoi palazzi, come se questi non fossero circondati di bar, hotel, club privati dove avveniva ed avviene di tutto, sotto gli occhi di tutti.
E continuano, le istituzioni europee, a mostrate il più grande disinteresse verso il destino delle sue donne e dei suoi uomini travolti dalla giustizia belga, di cui sopra. Stiamo parlando di grandi servitori dell’Unione, di persone che per decenni hanno avuto una specchiata carriera e che, improvvisamente, vengono accusati vagamente di reati all’apparenza risibili: un biglietto per lo stadio a vedere partite di squadre belghe (quanto varrà, 70 euro in tribuna?) o di aver detto ad un collega che sarebbe una buona idea approfondire una possibilità di collaborazione tra istituzioni legate alla Commissione europea.
Commissione e Parlamento, forse troppo impegnati a salvare il mondo, collezionando successi ma anche vergognosi e memorabili fiaschi, hanno dimenticato i loro lavoratori, che fossero Direttori generali, Rettori, Vice Presidenti o semplici parlamentari. Non si sente una voce che una che chieda conto all’infelice giustizia belga dello stato delle cose, di cosa sta succedendo alla proprie persone, di che colpe sono accusate, di quando saranno processate.
La giustizia belga è un neo (grosso, sgradevole) nel sistema della giustizia europea, ma le Istituzioni dell’UE sembrano essersi perfettamente adeguate: nulla si chiede, nulla si commenta, e al diavolo i diritti dei loro propri cittadini. I quali, sempre più, se ne rendono conto.
Dunque sì, oggi non è nessun anniversario in particolare, ma ogni giorno è l’anniversario della democrazia, e dunque spero, voglio ancora sperare, che qualcuno si ricordi di queste persone, di questi cittadini, di questi rappresentanti della società, che sono stati cancellati dalla vita politica e amministrativa, nel disinteresse dei loro uffici.
Riporto qui, per chi ne avesse voglia, il link ad un articolo che pubblicammo quasi un anno fa, e che si intitolava: “Scandalo del Collegio d’Europa: speriamo che (almeno) questa inchiesta arrivi in fondo. E non serva solo a gettar fango”. Lettera morta.













