dall’inviata a Strasburgo – Dalla tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche alla flessibilità sui vincoli di bilancio, fino alla sicurezza e alla condanna delle violenze di piazza. Gli eurodeputati italiani si dividono sulle risposte da dare alle proteste contro il caro carburanti e il costo della vita, che stanno coinvolgendo soprattutto il Mezzogiorno, con agricoltori e autotrasportatori alle prese con costi sempre più difficili da sostenere. Mentre Movimento 5 Stelle, Partito democratico e Alleanza Verdi e Sinistra chiedono di redistribuire i profitti energetici e rafforzare gli aiuti, Forza Italia punta sui margini di spesa degli Stati e Fratelli d’Italia insiste sull’ordine pubblico. A Strasburgo – dove si trovano tutti i deputati europei per la plenaria del Parlamento -, il confronto sulle ragioni economiche della mobilitazione si intreccia con quello sulla gestione delle proteste.
“Il governo Meloni in questo momento non sta dando nessuna risposta. Anzi, si sta girando dall’altra parte”, attacca l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Valentina Palmisano, “che denuncia che le persone “sono strozzate dal caro vita, dal caro carburante” e “non riescono più a fare fronte a quelle che sono le esigenze della vita quotidiana”. La richiesta è “tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere ed energetiche” e redistribuirli alle famiglie in difficoltà. Incalza sul punto il collega di delegazione, Pasquale Tridico, che propone un credito d’imposta europeo sul gasolio per agricoltori e autotrasportatori, finanziato attraverso il prelievo sugli extraprofitti. “Negli ultimi cinque mesi la spesa aggiuntiva di gasolio è cresciuta del 30 per cento a parità di litri effettuati”, spiega, chiedendo di coprire almeno il 30 per cento della spesa per il carburante.
Anche Alleanza Verdi e Sinistra italiana (AVS) punta sulla tassazione degli extraprofitti. “Mezza Italia è ferma. Sì, tutto il sud autotrasportatori in sciopero, agricoltori, fornai: tutti in sciopero. I prezzi sono alle stelle, il gasolio e oltre 2,30 euro, anche se ENI fa profitti stellari, e gli scaffali sono completamente vuoti”, descrive in aula l’eurodeputata Benedetta Scuderi (Verdi). “Qualcuno fa profitto e quel qualcuno in Italia è ENI e quei profitti non vengono tassati per essere redistribuiti”, afferma ancora a Eunews Scuderi. “Gli aiuti che si danno sono orizzontali e non sono mirati e non stiamo veramente cercando di supportare chi ha più bisogno della nostra popolazione”, osserva. “I nostri miliardi devono essere spesi per la sicurezza sì, ma la sicurezza del nostro popolo”, con un bilancio europeo più orientato al sociale e meno concentrato sul riarmo.
Ed è sulla sicurezza che si è acceso il confronto e scontro tra maggioranza e opposizione, con l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Paolo Inselvini che incalza Scuderi. “Da che parte sta? Da quella delle forze dell’ordine oppure da quella di chi, a volto coperto, devasta le nostre città?”, chiede l’eurodeputato accusando Scuderi – che nel suo intervento aveva sollevato il caso dei lacrimogeni sparati ad altezza uomo – di aver ha “condannato la violenza dei manifestanti”, ma di aver “immediatamente spostato l’attenzione su presunti eccessi delle forze dell’ordine”.
Si concentra sul tema delle manifestazioni e delle loro ragioni l’eurodeputato di Forza Italia, Marco Falcone, secondo cui si deve “consentire che gli Stati stessi possano mettere in campo delle misure idonee per abbassare il caro vita”. Per questo, chiede un “alleggerimento dei vincoli di bilancio” per sostenere famiglie e imprese. Il momento di disagio, ricorda il deputato popolare Falcone, non è limitato all’Italia, ma “è dilagante” e colpisce tutta l’Europa.
Infine, il Partito Democratico che giudica assente il governo e denuncia l’assenza di risposte da parte dell’esecutivo targato Giorgia Meloni. “Il governo parla solo di sicurezza e non mette in campo un solo provvedimento concreto per chi non riesce più a lavorare a causa del caro carburanti”, dichiara il capodelegazione dem Nicola Zingaretti. E sul bilancio UE ammonisce: “Non si può chiedere all’Europa di intervenire e, contemporaneamente, i governi europei gli tolgono le risorse per farlo”.

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