dall’inviata a Strasburgo – Le preghiere dei dodici Paesi europei che chiedevano una maggior presenza nell’Artico sono state ascoltate. I mutamenti climatici e le crescenti rivalità geopolitiche nella regione hanno portato l’esecutivo europeo e l’Alta Rappresentante per la Politica estera UE e di Sicurezza, Kaja Kallas, ad adottare oggi (20 ottobre) in sede di collegio dei commissari la nuova strategia dell’Unione per l’Artico. Obiettivo: proteggere una regione ormai “non più immune alle tensioni geopolitiche mondiali”, come ha sottolineato l’Alta rappresentante in conferenza stampa a Strasburgo. “L’Artico è un luogo in cui le placche tettoniche della geopolitica si scontrano; non si tratta di una frontiera lontana, che riguarda altri: è parte dell’Unione europea”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Per la presidente dell’esecutivo UE si tratta di una regione “vicina, interconnessa e di importanza cruciale per il futuro” dell’UE anche perché “il fatto che la Russia stia ricostruendo la propria presenza militare nell’Artico, attuando strategie ibride contro i Paesi vicini e rimodellando la sicurezza della regione, ha ripercussioni sull’intera Unione europea”.
Nell’Artico “l’elenco delle sfide è lungo”, ha dichiarato Kallas. In una regione che si sta riscaldando quasi quattro volte più velocemente della media globale, il testo adottato definisce un nuovo quadro di cooperazione basato su quattro priorità strategiche: rafforzamento della sicurezza, risposta al cambiamento climatico, prosperità economica e opportunità per le comunità locali. Con oltre 500mila cittadini UE residenti nella regione e tre Stati membri artici (Danimarca, Finlandia e Svezia), l’Europa ribadisce la rilevanza del Grande Nord. Ma “non stiamo tracciando confini su una mappa, né avanzando pretese geografiche o territoriali specifiche”, scandisce un funzionario europeo. “Si tratta piuttosto di definire uno spazio condiviso più ampio, in cui riscontriamo una convergenza di interessi con altri partner, con i quali intendiamo collaborare”, aggiunge.
Come evidenziato dall’Alta Rappresentante Kaja Kallas, di fronte al crescente attivismo di Russia e Cina, “la sicurezza dell’Artico è la sicurezza europea“. Queste sono quelle che Kallas definisce le sfide che “spiccano”. Da una parte, la Russia che “sta espandendo la sua presenza militare nell’estremo nord, ha ripristinato le basi sovietiche e sta testando nuove armi nella regione”. Dall’altra, le attività cinesi “necessitano di un attento esame”. Tutto questo accade perché “il ritiro dei ghiacci sta aprendo l’accesso alle risorse e alle rotte marittime e sta intensificando la competizione per il loro controllo”. Questo contesto “rende la sicurezza artica e la sicurezza europea un aspetto fondamentale per definire i nostri interessi”, ha spiegato l’Alta rappresentante. “Prevediamo di intensificare gli investimenti in infrastrutture di sorveglianza, mobilità e capacità militari”, ha descritto.
Sul piano della resilienza e della difesa, l’UE lavorerà in complementarità con la NATO per aumentare la capacità europea di rompighiaccio e proteggere le infrastrutture critiche. Tra le novità operative spiccano l’istituzione di un Maritime Security Hub (nuovo polo per la sicurezza marittima) e di un Arctic Cable Hub (polo dedicato ai cavi sottomarini), concepiti per monitorare la rete dei cavi sottomarini, contrastare la pesca illegale, tracciare le imbarcazioni della cosiddetta “flotta ombra”, individuare attività di pesca illegale e fenomeni di inquinamento, migliorare il coordinamento delle operazioni di ricerca e soccorso, anche tramite investimenti in tecnologie smart per individuare potenziali minacce alle infrastrutture critiche.
Per fronteggiare l’emergenza ambientale, l’Unione rinnova l’impegno a mantenere petrolio, carbone e gas nel sottosuolo. mantenendo la posizione già espressa nella precedente Comunicazione del 2021 di non aumentare l’estrazione di risorse minerarie e fossili dall’Artico. “Non effettueremo trivellazioni nell’Artico e non acquisteremo idrocarburi provenienti da tale regione. Tale posizione continua a basarsi su motivazioni climatiche e ambientali, che restano immutate”, ribadisce un alto funzionario UE. Anche perché per lanciare l’attività estrattiva servirebbe un decennio almeno, e “in questo arco temporale, non avremo bisogno di tali risorse, e certamente non di quelle provenienti dall’Artico”. Vengono inoltre lanciate nuove piattaforme scientifiche e di monitoraggio oceanico, tra cui l’iniziativa OceanEye e il nuovo EU Polar Research Hub, destinati a rafforzare il legame tra ricerca scientifica e decisioni politiche. Mentre sotto il profilo economico e infrastrutturale, la strategia punta su energia rinnovabile, materie prime critiche e il rafforzamento dei collegamenti a duplice uso, compresa la mobilità militare, accelerando progetti chiave come la Rail Nordica, la copertura satellitare IRIS² per stabilire connessioni sicure e il cavo sottomarino Pan-Arctic Cable che sarà “un segmento di un’infrastruttura che collegherà Europa, Groenlandia e Canada, per poi proseguire verso il Giappone” e “per questo progetto sono già in corso studi di fattibilità”, chiarisce un alto funzionario europeo. Sul fronte energetico, invece, l’UE sta esaminando il progetto della linea elettrica Aurora, che collegherebbe le reti elettriche di Finlandia e Svezia, pensando a come sfruttare il potenziale di energia idroelettrica, geotermica, eolica e idrogeno rinnovabile della regione.
Infine, il tema dei giovani e delle popolazioni indigene. Oltre al sostegno allo sviluppo regionale – fornito da più di 1 miliardo di euro di fondi di coesione (2021-2027) -, vengono potenziati gli scambi Erasmus+, istituito un Youth Sounding Board in Groenlandia e avviate azioni specifiche contro la manipolazione informativa e la disinformazione straniera.
Il nuovo documento aggiorna il quadro d’azione stabilito nel 2021 per rispondere alle profonde trasformazioni geopolitiche e ambientali degli ultimi anni. Ma, ha chiarito Kallas, “dalla nostra precedente strategia per l’Artico del 2021, ci troviamo ad affrontare un contesto di sicurezza molto più difficile”. L’obiettivo dell’UE è consolidare la cooperazione con i partner della regione – in particolare Norvegia, Islanda, Regno Unito, Canada e Stati Uniti – e con enti locali come l’Arctic Mayors’ Forum. Come ricordato dal commissario per i Partenariati internazionali Jozef Síkela, l’Artico rappresenta il “vicinato settentrionale” dell’Europa, la cui stabilità incide direttamente sulla sicurezza del continente.








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