Roma – Consolidare il primato di Civitavecchia, dare un ruolo preciso a Fiumicino e Gaeta e far crescere il contributo dei porti all’economia del territorio. Sono le linee illustrate da Raffaele Latrofa, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale (AdSP) all’Italian Cruise Day 2026, il forum dell’industria crocieristica organizzato a Livorno da Risposte Turismo. Lo comunica una nota dell’ente. Latrofa è intervenuto nel panel “Investire nella crocieristica”, dedicato a chi sta puntando sul settore e alle risorse per sostenerne lo sviluppo.
Civitavecchia è da oltre venticinque anni il primo porto crocieristico italiano, tra i principali scali europei insieme a Barcellona e stabilmente tra i primi dieci al mondo. Un primato che quest’anno dovrebbe salire di livello: “Ci apprestiamo a raggiungere un nuovo record assoluto, avvicinandoci alla soglia dei quattro milioni di crocieristi, dopo aver superato appena due anni fa i tre milioni”, ha detto il presidente. Il peso del comparto, ha aggiunto, orienta una programmazione che punta a “valorizzare le diverse vocazioni dei tre porti del network”.
Per reggere la crescita è previsto un programma di opere calibrato sui singoli scali. A Civitavecchia sono in cantiere l’ulteriore prolungamento dell’antemurale, il completamento dell’apertura a sud, il collegamento con i terminal crocieristici e l’elettrificazione delle banchine, mentre proseguono le iniziative per potenziare i collegamenti ferroviari anche in vista del rilancio del traffico merci. A Fiumicino si lavora al nuovo porto commerciale pubblico, a partire dal primo stralcio dedicato alla darsena dei pescherecci, e sono già avviate le interlocuzioni su possibili partenariati pubblico-privati (PPP), anche per le crociere. A Gaeta la scommessa è sulle navi boutique, con infrastrutture e servizi dedicati.
La leadership, ha spiegato Latrofa, non si misura solo sui volumi, ma su affidabilità, efficienza e qualità dei servizi: dare certezze alle compagnie, rispettare i cronoprogrammi, migliorare accoglienza e mobilità tenendo conto dei residenti. In questa direzione l’AdSP istituirà un Ufficio “Best Practice” per sviluppare modelli operativi e amministrativi di qualità. “Civitavecchia è stato il primo porto al mondo a ripartire dopo il Covid con protocolli sanitari che sono diventati un riferimento internazionale”, ha ricordato.
Capitolo ricadute economiche. “Alla domanda su quanto lascino realmente le crociere in città, rispondiamo con i fatti”, ha affermato il presidente, citando lo studio di Oxford Economics per CLIA: un impatto complessivo sul Lazio di circa un miliardo e mezzo di euro, un contributo di 714 milioni al PIL regionale, quasi undicimila posti di lavoro sostenuti e 322 milioni di euro di salari. Un valore che coinvolge servizi portuali, forniture, manutenzioni, trasporti, accoglienza, ristorazione e commercio.
“Ogni nave che attracca genera lavoro e attiva una filiera economica ampia”, ha concluso Latrofa, auspicando che la collaborazione con Regione, Comuni e imprese si traduca in collegamenti efficienti e proposte turistiche integrate, per far cogliere appieno le opportunità del settore a Civitavecchia, alla Tuscia e a tutto il Lazio.
*Articolo pubblicato in collaborazione con Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale.








