Bruxelles – Di fronte a disastri naturali ed emergenze sempre più complesse, i cittadini europei chiedono un’Unione più preparata e capace di intervenire in maniera coordinata. È quanto emerge dall’ultimo Eurobarometro speciale sulla protezione civile dell’UE, pubblicato oggi (30 ottobre) dalla Commissione europea: nove europei su dieci ritengono importante che l’Unione coordini la risposta alle catastrofi, sia al proprio interno sia nei Paesi terzi, mentre il 94 per cento è convinto che gli Stati membri debbano sostenersi reciprocamente quando un’emergenza supera le capacità di risposta di un singolo Paese.
La richiesta di una maggiore cooperazione è ancora più esplicita guardando alle prospettive future: il 91 per cento degli intervistati vuole rafforzare ulteriormente l’azione coordinata dell’UE per affrontare più efficacemente disastri e crisi, e altrettanti ritengono che l’Europa debba fornire assistenza anche ai Paesi fuori dall’Unione colpiti da gravi emergenze.
I risultati arrivano dopo un’estate che ha nuovamente messo sotto pressione i sistemi nazionali di protezione civile. Gli incendi boschivi hanno interessato diverse aree del continente, dalla penisola iberica ai Balcani, raggiungendo anche territori meno abituati a questo tipo di fenomeni. Secondo i dati del Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione, al 7 ottobre 2026 erano stati bruciati nell’UE oltre 692mila ettari, quasi il doppio della media degli ultimi vent’anni. Durante la stagione estiva, il Meccanismo europeo di protezione civile è stato attivato per sostenere diversi Paesi colpiti dagli incendi, mobilitando squadre di vigili del fuoco, aerei ed elicotteri provenienti da altri Stati.
“I cittadini ci stanno mandando un messaggio chiaro: vogliono un approccio europeo più forte e coordinato alla preparazione e alla risposta alle catastrofi”, ha commentato Hadja Lahbib, commissaria europea per l’Uguaglianza, la preparazione e la gestione delle crisi. “La solidarietà rimane una delle più grandi forze dell’Europa. Quando scoppiano le crisi, i cittadini si aspettano che l’Europa agisca insieme”.
Proprio la preparazione alle emergenze sarà al centro del nono Forum europeo della protezione civile, in programma a Bruxelles il 3 e 4 novembre, che sarà aperto dalla stessa Lahbib. L’edizione di quest’anno riunirà oltre 1.900 partecipanti di circa 80 nazionalità, tra rappresentanti istituzionali, soccorritori, esperti e organizzazioni internazionali.
L’appuntamento coinciderà inoltre con il venticinquesimo anniversario del Meccanismo europeo di protezione civile, lo strumento che permette ai Paesi colpiti da calamità di richiedere assistenza agli altri Stati partecipanti. Dal 2001 è stato attivato oltre 900 volte, coinvolgendo 160 Paesi, per coordinare interventi di soccorso e aiuti nelle emergenze. “Nessun Paese dovrebbe affrontare da solo queste situazioni”, ha sottolineato Lahbib, ricordando come il Meccanismo abbia trasformato la solidarietà europea in interventi concreti, dai vigili del fuoco alle squadre di soccorso.











