Bruxelles – In base ai dati del Consiglio dell’Unione europea, nel 2025 l’Unione europea ha erogato 32,3 miliardi di euro in finanziamenti per il clima provenienti da fondi pubblici e 9,3 miliardi da capitali privati, con l’obiettivo di sostenere i Paesi in via di sviluppo nella riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra e nell’adattamento agli impatti del cambiamento climatico. Secondo i dati pubblicati dalla Commissione europea, il 48 per cento dei finanziamenti pubblici destinati ai Paesi in via di sviluppo in materia di clima è stato destinato all’adattamento ai cambiamenti climatici o ad azioni trasversali, che comprendono iniziative di mitigazione. I finanziamenti sotto forma di sovvenzioni hanno rappresentano una quota significativa, il 41 per cento, del contributo pubblico dell’UE e degli Stati membri.
Nel dettaglio, i 32,3 miliardi includono 4,3 miliardi di euro provenienti dal bilancio UE, compreso il Fondo europeo di sviluppo, e 2,7 miliardi di euro dalla Banca europea per gli investimenti. La cifra di 9,3 miliardi di euro si riferisce al sostegno finanziario privato mobilitato attraverso interventi pubblici, come ad esempio garanzie, prestiti sindacali, investimenti diretti in imprese, linee di credito e molto altro. Il Consiglio ha reso noti i numeri in vista della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP31) che si terrà dal 9 al 20 novembre ad Antalya, in Turchia. Più in generale, tale impegno risponde a un approccio lungimirante sancito nel 2024 dalle parti dell’Accordo di Parigi, il principale quadro d’azione adottato da 196 Parti il 12 dicembre 2015 per contrastare la crisi climatica.












