- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 26 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Siria: la geopolitica del petrolio

    Siria: la geopolitica del petrolio

    [di Alberto Negri] Dietro la crisi siriana c’è tutta la miseria della geopolitica del petrolio, ossia quel groviglio di interessi intercorrenti tra paesi occidentali, petromonarchie del golfo persico e gruppi jihadisti.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    18 Dicembre 2015
    in Non categorizzato

    di Alberto Negri 

    La geopolitica dell’oro nero è paradossale: ora sono in guerra potenze piene di petrolio che si vende in saldo sui mercati. Tutti i protagonisti principali del conflitto del “Siraq” sono grandi produttori. L’Iran, capofila del fronte sciita, l’Arabia Saudita, guida dei sunniti, gli Stati Uniti e la Russia. Teheran è alleata di Mosca – una repubblica islamica insieme alla superpotenza cristiano-ortodossa – gli Stati Uniti, simbolo delle libertà occidentali, sono da oltre settant’anni i grandi protettori delle monarchie del Golfo, stati ultra-conservatori e nel caso dei sauditi l’emblema di una versione dell’islam ancora più retrograda di quella sciita iraniana.

    Di questi paesi solo gli Stati Uniti sono una democrazia, gli altri sono governati da forme più o meno spinte di autoritarismo. Le petromonarchie, poi, sono proprietà di una famiglia, dinastie assolutiste dove non si svolgono elezioni e che appaiono persino più anacronistiche del Califfato di Al Baghdadi.

    Sono però clienti delle maggiori industrie belliche americane ed europee, azionisti delle nostre imprese e grandi investitori finanziari. Gli introiti del loro petrolio in parte tornano indietro perché sono clienti di primordine. E legati a doppio filo. Alcune di queste pseudo-nazioni sono nate dopo che i loro fondi di investimento furono insediati a Londra negli anni Cinquanta: «prima dateci i soldi e poi avrete anche uno Stato» era la regola dei britannici.

    Gli Stati Uniti e gli europei hanno accettato per decenni che fossero parte integrante del sistema. Ci guadagnavamo, eccome. Abbiamo persino fomentato le loro guerre per rimpinguare i fatturati. Basti pensare al conflitto del Golfo dell’80 quando Saddam attaccò l’Iran con il sostegno delle monarchie del Golfo: stringevamo le mani a Saddam pur di vendere aerei che neppure decollavano. Alla fine il raìs iracheno, indebitato fino al collo e con il prezzo del petrolio ai minimi, pensò di saccheggiare il Kuwait degli Al Sabah. Fu una manna: nella guerra che seguì gli americani guidarono una coalizione universale contro il raìs (c’era anche Hafez al-Assad) e con perdite minime piazzarono armi e Patriot a tutto il Medio Oriente.

    Era una joint venture che funzionava. In Afghanistan con i soldi dei sauditi la CIA aveva montato la più grande operazione bellica della storia: sconfiggere l’Armata Rossa con i mujaheddin islamici. Peccato che uno dei soci dell’impresa, Osama bin Laden, poi si sia risentito di essere messo da parte e abbia organizzato l’attentato delle Due Torri.

    È stato così che si è finiti nel 2001 in Afghanistan e poi nel 2003 in Iraq. Dopo 14 anni l’Afghanistan è ancora in preda alla guerriglia dei talebani mentre l’Iraq è un nazione monca, una parte i curdi, un’altra agli sciiti e un pezzo al Califfato. Gli americani non sanno che farsene ed è per questo che la guerra all’ISIS non è mai partita seriamente.

    Ma il petrolio finanziava tutto, come la cocaina inebriava di dollari i “bravi ragazzi” nei film di Scorsese. Si poteva farne a meno? Nell’ottica dell’Occidente bastava che gli arabi continuassero a spendere da noi e questo già era sufficiente come un indicatore di salutare benessere. In realtà sapevamo perfettamente che era artificiale. L’oro nero può comprare armi, prodotti, servizi, persino degli eserciti mercenari, ma non una ragione di esistere.

    Per questo le monarchie petrolifere hanno cominciato a foraggiare i jihadisti, per contrastare movimenti meno feroci ma più popolari come i Fratelli Musulmani che ne contestavano la legittimità. Per altro pronti a usare anche questi, come ha fatto il Qatar, in funzione anti-saudita. Assad era il nemico perfetto. La Siria il terreno ideale per una guerra santa. Confina con paesi ribollenti – Turchia, Libano, Iraq, Israele, Giordania –, la popolazione è a maggioranza sunnita ma comandata da una minoranza, gli alauiti, ritenuta eretica, alleata dell’Iran e degli Hezbollah sciiti libanesi. L’insurrezione era una sorta di tempesta perfetta per creare un nuovo Libano o un altro Afghanistan, con padrini esterni di ogni provenienza, arabi, turchi, potenze occidentali e orientali.

    Già da tempo il dipartimento di Stato USA sapeva che milioni di dollari affluivano ai gruppi qaedisti e poi al Califfato da Arabia Saudita, Qatar, Kuwait (Country Report on Terrorism, 2013), ma Washington aspettava che facessero fuori Assad da soli. L’intervento di Putin ha tolto la speranza di una vittoria e l’Iran, che aveva dovuto rinunciare al nucleare, adesso ha un alleato con l’atomica: gli americani devono salvare la faccia dei loro impresentabili alleati, che sono anche nostri clienti. Raschiando il fondo del barile affiora tutta la miseria della geopolitica del petrolio.

    Pubblicato su Il Sole 24 Ore il 10 dicembre 2015. 

    Ti potrebbe piacere anche

    Le dichiarazioni alla stampa dei presidenti del Consiglio europeo, Antonio Costa, della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di Cipro, Nikos Christodoulidīs, del Libano, Joseph Aoun, della Siria, Ahmed Hussein al-Sharaa. Fonte: Consglio Europeo
    Politica Estera

    Von der Leyen ai leader Mediorientali: “Nei momenti di crisi i legami si rafforzano”

    24 Aprile 2026
    Diritti

    Nell’UE il 24, 3 per cento dei giovani fa attivismo online

    24 Aprile 2026
    Economia

    Sul bilancio Consiglio europeo in salita. Meloni: “Negoziato difficilissimo”

    24 Aprile 2026
    L'aula del Parlamento europeo nella sede di Strasburgo. Fonte: Copyright: © European Union 2021 - Source : Parlamento europeo
    Politica

    Bilancio UE, crisi energetica e Ucraina: i temi alla plenaria dell’Eurocamera

    24 Aprile 2026
    [foto: imagoeconomica] ue soldi regole spesa finanza sostenibile
    Green Economy

    UE e istituzioni partner firmano il Fondo sui Green Bond: fino a 20 miliardi di euro per infrastrutture sostenibili

    24 Aprile 2026
    Marta Kos - Ucraina - Allargamento
    Politica Estera

    Accelera il processo per l’adesione dell’Ucraina in UE. Kos: “Integrazione sempre più fondamentale”

    24 Aprile 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Le dichiarazioni alla stampa dei presidenti del Consiglio europeo, Antonio Costa, della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di Cipro, Nikos Christodoulidīs, del Libano, Joseph Aoun, della Siria, Ahmed Hussein al-Sharaa. Fonte: Consglio Europeo

    Von der Leyen ai leader Mediorientali: “Nei momenti di crisi i legami si rafforzano”

    di Giulia Torbidoni
    24 Aprile 2026

    I leader UE constatano che la sicurezza dell'Europa è "strettamente legata" a quella della regione in fiamme e oltre a...

    Nell’UE il 24, 3 per cento dei giovani fa attivismo online

    di Iolanda Cuomo
    24 Aprile 2026

    Una persona su quattro i 16 e 29 anni va sul web per esprimere un'opinione o a voti. Gli italiani...

    Sul bilancio Consiglio europeo in salita. Meloni: “Negoziato difficilissimo”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    24 Aprile 2026

    Sul budget settennale (MFF 2028-2034) il vertice informale dei capi di Stato e di governo registra posizioni distanti e inconciliabili....

    L'aula del Parlamento europeo nella sede di Strasburgo. Fonte: Copyright: © European Union 2021 - Source : Parlamento europeo

    Bilancio UE, crisi energetica e Ucraina: i temi alla plenaria dell’Eurocamera

    di Giorgio Dell'Omodarme
    24 Aprile 2026

    La proposta di PPE, S&D e Renew Europe sul prossimo QFP propone di portare all'1,27 per cento del PIL il...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione