- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 31 Ottobre 2026
No Result
View All Result
  • en ENG
  • it ITA
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Unione europea, le teorie e gli interessi

    Unione europea, le teorie e gli interessi

    [di Nicola Acocella] L’origine e la gestione della crisi finanziaria sono state il capolavoro delle istituzioni e delle politiche dell’Unione monetaria europea al servizio non delle teorie, ma degli interessi.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    27 Maggio 2016
    in Non categorizzato

    di Nicola Acocella

    Dalle recenti dichiarazioni di Juncker al Parlamento europeo, con le quali si rende più flessibile l’applicazione dei limiti esistenti ai deficit pubblici per i paesi impegnati nell’accoglienza ai migranti, sembrano trasparire una certa consapevolezza delle nuove sfide all’impalcatura europea e l’esigenza di cambiarne alcune regole. Quanto questo possa esprimere un convincimento profondo, quali sono le ragioni teoriche sottostanti e quali possono essere le forze contrarie è un discorso più complesso.

    Le attuali istituzioni dell’Unione monetaria europea (UME) risalgono alle linee tracciate all’inizio degli anni Novanta. Esse sono largamente basate sul libero funzionamento dei mercati e su poche istituzioni comuni, essenzialmente la moneta unica, e su poche altre come una parziale unione bancaria, sostenute da uno striminzito bilancio comunitario.

    Alla loro base vi era l’idea che mercati e moneta unica avrebbero assicurato un’integrazione armoniosa, capace di eliminare i molti squilibri esistenti e, in particolare, le inefficienze esistenti nei settori pubblici e privati di alcuni paesi. Il vincolo esterno, dato dalla moneta unica e dall’impossibilità di ricorrere alle svalutazione delle monete nazionali avrebbe indotto comportamenti pubblici e privati virtuosi di questi paesi, proprio per l’operare dei mercati. Sindacati o imprese esosi avrebbero dovuto moderare le proprie pretese e i cittadini avrebbero fatto pressione sui governi per una maggiore efficienza dell’apparato pubblico. A livello europeo sarebbe bastata un’istituzione, come la Banca centrale europea, mirante in primo luogo a tener bassa l’inflazione per assicurare anche un’elevata occupazione.

    Le teorie sottostanti erano maturate dalla fine degli anni Sessanta e predicavano controllo della moneta, riduzione dell’inflazione, indipendenza della banca centrale dal potere politico e minore ingerenza dello stato. L’azione pubblica, infatti, era giudicata non soltanto inefficace, ma dannosa. Una riduzione delle spese e del debito pubblico avrebbe comportato un effetto virtuoso di aumento – non di riduzione – del reddito e dell’occupazione, per l’esistenza di quelli che in gergo vengono chiamati effetti moltiplicativi delle spese pubbliche sul reddito, giudicati bassi o negativi. D’altra parte, il coordinamento attivo, in senso espansivo, delle politiche fiscali in sede europea era giudicato controproducente ed era preferibile vincolare l’azione pubblica al rispetto di un deficit massimo del 3%. Che questo comportasse limiti per l’azione stabilizzatrice in caso di crisi nei vari paesi, in particolare di quelli con un più elevato stato sociale, era poco rilevante.

    Questi fondamenti teorici dell’UME si sono dimostrati invalidi, come mostrano le ricerche degli ultimi 15-20 anni. Se i governanti europei avessero preso coscienza delle nuove teorie man mano che le vecchie venivano demolite, forse non avrebbero inflitto alla Grecia e anche all’Europa tutta una recessione così pesante come quella dalla quale forse stiamo faticosamente uscendo per il concorso favorevole di numerose circostanze e per l’azione intelligente, ma contrastata, della BCE. A ben vedere, il peggioramento della situazione economica greca e degli altri paesi periferici (e in una certa misura della Germania stessa) è dovuto quasi interamente alle politiche deflattive imposte e al rispetto del deficit massimo consentito. Si prenda il caso dell’aumento di 20 punti percentuali del rapporto fra debito pubblico e PIL in Italia, attribuibile interamente alla caduta del PIL del 10% e alla deflazione dopo il 2007. Una sana politica espansiva avrebbe invece ridotto il rapporto.

    Forse, però, la prevalenza della visione e degli interessi tedeschi avrebbe comunque portato alle stesse politiche che sono state effettivamente adottate. Si pensi all’esperienza del 2004, quando le regole europee sul deficit massimo furono violate proprio dalla Francia e dalla Germania, evidenziando l’importanza degli interessi costituiti e la loro prevalenza rispetto alle regole esistenti. D’altro canto, nel 2010, quando è iniziato lo strozzamento della Grecia, i paesi dominanti forse avrebbero ugualmente applicato le stesse politiche, se il primo obiettivo della soluzione applicata alla crisi greca era quello di far tranquillamente defilare le banche – ancora una volta – francesi e tedesche (ma anche italiane) dalle loro posizioni creditorie verso la Grecia. O forse, indipendentemente da ciò, la posizione tedesca sarebbe rimasta la stessa perché in Germania il debito è una colpa in sé (al di là di altre colpe che anche la Grecia, insieme ad altri paesi inefficienti come l’Italia, ha), non condivisa da chi concede credito (magari, incautamente, perché non sa valutare la situazione economica e le tensioni accumulate).

    L’origine e la gestione della crisi finanziaria, dunque, sono state probabilmente il capolavoro delle istituzioni e delle politiche dell’UME al servizio non delle teorie, ma degli interessi. E sono questi, dunque, che remeranno contro un cambiamento sostanziale e duraturo delle strategie, anche perché nel frattempo la posizione di forza relativa della Germania si è anche rafforzata.

    Pubblicato su Sbilanciamoci! il 17 maggio 2016. 

    Ti potrebbe piacere anche

    UE e Canada verso una associazione più stretta. Lo hanno annunciato il primo ministro canadese Mark Carney e i presidenti di Consiglio europeo, Antonio Costa, e Commissione europea, Ursula von der Leyen. Source: EC - Audiovisual Service
    Politica Estera

    UE e Canada si avvicinano il più possibile, per tenere lontano Trump

    30 Ottobre 2026
    La Commissione UE ha adottato la proposta per il prestito da 45 miliardi a Kiev per il 2027. Crediti: Commissione europea
    Le Brevi

    La Commissione UE adotta la proposta per i 45 miliardi di prestito a Kiev per il 2027

    30 Ottobre 2026
    Il Belgio vince la medaglia d'oro per il miglior panettone artistico al mondo. Ma è fatto dall'italiano Antonio Santangelo.
    Le Brevi

    Il Belgio primo al mondo per il miglior panettone aristico, che è fatto però dall’italiano Santangelo

    30 Ottobre 2026
    Ghiacciai che si sciolgono. Crediti: Dave Meckler via Unsplash
    Le Brevi

    Dall’UE più di 32 miliardi ai Paesi in via di sviluppo per il clima

    30 Ottobre 2026
    Bruno Pompeo, Marcinelle, Bois du Cazier
    Le Brevi

    Ha un nome e un volto dopo 70 anni: è Bruno Pompeo, morto nella miniera di Marcinelle

    30 Ottobre 2026
    Flavio Lorenzin (Immagine: Confimi)
    Economia

    Acciaio, le fonderie italiane di Confimi contro Bruxelles: dazi e CBAM penalizzano la filiera

    30 Ottobre 2026
    Il prossimo anno ci saranno almeno 13 grandi elezioni in Europa

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    UE e Canada verso una associazione più stretta. Lo hanno annunciato il primo ministro canadese Mark Carney e i presidenti di Consiglio europeo, Antonio Costa, e Commissione europea, Ursula von der Leyen. Source: EC - Audiovisual Service

    UE e Canada si avvicinano il più possibile, per tenere lontano Trump

    di Giulia Torbidoni
    30 Ottobre 2026

    Von der Leyen chiarisce che "questa partnership non contro qualcun altro". Ma poi aggiunge che "ciò che conta oggi è...

    La Commissione UE ha adottato la proposta per il prestito da 45 miliardi a Kiev per il 2027. Crediti: Commissione europea

    La Commissione UE adotta la proposta per i 45 miliardi di prestito a Kiev per il 2027

    di Redazione eunewsit
    30 Ottobre 2026

    Bruxelles - La Commissione europea ha adottato oggi (30 ottobre) una proposta, che dovrà essere sottoposta all'approvazione del Consiglio, relativa...

    Il Belgio vince la medaglia d'oro per il miglior panettone artistico al mondo. Ma è fatto dall'italiano Antonio Santangelo.

    Il Belgio primo al mondo per il miglior panettone aristico, che è fatto però dall’italiano Santangelo

    di Redazione eunewsit
    30 Ottobre 2026

    Bruxelles - Il Belgio ha vinto la medaglia d'oro per il miglior panettone artistico al mondo. Ma le mani che...

    Ghiacciai che si sciolgono. Crediti: Dave Meckler via Unsplash

    Dall’UE più di 32 miliardi ai Paesi in via di sviluppo per il clima

    di Iolanda Cuomo
    30 Ottobre 2026

    Bruxelles - In base ai dati del Consiglio dell'Unione europea, nel 2025 l'Unione europea ha erogato 32,3 miliardi di euro...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • en ENG
    • it ITA
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • en ENG
    • it ITA
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione